giovedì 2 luglio 2009

Presentata la nuova edizione dei documenti vaticani del Processo Galilei (Radio Vaticana)


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Presentata la nuova edizione dei documenti vaticani del Processo Galilei

Presentata questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, la nuova edizione dei documenti vaticani del processo di Galileo Galilei, curata da mons. Sergio Pagano, Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano. Il servizio di Fausta Speranza:

Un rigorosissimo criterio filologico, nuova documentazione e curate introduzioni per ogni testo: queste le caratteristiche di questa edizione 2009 dei documenti del Processo a Galileo Galilei curata da mons. Pagano. Mons. Sergio Pagano aveva già firmato l’ultima edizione del 1984, che precedeva il pronunciamento di Giovanni Paolo II su Galileo del 1992. E per completezza va detto che prima ancora tra il 1877 e il 1910 si contano 4 edizioni. Mons. Pagano la definisce “un’edizione completa e fidata” proprio perché estremamente fedele ai testi originali fino al rispetto di maiuscole o minuscole. Qualcuno ritiene che sarebbe stata più “leggibile” con qualche fedeltà in meno, sottolinea mons. Pagano che però poi spiega quanto sia importante qualunque dettaglio e quanto sia rischioso cambiarlo:

“Mi sono reso conto nel mio lavoro che ognuno rende i testi come gli pare. Dire “cielo” e scrivere “cielo” o “terra” o “cosmo” o “sole” in minuscolo o in maiuscolo, nel 1633, ha una portata enorme. Io non mi prendo l’arbitrio di rendere cielo, terra, cosmo, sole minuscolo, quando lo trovo maiuscolo”.

A proposito dei nuovi documenti spiega che si tratta di richieste negate di lettura degli atti da parte di ecclesiastici e dominicani nel ‘700, prima del via libera dato nel 1741 alla pubblicazione. In ogni caso – è stato ribadito - resta una “pagina dolorosa” della Chiesa. A questo proposito dopo la riflessione di mons. Pagano che rispondendo a domande dei giornalisti ha riconosciuto che la vicenda può insegnare qualcosa nel rapporto tra Chiesa e scienza, dalla Sala Stampa vaticana viene riassunto il tutto con queste parole: “Il caso Galileo insegna alla scienza a non presumere di far da maestra alla Chiesa in materia di fede e di Sacra Scrittura e insegna contemporaneamente alla Chiesa ad accostarsi ai problemi scientifici – fossero anche quelli legati alla più moderna ricerca sulle staminali, per esempio – con molta umiltà e circospezione”. V

Va detto che mons. Pagano, dopo aver accennato ai limiti da parte della Chiesa di allora, come peraltro già riconosciuti da tempo, ha spiegato - meglio di quanto si possa riassumere giornalisticamente – che ciò che ha irrigidito la Chiesa di allora e in particolare Papa Urbano VIII è stato il fatto che Galileo non ha accettato, come suggeritogli, di presentare semplicemente i suoi studi come ipotesi scientifiche ma abbia nel Dialogo invitato direttamente la Chiesa a rivedere le sue interpretazioni della Bibbia.

Mons Pagano ha voluto ribadire che da tutta la documentazione viene confermato che Galileo è stato ed è rimasto un cattolico, seppure penitente per decisione di Urbano VIII. Infine a conclusione della conferenza stampa, mons. Pagano, sollecitato dai giornalisti, ha confermato un impegno di studio da parte dell’Archivio su documentazioni relative a opere di carità di Pio XII, parlando di 20 archivisti a disposizione e di 5-6 anni di lavoro da fare su archivi di Nunziature e su documenti della Segreteria di Stato, quando il Papa deciderà di renderli disponibili allo studio.

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Versione edulcorata?
Alessia

mariateresa ha detto...

prendo dal blog di Galeazzi:
"Dopo la dichiarazione in
conferenza stampa che ha sollevato alcuni interrogativi,
monsignor Pagano ha voluto precisare la propria posizione. Nessun
cambiamento sulla morale della Chiesa nei confronti
dell’eugenetica, solo un doveroso suggerimento alla prudenza. «Il caso Galileo - ha detto - insegna alla scienza a non presumere di far da maestra alla Chiesa in materia di fede e di
Sacra Scrittura e insegna contemporaneamente alla Chiesa ad
accostarsi ai problemi scientifici, fossero anche quelli legati
alla più moderna ricerca sulle staminali, per esempio, con molta
umiltà e circospezione»"
E' così che avevo capito. Con il tempo ho imparato a non indignarmi subito perchè le notizie di agenzia lasciano il tempo che trovano.
Che poi provino a montarci il caso è possibile ma allora per non montarene mai bisognerebbe tacere sempre. E in qual caso si inventerebbe qualcosa.

Antonio ha detto...

Scintille tra due toscanacci, di più, due fiorentini...Urbano VIII e Galileo!
Eppure è stato un secolo splendido...

mariateresa ha detto...

scusate le sgrammaticature, ho scritto di getto.Il pensiero (si fa per dire) è che i giornali sempre, cercano il caso. Si può avere delle riserve sull'imprudenza di chi dichiara, ma allora, ragazzi , ci salutiamo tutti per fare le belle statuine.
Per me questa è scuola di vita perchè durante il pontificato di GPII non prestavo la minima attenzione a queste cose. E dire che ne hanno messo in giro di scemenze, ora me ne rendo conto.
Quando qualche studioso avrà voglia di andare a ravanare negli articoli di allora sarà opera emerita da premiare con un busto in marmo.
Ho visto in edicola, mentre aspettavo l'autobus ,che c'è un numero di Reset che parla di Benedetto con tanto di Alberto Melloni. Ehhhehehehe.
La foto in copertina mi è piaciuta.
Forse sarà l'unica.