domenica 1 febbraio 2009

Il Papa non si lascia intimidire: la trattativa con i Lefebvriani prosegue (Galeazzi)


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CITTA’ DEL VATICANO

La data è prossima». L’ora X per riportare l’intera galassia lefebvriana in seno alla Chiesa doveva essere domani, festa della Purificazione di Maria.
La controversia sui rapporti con l’ebraismo ha rallentato la corsa contro il tempo nei Sacri Palazzi, ma, nonostante «le resistenze interne e gli attacchi esterni», Oltretevere la strategia è quella di procedere a tappe forzate verso la piena comunione.
Mentre si estendono dal Parlamento tedesco al Gran rabbinato di Francia le critiche per la revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani (fra i quali il negazionista Richard Williamson), in Vaticano si lavora febbrilmente alla «piena regolarizzazione della Fraternità San Pio X».
Benedetto XVI vuole quanto prima il ritorno nella Chiesa dei cinquecento sacerdoti ultratradizionalisti sospesi «a divinis» e dei loro 60 mila fedeli sparsi in 159 priorati e 725 centri spirituali nel mondo.
Nel «piano anti-scisma» era stata informalmente indicata la festa della Purificazione di Maria (2 febbraio) come «data chiave», ma il ristabilimento della piena comunione e la revoca delle sospensioni «a divinis» potrebbero richiedere un «chiarimento supplementare» fra la Santa Sede e la roccaforte di Econe, soprattutto sulla dichiarazione «Nostra Aetate» dedicata dal Concilio al dialogo con ebrei, musulmani e altre fedi. L’«integrale riconoscimento» del Vaticano II resta il nodo da sciogliere per il mediatore papale Darío Castrillón Hoyos.
Una settimana fa, appena pubblicato il decreto a loro favore, il capo dei lefebvriani Bernard Fellay ha confermato «le riserve» sul Concilio.
Accelerare i tempi della riabilitazione e definire lo status giuridico della «San Pio X» nella Chiesa (probabilmente come prelatura personale sul modello dell’Opus Dei) aiuterebbe la Santa Sede a disinnescare il mix esplosivo tra «residue divergenze» coi seguaci di Lefebvre e umori progressisti contrari alla riconciliazione. Ieri il teologo svizzero Hans Küng ha attaccato la «svolta conservatrice» e «l’atmosfera opprimente nella Chiesa» dovute al perdono accordato ai lefebvriani.
Anche il cardinale francese Philippe Barbarin protesta per le scuse «assolutamente insufficienti» presentate da Williamson al Papa: «Non c’è stata alcuna ritrattazione da parte di chi ha negato la Shoah con dichiarazioni riprovevoli, scandalose, rivoltanti». E analoghe rimostranze sono arrivate nei Sacri Palazzi dall’episcopato svizzero, austriaco, tedesco e svedese. In Europa centrale e settentrionale, infatti, alla forte presenza lefebvriana si contrappongono vescovi particolarmente legati al Vaticano II. Quindi, non c’è tempo da perdere.
A pochi giorni dall’«atto di paterna misericordia», il cardinale Castrillón Hoyos ha garantito al Pontefice di aver ottenuto dai vescovi scismatici l’impegno a «realizzare i passi necessari per la piena comunione» riconoscendo non solo l’autorità del Papa ma anche il Concilio.
«Devono accettare i nostri nuovi rapporti con gli ebrei - spiega Norbert Hoffmann, segretario della Pontificia commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo -. Gli incontri, le conversazioni e le trattative servono proprio a far chiarezza». Adesso il passo che resta, precisa il cardinale Dionigi Tettamanzi, è «l’adesione a tutti i testi conciliari».
L’ultimo passo per entrare in comunione con la Chiesa di Roma potrebbe essere più veloce di quanto lascerebbe pensare il clamore mondiale attorno alla vicenda.
In Segreteria di Stato affiora l’esplicita intenzione di non lasciare aperta la questione troppo a lungo per non compromettere le relazioni con l’ebraismo, tanto più delicate in vista del viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa.
Intanto il Papa si prepara ad accogliere nella piena comunione con Roma i 500 mila anglicani tradizionalisti che, in dissenso con l’Arcivescovo di Canterbury, hanno sottoscritto il catechismo cattolico.

© Copyright La Stampa, 1° febbraio 2009 consultabile online anche qui, sul blog di Galeazzi.

C'e' un "piccolo" errore di trascrizione: i fedeli sono 600mila non 60mila :-)
R.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao, Raffaella. Elisa Pinna dell'Ansa delinea in modo efficace la situazione e dice anche un paio di cosette interessanti sul perché della posizione del ministro: LEFEBVRIANI: MINISTRO ISRAELE MINACCIA ROTTURA RAPPORTI
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/approfondimenti/visualizza_new.html_875995985.html
Alessia

Anonimo ha detto...

Ti segnalo:
Qualcosa non torna nei rapporti tra gli ebrei italiani e la Santa Sede di Roberto Pertici su l'Occidentale
SCUOLA/ Shoa: oltre polemiche e astrazioni la semplicità di un'esperienza da il Sussidiario.
Alessia

euge ha detto...

Cara Raffaella ti segnalo l'ultimIsraele, nessuna rottura con S. Sede
Portavoce ministro Esteri nega valore a parole ministro Cohen
(ANSA) - GERUSALEMME, 1 FEB - 09 non sò se sia la stessa, segnalata da Alessia.

Anonimo ha detto...

Tirare diritto, con prudenza, ma senza tentennamenti, nonostante gli avversari e la confusione. Questo Papa è proprio tosto, perchè fondato tutto sulla roccia.
Arrivano le mareggiate, le esondazioni, gli tzunami, ma lui resta lì bello saldo senza fare una piega.
Io sono orgogliosa e riconoscente di essere al suo seguito.

Raffaella ha detto...

Si', Sam, anche io :-)

euge ha detto...

per sam anch'io non solo mi sento orgogliosa di seguire questo Papa che come hai detto è fondato sulla roccia ma, sarò sempre grata a lui per avermi riportato alla fede.

GRAZIE SANTITA'

Anonimo ha detto...

Cmq se il dato dei fedeli sarebbe esatto ci sarebbe un rapporto fedeli/sacerdoti clamoroso.
E' come se in Italia ci fossero mezzo milione di sacerdoti e nel mondo quasi 10 milioni,mentre sono rispettivamente 39mila e 250mila

Anonimo ha detto...

Secondo me non è una svista.
Ho notato che si fa a gara a ridimensionare la Fraternità.
Antonio

Syriacus ha detto...

Sì, peccato che il cardinale O'Malley di Boston (non un tradizionalista) , abbia fornito nel suo ultimo post la cifra di "un milione e mezzo", che è certamente più vicina alle cifre fornite dai lefebvriani stessi:



"So, his outreach to
the communities who follow these bishops is just one more manifestation of his ardent desire to bring these people (which some estimate to be as many as 1.5 million) back into the fold. We know that these are generally people who practice their faith and try to live a Christian life seriously but, unfortunately, I believe that they have been misled by their leadership."


http://www.cardinalseansblog.org/