sabato 8 novembre 2008

Rovinosa caduta di stile del Corriere: ieri pubblicava poche righe sul forum catto-islamico, oggi evidenzia una foto ritoccata ed offensiva del Papa

Decisamente inopportuna la pubblicazione di una foto offensiva e vergognosa del Santo Padre a pag. 17 del Corriere della sera in edicola oggi.
Tale infamia e' stata esibita al corteo degli "studenti" in lotta contro il ministro Gelmini.
Non capisco come mai il primo quotidiano italiano dia spazio a queste assurdita' e non a commenti decisamente piu' importanti come quelli che rigurdano i rapporti fra la Chiesa e l'Islam.
Mi piacerebbe sapere perche' ci si indigna (e giustamente!) quando si fanno battute di dubbio gusto sul Presidente Obama mentre si consente che foto offensive del Papa siano visibili ai lettori.
Questo approccio da "due pesi e due misure" mi indigna profondamente.
Una caduta di stile incredibile che non mi sarei mai aspettata...
Di seguito pubblichiamo l'articolo di ieri sul forum cattolico-islamico. Per ovvi motivi non esibiremo la foto di cui sopra.

R.

«Cristiani e islamici una famiglia»

ROMA — «Possa Dio, Colui che è misericordioso e compassionevole, assisterci in questa missione, perché siamo la stessa famiglia anche con diversità». Usa proprio l'espressione del Corano Benedetto XVI (foto) per chiudere il suo appello ad un lavoro comune, rivolto ai partecipanti al primo Forum cattolico-musulmano.
Ratzinger non ha però mancato di sottolineare che le discriminazioni, le persecuzioni contro i credenti sono «atti inaccettabili e ingiustificabili tanto più gravi e deplorevoli quando vengono compiuti nel nome di Dio» . Nella Sala Clementina l'incontro dura circa un'ora. Con gli interventi di Seyyed Hossein Nasr e del capo delegazione islamica Mustaf Ceric, Gran Mufti della Bosnia. Poi, un breve incontro personale e stretta di mano del Papa con ognuno dei partecipanti, compreso il noto scrittore Tariq Ramadan: «Gli ho detto che bisogna continuare questo dialogo, lui ha sorriso». L'atmosfera è definita «warm», calda.
Tanto che assicura più volte Ceric «Ratisbona che pure per noi è stata uno choc, come l'11 settembre per l'Occidente, è superata». Nel documento comune di 15 punti si parla di libertà religiosa, di parità uomo-donna, si condanna il terrorismo, si auspica una finanza eticamente responsabile.
M.A.C.

© Copyright Corriere della sera, 7 novembre 2008

Assurdo paragonare Ratisbona all'11 settembre!
Non credo che serva spiegare il perche'...

R.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Si chiama libertà di espressione.

Raffaella ha detto...

Ah si'?
Allora ci si astenga dalla logica dei due pesi e due misure, tanto per essere leggermente piu' credibili ed onesti...

mariateresa ha detto...

il Corriere è diventato assai bruttino e adesso che Accattoli è andato in pensione sto pensando di usarlo, assieme a Repubblica, per incartare il pesce.Ha delle cadute incredibili alternate, ogni tanto, a sviolinate. Ma non mi piace più.

Anonimo ha detto...

Ma cosa c'entra il Papa con la riforme sulla Universita'?
Elena

Raffaella ha detto...

Bella domanda, Elena!
Evidentemente la figuraccia fatta a gennaio non e' ancora sufficiente :-)
Questi "ragazzi" individuano un nemico e lo offendono, non importa se non c'entra nulla con l'universita'.
Il livello e' molto basso, ma, non per questo, il Corriere deve fare il gioco di questi gruppetti.
R.

Scenron ha detto...

Quanto mi vergogno come universitario...se c'è una persona dalla nostra parte, sempre e comunque, è proprio Papa Benedetto...i discorsi (a Sydney come a Cagliari e a Parigi), la lettera sull'emergenza educativa ne sono la prova lampante!
E poi si dichiarano anti-fascisti...mah...
Joseph ti voglio bene :-)

stefano ha detto...

Probabilmente perché il Papa è simbolo di una Chiesa che grava anche sulla spesa nonché sul sitema di concorsi e assunzioni della scuola Pubblica molto più del dovuto. Probabilmente perché se è vero che si può scegliere di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nella scuole, non si può scegliere di risparmiare sul miliardo di euro che questo insegnamento costa allo stato. Probabilmente perché questi ragazzi, più informati di molti altri, sanno che i professori di religione godono di un sistema di scatti stipendiali particolare che permette loro di avere stipendi maggiori degli altri professori. E sanno che tutto questo dipende dal peso politico della Chiesa cattolica, dall’importanza del bacino elettorale cattolico italiano. Il Papa è stato usato, forse sbagliando, come icona, simbolo rappresentativo di tutto questo. Per quanto riguarda i due pesi, credo sia giusto giudicare facendo una differenza tra le due cose, perché la scorrettezza dell’immagine e imparagonabile alla leggerezza di un capo di stato ad una conferenza ufficiale. Per quanto sia in realtà evidente che anche la leggerezza sia stata usata per coprire la ben più grave infelice uscita del capo del P.d.L. alla camera Gasparri su Obama e Al Qaida.
Ste

Raffaella ha detto...

Questi "ragazzi" sono piu' informati di altri?
Non credo. Penso che siano pero' piu' "indottrinati".
Se le norme sull'insegnamento della religione cattolica non piacciano, si cambi la legge o si faccia un referendum.
Fino a quel momento non si accusi il Papa di "colpe" non sue.
L'uso di quella foto ritoccata dimostra l'immaturita' di certi manifestanti.
Non e' un bello spettacolo.
Quando si contestano le idee offendendo le persone si scende a livelli non piu' accettabili.
R.

brustef1 ha detto...

Se la libertà di espressione consiste nel dare spazio alla volgarità offensiva di quattro delinquenti estremisti, perché il Corriere non pubblica immagini pedopornografiche in nome del pluralismo sessuale?

brustef1 ha detto...

Aggiungo che la gente si è stufata del moralismo della casta della sinistra "chiagni e fotti", quella che ha le case a Manhattan e gli yacht alla briatore, e lo dimostra quando va a votare. Attaccare Berlusconi per una battuta e camuffare il papa da Hitler sono espressioni della stessa sub-cultura stalinista

euge ha detto...

Ancora il Papa che viene camuffato da Hitler ma allora è proprio una forma grave non solo di indottrinamento ideologico - politico- universitario ma anche una forma di incapacità di ragionare con la propria tesa di avere delle proprie opinioni di saper uscire da quella " mandria" che si lascia trascinare senza neanche capire di cosa parla e quello che tenta di dire. Ecco perchè poi le università salvo pochissimi casi, sono piene di gente che a più di trent'anni non è in grado di laurearsi; il dramma poi ancora più grande e che questa gente te la ritrovi a dirigere ospedali, uffici, etc.etc.
Questa è l'università di oggi e di questa situazione oltre che i ragazzi, ne hanno colpa i professori che, insegnano senza essere liberi dalle proprie idee politiche e dalle opinioni personali. Riguardo al secondo post di brustef1 hai ragione la gente è stufa perchè per certi è comodo essere di sinistra con la tasca piena di bei soldoni alla faccia di chi ancora ci crede!

gemma ha detto...

scusate il fuori tema, ma nessuno degli studenti universitari che sfilano per un mondo più bello, più giusto, più libero, più "uguale"per tutti si sono indignati per la lapidazione di una poco più che bambina stuprata a 13 anni e hanno ritenuto di esibire la sua di foto? E gli choccati del dopo Ratisbona ci hanno detto cosa pensano di questo scempio in nome di una presunta legge divina, che con tanta difficoltà riescono a condannare? E le frotte sempre pronte a difendere il diritto di autodeterminazione della donna al grido di no Vat ...non gli è rimasto nemmeno un soffio d'alito per un no alla lapidazione di una donna stuprata? Eppure in un mondo che si vuole sempre più multietnico, dove le frontiere tra paesi sono sempre più fittizie, dove usanze, leggi e culture circolano insieme a chi le pratica e spesso sogna di esportarle, magari iniziando dal burqa, gli abusi dovrebbero sempre più essere vissuti come vicini e condannati; i giusti ideali essere sempre e comunque difesi, anche quando non si tratta solo di costruire polemiche strumentali contro la chiesa o il governo in carica, al di là di quelle che possono essere le sue pecche. Troppo comodo (e inutile) indignarsi per un inopportuno "abbronzato" all'uomo forse più potente della terra che non ha in questo momento bisogno di manifestazioni a suo favore o, sentendosi oppressi dalla religione, infilare una certa divisa al Papa pur sapendo che le predicazioni della chiesa non vanno in quella direzione e per esempio tacere sulla morte assurda in nome della sharia di una anonima bimba in uno dei tanti paesi dimenticati della terra.