martedì 27 ottobre 2009

Lefebvriani riaccolti in Vaticano, l’incontro del disgelo dopo 21 anni (Tornielli)


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Lefebvriani riaccolti in Vaticano, l’incontro del disgelo dopo 21 anni

di Andrea Tornielli

Roma
L’incontro del disgelo tra Santa Sede e lefebvriani, il primo dal 1988 per discutere su tematiche dottrinali, è iniziato alle 9.30 di ieri, nel palazzo del Sant’Uffizio, e si è protratto fino alle 12.30.
Si sono trovati attorno a un tavolo gli esperti della Pontificia commissione Ecclesia Dei, guidati da monsignor Guido Pozzo, e quelli della Fraternità San Pio X, guidati dal vescovo Alfonso de Gallareta.
«In un clima cordiale, rispettoso e costruttivo - riferisce la Sala Stampa vaticana - si sono evidenziate le maggiori questioni di carattere dottrinale che saranno discusse nel corso dei colloqui che proseguiranno nei prossimi mesi».
«In particolare - continua la nota - si esamineranno le questioni relative al concetto di Tradizione, al messale di Paolo VI, all’interpretazione del Concilio Vaticano II in continuità con la Tradizione dottrinale cattolica, ai temi dell’unità della Chiesa e dei principi cattolici dell’ecumenismo, del rapporto tra il Cristianesimo e le religioni non cristiane e della libertà religiosa».
È l’elenco delle questioni dottrinali che i lefebvriani ritengono problematiche e che sono legate all’interpretazione del Concilio.
«È andata bene, le difficoltà ci sono - confida al Giornale uno dei presenti - ma l’inizio è stato buono».
Prima dell’incontro, già da alcuni giorni i lefebvriani avevano ricevuto dal Vaticano una sorta di testo preparatorio con gli argomenti in discussione. Il dibattito iniziato ieri vede la Fraternità sostenere che alcuni testi conciliari non sono compatibili con la tradizione, mentre gli esperti della Santa Sede affermano il contrario.
«Non si può prevedere quanto dureranno i colloqui – continua la fonte vaticana – abbiamo deciso di darci una cadenza bimestrale, dunque ci ritroveremo probabilmente subito dopo Natale”.
Ma nel frattempo si lavorerà, e alacremente, usando l’e-mail per scambiarci considerazioni, domande, in modo da arrivare alla prossima riunione, per quanto possibile, con qualche punto concordato».

© Copyright Il Giornale, 27 ottobre 2009 consultabile online anche qui.

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