lunedì 25 maggio 2009

Il Papa a Montecassino: le ferite della guerra e quelle della crisi (Izzo)


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IL PAPA A CASSINO E MONTECASSINO: I VIDEO

VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE A CASSINO E MONTECASSINO (24 MAGGIO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

Riceviamo e con grande piacere e gratitudine pubblichiamo:

PAPA A MONTECASSINO, LE FERITE DELLA GUERRA E QUELLE DELLA CRISI

(AGI) - Montecassino, 24 mag.

(di Salvatore Izzo)

Benedetto XVI ha pregato in silenzio questa sera sulle tombe dei militari polacchi trucidati dai tedeschi del Terzo Reich nel 1944 a Montecassino.
In piedi, davanti a una lampada votiva, il Papa e' rimasto a lungo con le mani giunte. Davanti ai suoi occhi le tante croci bianche isposte a gradinate e la grande croce, ricavata da una siepe, che le sormonta.
Il gesto di rendere omaggio a soldati venuti a combattere dalla Polonia - insieme agli americani e agli inglesi ma anche ai neozelandesi e agli indiani - e che hanno pagato un tributo altissimo di sangue alla liberazione dell'Italia, ha un particolare significato perche' compiuto da un Papa di origine tedesca e fa seguito al pellegrinaggio dei vescovi italiani in occasione del 50esimo anniversario degli eroici assalti alleati e dello scellerato bombardamento che essi stessi compirono, una contraddizione che continua a interrogare le coscienze e che a ben vedere e' quella che caratterizza tutte le guerre.
Nel cimitero polacco, il Pontefice ha anche letto una preghiera per tutti caduti e per quanti "ancora soffrono a causa di guerre fratricide la forza della speranza invincibile, il coraggio di quotidiane azioni di pace, l'operosa fiducia nella civilta' dell'amore".
Arrivato dalla vicinissima Abbazia "ricostruita dopo l'immane disastro del secondo conflitto mondiale", Benedetto XVI ha pronunciato parole molto forti sottolinenado che da questo luogo, "si eleva un silenzioso monito a rigettare ogni forma di violenza per costruire la pace: nelle famiglie, nelle comunita', tra i popoli e nell'intera umanita'".
Altrettanta forza il Pontefice ha messo, nella visita di questa mattina alla sottostante citta' di Cassino, per denunciare "la ferita della disoccupazione che affligge questo territorio" e chiedere che essa "induca i responsabili della cosa pubblica, gli imprenditori e quanti ne hanno la
possibilita' a ricercare, con il contributo di tutti, valide soluzioni alla crisi occupazionale, creando nuovi posti di lavoro a salvaguardia delle famiglie".
Nell'omelia della messa celebrata in una grande piazza che da domani portera' il suo nome per ricordare l'evento, il Papa ha dichiarato che la Chiesa e' accanto ai lavoratori dello stabilimento della Fiat e delle altre aziende ad esso collegate, i cui posti di lavoro sono a rischio a causa dalla crisi, ha assicurato il Papa: "so - ha scandito - quanto sia critica la situazione di tanti operai. Esprimo la mia solidarieta' a quanti vivono in una precarieta' preoccupante, ai lavoratori in cassa integrazione o addirittura licenziati". E ricordando il legame della diocesi con il Monastero fondato da San Benedetto nel sesto secolo, il Pontefice ha sottolineato che "umanizzare il mondo lavorativo e' tipico dell'anima del monachesimo, e questo - ha rilevato - e' anche lo sforzo della vostra Comunita' che cerca di stare a fianco dei numerosi lavoratori della grande industria presente a Cassino e delle imprese ad essa collegate". Per Ratzinger, del resto, la spiritualita' non deve mai portare al disimpegno: "il 'cielo' non indica un luogo sopra le stelle, ma qualcosa di molto piu' ardito e sublime: indica Cristo stesso, la Persona divina che accoglie pienamente e per sempre l'umanita'", ha affermato affidando "la missione di costruire, nel nome di Cristo, una nuova umanita' all'insegna dell'accoglienza e dell'aiuto ai piu' deboli" anche ai cattolici del basso Lazio, gia' mobilitati dall'abate Pietro Vittorelli in una ricca serie di iniziative sociali culminate proprio oggi nell'inaugurazione della Casa della Carita'.
Anche in questa citta' sorta all'ombra della principale abbazia europea, pero', "la famiglia ha oggi urgente bisogno di essere meglio tutelata, poiche' e' fortemente insidiata nelle radici stesse della sua istituzione" e i giovani, ha continuato il Papa "fanno fatica a trovare una degna attivita' lavorativa che permetta loro di costruirsi una famiglia". Urge anche qui, dunque, la riscoperta del messaggio di San Benedetto cosi' come "la sua testimonianza spirituale" deve aiutare "i popoli che vivono in questo continente a rimanere fedeli alle loro radici cristiane e ad edificare un'Europa unita e solidale, fondata sulla ricerca della giustizia e della pace".
Secondo il Papa teologo, accogliere l'invito di San Benedetto a "cercare Dio, come fondamentale impegno dell'uomo" e' ancora oggi una condizione necessaria per lo sviluppo della civilta'. "Alla sua scuola - ha ricordato - i monasteri sono diventati, nel corso dei secoli, fervidi centri di dialogo, di incontro e di benefica fusione tra genti diverse, unificate dalla cultura evangelica della pace". Cosi' come in passato "i monaci hanno saputo insegnare con la parola e con l'esempio l'arte della pace", coniugando "la Croce, che e' la legge stessa di Cristo, il libro e cioe' la cultura, e l'aratro, che indica il lavoro, la signoria sulla materia e sul tempo" anche oggi "l'essere umano non realizza appieno se' stesso, non puo' essere veramente felice senza Dio".
"Tocca in particolare a voi - ha chiesto ai 500 tra monaci e monache venuti per l'incontro di oggi da tutti i monasteri d'Italia - essere esempi viventi di questa interiore e profonda relazione con Lui, attuando senza compromessi il programma che il vostro Fondatore ha sintetizzato nella regola 'nulla anteporre all'amore di Cristo'". "In questo - ha sottolineato - consiste la santita', proposta valida per ogni cristiano, piu' che mai nella nostra epoca, in cui si avverte la necessita' di ancorare la vita e la storia a saldi riferimenti spirituali".
Per Benedetto XVI, e' proprio questo a rendere "quanto mai attuale e' indispensabile la vocazione e missione dei monaci". "Da questo luogo, dove riposano le sue spoglie mortali, il santo Patrono d'Europa - ha poi concluso - continua ad invitare tutti a proseguire la sua opera di evangelizzazione e di promozione umana ed incoraggia in primo luogo voi, cari monaci, a restare fedeli allo spirito delle origini e ad essere interpreti autentici del suo programma di rinascita spirituale e sociale".
La visita del Papa e' durata 10 ore in tutto. Questa mattina e' stato accolto dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. Alla messa - concelebrata con il vicario di Roma Agostino Vallini e tutti i vescovi del Lazio - hanno partecipato anche il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani. Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ha accompagnato il Pontefice nella visita alla Casa della Carita' sorta nell'edificio del vecchio ospedale.

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