mercoledì 22 aprile 2009

Le accuse del Parlamento belga contro le dichiarazioni del Papa sull'Aids (Famiglia Cristiana)


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LE ACCUSE DEL PARLAMENTO BELGA CONTRO LE DICHIARAZIONI DEL PAPA SUI PRESERVATIVI

LIBERTÀ SESSUALE E LOTTA ALL’AIDS

Come hanno riconosciuto autorevoli giornali laici di tutto il mondo, nessun Paese è riuscito a debellare le infezioni di Aids con campagne centrate sull'uso del solo preservativo. Ecco cosa fare.

Il recente viaggio di Benedetto XVI in Africa è stato, purtroppo, accompagnato da polemiche pretestuose sull’Aids. Ciò che più mi ha addolorato è quando hanno detto che il Papa non conosce bene la situazione africana. Affermazione priva di fondamento, oltre che scorretta. Sono convinto che il Papa conosca i problemi degli africani molto meglio di tutti i leader politici occidentali. Sarebbe stato più onesto riconoscere che Benedetto XVI ha una visione del mondo diversa dai politici. Ma i potenti sono corretti solo quando fa loro comodo e, quindi, hanno scelto la strada della propaganda e dell’informazione scorretta o parziale.
Perché la polemica è pretestuosa? Perché non c’è in ballo solo la lotta all’Aids. L’Occidente vuole accreditarsi come l’unico interprete della modernità, il solo ad avere le risposte giuste alle opportunità e alle sfide dei tempi moderni.
Chi non è d’accordo è, automaticamente, "arretrato", "fuori dal tempo", "contro la modernità". Cosa di cui si accusa il Papa, cui converrebbe (è così facile!) allinearsi alla mentalità dominante.
La Chiesa potrebbe trasformarsi in un club filantropico, in una specie di Croce Rossa internazionale o, meglio ancora, nella religione civile dell’Occidente, come vorrebbero gli atei devoti e i teo-conservatori. Una "religione contro": contro l’islam, contro i catto-comunisti, contro tutti coloro che avanzano qualche critica, o autocritica, nei confronti di un capitalismo senza più etica e valori, che sta trascinando l’Occidente sull’orlo di un abisso.
Tornando all’Aids, bisognerebbe capire come mai questa malattia si sta diffondendo non solo in Africa ma anche a Washington e in alcune capitali occidentali, dove l’uso del profilattico non è certo ostacolato. Quanto ai leader occidentali e alla loro credibilità, davvero c’è chi crede che abbiano a cuore il destino degli uomini, delle donne e dei bambini d’Africa, più del Papa? Non ci saranno di mezzo anche interessi molto concreti, di tipo economico, strategico e militare?
In questi anni, il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha erogato prestiti alle nazioni africane in cambio di politiche a favore dell’aborto e a vergognose campagne di sterilizzazione delle donne. Qui da noi ci facciamo scrupoli anche a sterilizzare gatti e cani, perché è contro natura; da loro, invece, sterilizzare le donne africane è "cosa buona". Progresso o neocolonialismo culturale?
Dov’erano i Governi occidentali quando i fondi stanziati a favore dell’economia africana venivano dirottati all’acquisto di armamenti, che alimentano sanguinose guerre tribali? Eravamo forse dalla parte di chi ha venduto quelle armi? Dov’erano questi signori, di destra e di sinistra, in questi decenni in cui i missionari (laici e religiosi), hanno costruito ospedali, scuole, dispensari farmaceutici, pozzi per l’acqua potabile?
Quanti inutili discorsi sugli aiuti all’Africa sono stati fatti nei vertici del G8 dai capi di Governo occidentali, che ora vorrebbero accreditarsi come "buoni samaritani", ma che non perdono occasione per ostentare lusso e potere? Perché i Governi italiani, ormai da anni, continuano a diminuire gli stanziamenti a favore delle Organizzazioni non governative (Ong) che operano nei Paesi del Terzo Mondo? Perché per il 2009 l’Italia ha diminuito del 56 per cento il fondo per l’aiuto pubblico allo sviluppo, che comprende la lotta all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria? Perché, ogni anno, circa dieci milioni di bambini africani muoiono di fame o per banali malattie infettive, quando basterebbe a salvarli una fialetta di antibiotico del costo inferiore a un euro?
Possiamo far finta di non sapere queste cose, e continuare a dormire "sogni d’oro" la notte, purché non pretendiamo d’essere una civiltà superiore che "deve" esportare e imporre il suo modello di vita al mondo intero. Davvero è così importante inondare l’Africa di profilattici, o si possono affrontare i problemi da un altro punto di vista?
L’Africa e lo stesso Occidente non trarrebbero alcun vantaggio dalla nostra resa e dall’omologazione alla mentalità dominante, sia essa di destra o di sinistra. La nostra unità e la tenace e affettuosa fedeltà a Santo Padre non verranno mai meno.

Carlo V

La prevenzione è necessaria sempre, a maggior ragione per le malattie che, come l’Aids, non hanno finora la cura appropriata. Siamo tutti d’accordo nel riconoscere che la prevenzione contro l’Aids si ottiene con un comportamento responsabile e bene informato. Ma che cosa significa "comportamento responsabile"? E qui le risposte sono diverse.
La prima, quella sanitaria, prende atto della pratica di comportamenti sessuali a rischio e si limita a raccomandare l’uso del preservativo. La seconda, che possiamo definire ideologica, è quella dei sostenitori del sesso libero che, di fronte all’Aids, si trasformano in fautori del sesso sicuro mediante il preservativo. In realtà, sesso sicuro proprio non è, almeno non lo è come si propaganda. In ambiente scientifico, infatti, si parla di un ampio margine di inefficacia del preservativo, che se non è accompagnato da una oggettiva, cioè scientifica, informazione sulla reale efficacia, inganna le persone e le espone al rischio di contagiarsi e di contagiare. La terza risposta, di indirizzo educativo, mette in questione la cosiddetta libertà sessuale e propone una umanizzazione e responsabilizzazione del comportamento sessuale.
È questo il senso della risposta data da papa Benedetto XVI alla domanda del giornalista, che ha fatto il giro del mondo. «La soluzione può trovarsi in una umanizzazione della sessualità, cioè in un rinnovo spirituale e umano che conduce a un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro, e a un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello altrui».
È una proposta che mira all’educazione delle coscienze e non può essere oscurata in nome del cosiddetto realismo: la gente di fatto pratica una sessualità disordinata e caotica, quindi – si conclude – l’uso del preservativo ha almeno il merito di ridurre il danno. Al contrario, la propaganda e la diffusione del preservativo hanno anche il demerito di favorire la sessualità disordinata e, quindi, la diffusione dell’Aids. Libertà sessuale e lotta all’Aids non sono conciliabili.
In ogni caso, la Chiesa cattolica, a un realismo rassegnato di fronte a quanti non desistono, comunque, da comportamenti pericolosi per sé e per altri, contrappone un realismo che non si rassegna e indica un modo umano e razionale di vivere la sessualità, rispettosa di sé stessi e degli altri. A quanti inseguono e si adeguano al costume dominante, essa propone un cambiamento. Utopia? No. È, invece, un ideale che sa confrontarsi con la realtà: la comprende ma non la giustifica, perché giustificare significherebbe impedire di crescere.
L’uscita dal flagello dell’Aids per le popolazioni africane ha bisogno di ben altro. Ed è quanto stanno facendo i missionari e le missionarie, persone, singole e associate, movimenti di volontariato, cristiani e laici che uniscono l’amore all’esperienza maturata sul campo. Sono le uniche fonti credibili per indicare la giusta strategia di soluzione per questo come per altri problemi.
Ragion per cui va respinta al mittente anche l’incredibile accusa del Parlamento belga contro Benedetto XVI e le sue considerazioni sull’Aids e il preservativo. Oltre tutto, fatta sulla base di stralci di una breve intervista sull’aereo che lo portava in Africa. È poi evidente, come hanno riconosciuto autorevoli giornali laici di tutto il mondo, che nessun Paese con un’epidemia generalizzata è riuscito a debellare le infezioni con campagne centrate sull’uso del solo preservativo.
Come ha ricordato il Papa, la soluzione è nell’"umanizzazione della sessualità" e nell’assistenza e nelle cure delle persone ammalate. Forse, viene il sospetto che dietro all’insolito attacco a Benedetto XVI ci sia la cattiva coscienza dell’Occidente, che continua a depredare gli africani delle loro risorse naturali, dando in cambio armi e preservativi in abbondanza, con la complicità dei corrotti regimi locali. Le parole del Papa, che ha mostrato una Chiesa vicina alle sofferenze della gente, hanno dato fastidio agli ipocriti potenti, senza scrupoli, che non hanno a cuore le sorti dell’Africa.

D.A.

© Copyright Famiglia Cristiana n. 17/2009

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