mercoledì 1 aprile 2009

Legionari di Cristo, inchiesta del Vaticano dopo gli scandali. Ispettori inviati dal Papa, la congregazione ringrazia (Vecchi)


Vedi anche:

Benedetto XVI invita vescovi e fedeli a non scoraggiarsi. La libera iniziativa di Dio, la libera risposta dell'uomo (Rosati)

Iniziative in ricordo di Giovanni Paolo II (Osservatore Romano)

Giovanni Paolo II. Papa bianco e africano (Robert Sarah e Padre Lombardi)

Il Papa scrive a Brown: "La crisi non riduca gli aiuti all'Africa". Bene! Ora dai "grandi" della Terra aiuti CONCRETI ai Paesi poveri

Benedetto XVI è un Papa che innova. Ma prima di rinnovare curia, strutture, piani pastorali, punta a innovare la mentalità e il cuore dei Cristiani (Di Cicco, da assaporare!)

Anticipazioni sul libro del Prof Vian "In difesa di Pio XII" da domani in libreria (speciale di Salvatore Izzo)

La Cei ribadisce la propria solidarietà al Papa. Varato un fondo da 30 milioni di euro per le famiglie in difficoltà (Radio Vaticana)

Visita apostolica ai Legionari di Cristo. Per aiutarli ad affrontare le attuali difficoltà (Zenit)

Card. Bagnasco: il Papa è una figura scomoda. Il suo stile non aggressivo suscita probabilmente l'aggressività e le reazioni bigotte di qualcuno

Benedetto, un Papa troppo umano per un mondo abituato a svaligiare le vite altrui (Tempi)

Una grande Africa, una piccola Europa! (Federico Canzi)

Messaggio del Papa: "La vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata costituisce uno speciale dono divino..."

Il Papa contro il Vaticano: monumentale articolo di George Weigel

Benedetto XVI annuncia «un anno sacerdotale» (Muolo)

Voi discutevate di condom Lui commuoveva l’Africa. Intervista a padre Albanese (Casadei)

Lucia Annunziata ribadisce: il Vaticano di Ratzinger si sta mettendo in gioco moltissimo, esprimendosi sempre pubblicamente e senza furbizie

VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE IN CAMERUN E ANGOLA (17-23 MARZO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG (discorsi, omelie, raccolta di notizie, commenti, articoli ed interviste)

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DEL SANTO PADRE AI VESCOVI CATTOLICI SULLA REMISSIONE DELLA SCOMUNICA AI QUATTRO VESCOVI "LEFEBVRIANI"

Ispettori inviati dal Papa, la congregazione ringrazia

Legionari di Cristo, inchiesta del Vaticano dopo gli scandali

Il fondatore era stato accusato di pedofilia

Gian Guido Vecchi

CITTÀ DEL VATICANO

La lettera del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato va­ticano, parla di «visita apostoli­ca», in parole povere un’ispe­zione in piena regola: la Santa Sede ha deciso di condurre un’indagine approfondita sui Legionari di Cristo, nella bufe­ra da quando il loro fondatore (nel ’41) e leader carismatico, Marcial Maciel Degollado, fu accusato di pedofilia e abusi sessuali sui seminaristi da una quantità di suoi discepoli e co­stretto, ormai malato, a «riti­rarsi » nel 2006.
Padre Maciel è morto all’inizio del 2008, a 87 anni, e quest’anno è saltato fuori che aveva pure un’aman­te fissa e una figlia, oggi ven­tenne, in Spagna. Bruttissima storia, per una congregazione presente in una trentina di Paesi del mondo che conta 800 sacerdoti, 2500 seminaristi, 65 mila membri laici dell’associazione Regnum Christi, 158 scuole e 18 univer­sità, due delle quali a Roma.
Di stampo conservatore, già spon­sor della «Passione» di Mel Gi­bson, la congregazione svolge «un benemerito apostolato» che la Santa Sede «riconosce con gratitudine», e questo «in­dipendentemente dalla perso­na del fondatore»: così diceva il 19 maggio 2006 la Congrega­zione per la dottrina della fede.
L’investigazione, autorizzata anni prima dall’allora cardina­le Ratzinger, si concluse inti­mando a padre Maciel «una vi­ta riservata di preghiera e di pe­nitenza », con l’approvazione di Benedetto XVI. Il processo canonico gli fu risparmiato per «l’età avanzata e la salute cagio­nevole».
Chiaro che ora ci sia un pro­blema ai vertici. E anche la ne­cessità di salvare una realtà co­sì importante. Il cardinale Ber­tone scrive: «Il Santo Padre vi incoraggia a continuare la ri­cerca del bene per la Chiesa e la società. Potrete contare sem­pre sull’aiuto della Santa Sede. In questo senso, il Papa ha deci­so di realizzare, per mezzo di un’équipe di Prelati, una Visita Apostolica alle istituzioni dei Legionari di Cristo».
I Legiona­ri attendono gli ispettori. E pa­dre Alvaro Corcuera, direttore generale, scrive in una lettera ai suoi: «Ho ringraziato il San­to Padre per questo ulteriore aiuto che ci offre per affronta­re le attuali vicende in relazio­ne ai gravi fatti nella vita del nostro padre fondatore. Siamo profondamente dispiaciuti e chiediamo sinceramente per­dono a Dio e a coloro che pos­sano essere stati feriti».

© Copyright Corriere della sera, 1° aprile 2009 consultabile online anche qui.

20 commenti:

Anonimo ha detto...

Era ora! Stanno facendo un po' troppo gli spavaldi.

Anonimo ha detto...

Preghiamo, credenti e non, con fervore perché sua Santità promulghi una "Dominus ac Redemptor" per i Legionari di(/dell') (Anti-)Cristo e per il Regnum Christi.

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo: spavaldi i Legionari di Cristo? ma hai letto le loro dichiarazioni? hai letto con quale amore, con quale umiltà, con quale fiduciosa e grata obbedienza accettano ogni decisione che il Santo Padre e la Santa Sede prendono in merito alle loro dolorisissime vicende? :)
Se certi Vescovi imparassero proprio dai Legionari (sì, proprio da loro che oggi son divenuti lo "zimbello delle nazioni") cosa significhi concretamente l'esser fedeli al Papa, ah quante amarezze e sofferenze si risparmierebbero al nostro amatissimo B-XVI... :)
Marco

Anonimo ha detto...

Quando nel 2006 Maciel fu sospeso a divinis dalla CDF, gli stessi attuali superiori della congregazione, tutti scelti da Maciel, permisero che egli si paragonasse a Cristo innocente che abbraccia la croce della punizione, paragonando quindi Benedetto XVI a Pilato. Altro che obbedienza! Basta leggere la lettera di Corcuera a commento di quella di Bertone per capire che ci risiamo. Se i Legionari amano veramente il Papa gli diano la trasparenza e la verità che ha chiesto.

Anonimo ha detto...

L'obbedienza, quando è tale, lo è appunto perché ci obbliga, con spirito filiale, ad aderire a decisioni e scelte pur se non le condividiamo: è qui che si misura la vera fedeltà. Era lecito, nel 2006, credere, quantomeno sperare, nell'innocenza di Maciel, senza tuttavia per questo venir meno all'obbendienza nei confronti del Santo Padre? io credo di sì.
Quei Vescovi che puntualmente disattendono l'applicazione del Motu proprio Summorum Pontificum son certamente dei disobbedienti: tuttavia non a causa delle loro idee, questo lo capirai bene, ma perché antepongono le loro idee al rispetto della Volontà del Santo Padre, disubbidendogli di fatto.

Non è cmq compito mio difendere i superiori della Legione: solo sarei più cauto nell'applicare nei loro riguardi il fin troppo umano principio del "non potevano non sapere"... A far le veci di Pilato, infatti, si fa sempre a tempo.

Marco

Giovanni ha detto...

Caro Marco,
leggo i tuoi commenti solo oggi. Per quanto mi riguarda ho frequentato il movimento, non incorporandomi per fortuna, e non sono per nulla d'accordo con te. Ho conosciuto parecchi Legionari (dal responsabile della Cappella della UER, l'universitá che hanno a roma al decano del corso di bioetica passando per il responsabile del Centro Pascal, il parroco della chiesa che hanno sull'aurelia e molti molti altri) e non posso che concludere che nella visione del mondo hanno la presunzione di possedere tutti il principio "ex cathedra Petri". Con questo voglio dire che nella ricerca della veritá loro credono di avere la soluzione ai problemi e le idee degli altri non contano. Personalmente non credo che questa sia la strada per raggiungere la salvezza. Il problema ora é pregare per le vittime di questo comportamento sbagliato che molto spesso, ed io ne sono testimone personalmente, ha emarginato le vittime ancora di + invece che aiutarle. Il dolore nasce quindi nel vedere ancora la presunzione dei Legionari nel non voler attuare una critica a loro stessi che, dopo le ben note vicende, sarebbe a mio modestissimo avviso doverosa.

Anonimo ha detto...

Marco, l'unica vera obbedienza è quella della fede. Essa possibile solo nella verità. Se la CDF sospende a divinis un sacerdote, significa che lo ritiene colpevole di ciò di cui lo si accusa. Non può infatti esserci pena, senza colpa. Se la CDF ha ritenuto di non procedere a un processo canonico è stato per carità (non umiliare un sacerdote anziano e malato) e per giustizia (la morte avrebbe potuto interrompere il processo prima della sua fine). La risposta di Maciel e dei legionari è stata questa:“Egli, con lo spirito di obbedienza alla Chiesa che sempre lo ha caratterizzato, ha accettato questo comunicato con fede, con totale serenità e con tranquillità di coscienza, sapendo che si tratta di una nuova croce che Dio, il Padre della Misericordia, ha permesso che soffra e dalla quale otterrà molte grazie per la Legione di Cristo e per il Movimento Regnum Christi” (http://www.zenit.org/article-7165?l=italian). Cioè: io sono innocente come Cristo condotto al calvario e il Papa è un Ponzio Pilato che si è lavato le mani di fronte alla persecuzione dei miei nemici (Anna e Caifa chi sarebbero?). Questa è stata anche la versione diffusa all'interno dei legionari e del Regnum Christi. Nessuna verità, disprezzo della carità,nessun senso di giustizia. Maciel sapeva di aver al minimo violato gravemente il voto di castità: perchè non un umile e penitente accoglimento nel silenzio della sospensione? E' lo stesso atteggiamento che fu di P. Pio? Oggi è lo stesso: ancora nessuna verità, nessuna volontà di fare una reale pulizia e nessuna volontà di collaborare effettivamente con i visitatori apostolici. Inoltre, quale senso di comunione ecclesiale esprime attaccare alcuni successori degli apostoli per difendere una congregazione? Non è la prima volta che il "mondo di Maciel" si esprime in questo modo contro la Chiesa, soprattutto contro quei vescovi che nelle loro diocesi non li hanno fattti entrare, come Martini a Milano.

Anonimo ha detto...

Caro Giovanni, è sbagliato anche il principio "ex cathedra Ioannis" nella ricerca della verità. E' ingiusto estendere a un intero gruppo le colpe o le lacune di alcuni. Lo stesso hanno fatto i nazisti con gli ebrei. E invece alcuni legionari hanno avuto un atteggiamento molto diverso da quello della congregazione sulle ben note vicende. Non è nemmeno corretto citare in modo riconoscibile alcuni di loro senza necessità e senza portare fatti concreti. Forse c'è ancora della comprensibile animosità: liberatene.

Giovanni ha detto...

Caro Aninmo, non ho nessun principio ex cathedra, anzi tutt'altro. L'animosità per mia fortuna l'ho lasciata in Messico. Le citazioni sono riconoscibili perché io non ho nulla da nascondere, tant'è ho usato il mio nome perchè le critiche che ho fatto, basate su fatti vissuti, sono senza malizia o animosità, rispecchiano la mia esperienza (del tutto criticabile come tutte le esperienze di questo mondo). Spero che anche tu non abbia paura di uscire allo scoperto.
Senza rancore.

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo,"attaccare" è un verbo ambiguo: lo usa spesso certa stampa laicista quando riporta dichiarazioni del Santo Padre che in nulla possono essere definite invero un "attacco" a chicchessia (leggi: non paragono me al Santo Padre ma te a certa stampa laicista ;)). Ho criticato l'atteggiamento di alcuni Successori degli Apostoli che contrastano fattivamente le decisioni del Papa, è vero: nel rispetto che a loro è sempre dovuto, continuerò a farlo. Riconosco tuttavia che non era il caso d'usare l'argomento dei Vescovi "ribelli" per spezzare una lancia a favore dei Legionari di Cristo. Se capisco - pur non condividendole - le critiche che muovi ai superiori della Legione, non capisco invece il tuo insistere su Maciel: nessuno qui infatti vuol più difenderlo. Anzi, il fatto che abbia "mentito sapendo di mentire" non fa che aggravare ancora la sua miserrima posizione. Ma voglio concludere: il pronunciamento della CDF del 2006 non era "ex cathedra" (non si trattò, infatti, a voler esser pignoli, neppure di una sospensione a divinis in senso canonico): questo permetteva ai membri del movimento Regnum Christi e ai sacerdoti della Legione, pur nel rispetto dovuto alla dichiarazione della CDF, di mantenere accesa la speranza che alla fine Maciel fosse stato accusato ingiustamente (NON dalla CDF, ma da coloro che avevano subìto i suoi immondi abusi). Era una speranza mal riposta, ora è chiaro, che avrà umiliato ancor di più chi quegli abusi li aveva invece realmente subiti. Maciel ha tradito la buona fede (ingenua?) dei tanti sacerdoti della Legione e dei numerosi membri del Regnum Christi (sui Superiori ho già scritto) che hanno creduto in lui. Ecco il punto: la buona fede. E aggiungo soltanto: è a questa buona fede (dei tanti sacerdoti di LC e dei membri del RC, repetita iuvant) che io, a motivo della mia personale esperienza (e al contrario di Giovanni), continuo a credere.

Marco

Giovanni ha detto...

Caro Marco,
rileggendo il tuo ultimo post, mi sono domandato se tu credi veramente nel RC. Le tue argomentazioni sembrano quelle di un avvocato d'ufficio, perché il problema è un po' più grave di quello che descrivi. Non stiamo parlando di un sacerdote qualsiasi, ma del fondatore di uno dei più grandi ordini della Chiesa Cattolica. Risulta semplicistico dire che i Legionari sono buoni e Maciel era l'unico cattivo. Ti rendi conto che tutta la letteratura di Maciel (i libri: Messaggio, Lettera ai fidanzati, se non ricordo male, e tanti altri) sulla quale si sono formati migliaia e migliaia di persone (che ti ricordo sono Legionari, Miss, Consacrati e membri del RC ) e che anche io in parte ho letto, sono quasi totalmente da cancellare (se non fosse altro che il messaggio di base é quello che la Chiesa Cattolica predica da 2000 anni con la sua bellissima attualità e fortunatamente aggiungerei)? E soprattutto, siccome la figura del fondatore era centrale nella formazione dei membri del movimento, laici e non (fino a poco prima della scoperta delle ben note vicende l'immagine del fondatore era divulgata come esempio da seguire), come puoi scindere le due figure quella del fondatore e quella del movimento?
Sembra quasi che il dolore che i membri del movimento stiano vivendo, e ne sono a conoscenza direttissima, non ti appartenga, per questo mi chiedo: la tua difesa è un lavoro? Nonostante questo ti assicuro, per la sconcerto che provo nei tuoi confronti dovuto alle tue argomentazioni, che ti sono vicino nel dolore che sicuramente provi e che non vuoi ammettere forse perché il tuo ruolo nel movimento è quello di difenderlo senza se e senza ma.
Con affetto e stima.
Giovanni

Anonimo ha detto...

Caro Marco, non si dubita della buona fede e dell'autentica vita di grazia di migliaia di legionari e laici del Regnum Christi. Non si dubita nemmeno che nella loro vita la congregazione e il Regnum Christi siano stati provvidenziali mezzi di grazia. Si dubita sulla base dei documenti (risposta della congregazione alla sospensione di Maciel nel 2006 e lettera di Corcuera in risposta a quella di Bertone oggi) e dei comportamenti (controllo delle informazioni da comunicare all'interno dei legionari e del Regnum Christi) della volontà di una parte della congregazione, compreso l'attuale vertice scelto da Maciel, di collaborare effettivamente con la Visita Apostolica.
La sospensione a divinis è definita dal codice di diritto canonico come divieto di esercitare: 1) tutti od alcuni atti della potestà di ordine; 2) tutti od alcuni atti della potestà di governo; 3) l'esercizio di tutti od alcuni diritti o funzioni inerenti l'ufficio (cfr. canone 1333). Tieni presente che Maciel non fu sospeso per gli abusi sessuali, ma per aver assolto in confessione complici o vittime di peccati contro il sesto comandamento, che comporta la scomunica latae sententiae.

Anonimo ha detto...

Caro Giovanni,
l'animosità è evidente anche nella risposta a Marco. Se hai fatti concreti e gravi da riportare, il mio consiglio è di rivolgerti ai visitatori apostolici presso la CDF.

Giovanni ha detto...

Caro Anonimo,
l'animosità la vedi solamente tu. D'altronde se uno indica la luna e gli altri guardano il dito, non so che farci (Adsso sì che sono animoso). Non ti preoccupare seguirò al più presto il tuo consiglio.

Anonimo ha detto...

Risulta semplicistico anche dire o lasciar intendere che, essendo Maciel cattivo, allora son cattivi pure i Legionari... Sì, Giovanni: io "scindo", scindo LC e RC dal suo fondatore: oso farlo proprio a motivo (l'ho già detto) della mia personale esperienza che mi ha permesso di conoscere da vicino quell'ambiente e le persone. Per questo non posso che condividere quanto ha scritto Anonimo:

"Caro Marco, non si dubita della buona fede e dell'autentica vita di grazia di migliaia di legionari e laici del Regnum Christi. Non si dubita nemmeno che nella loro vita la congregazione e il Regnum Christi siano stati provvidenziali mezzi di grazia".

Certo, egli poi "dubita" su altre importanti questioni, ma quei suoi dubbi - li si condivida o no, e io non li condivido - meritano cmq attenzione. Accolgo con rispetto anche le tue critiche, caro Giovanni, almeno quelle che muovi alla mia maniera forse un po' troppo "avvocatesca" di difendere LC e RC.. Mi risulta invece più difficile accettare le tue critiche quando le trasformi in una specie di analisi psicologica da rivista patinata: alla Crepet, per intenderci. Ci conosciamo forse? No: allora esprimiamo nei commenti le nostre opinioni, anche polemicamente, e lasciamo fuori dal "gioco" le persone. Grazie invece per le preghiere che mi hai assicurato: ce n'è sempre bisogno.

Marco

Anonimo ha detto...

Caro Marco,
Le preghiere sono ben lieto di farle per chiunque. Torno al merito della tua ultima frase, perché mi permetti di centrare meglio il punto fondamentale del mio discorso.
"...Mi risulta invece più difficile accettare le tue critiche quando le trasformi in una specie di analisi psicologica da rivista patinata.."
Niente di psicologico né di confidenziale, solo che nel tuo approccio al problema vedo un metodo che è caratterizzante il RC. A me non piace, ma ognuno è libero di seguire le strade che preferisce.
Nel merito della questione ritengo che il tuo approccio alla difesa del RC è simile a quello che anonimo critica per quanto riguarda "l' obbedienza dei Legionari". Infatti quando scrive: "[oggi] ancora nessuna verità, nessuna volontà di fare una reale pulizia e nessuna volontà di collaborare effettivamente con i visitatori apostolici" (riferendosi alla risposta dei Legionari alla lettera del Cardinal Bertone), si associa in maniera automatica il tuo paragrafo "Era una speranza mal riposta, ora è chiaro, che avrà umiliato ancor di più chi
quegli abusi li aveva invece realmente subiti. Maciel ha tradito la buona fede (ingenua?) dei tanti sacerdoti della Legione e dei numerosi membri del Regnum Christi (sui Superiori ho già scritto) che hanno creduto in lui.". Questo per dire che quello che non mi piace del RC è la sua propensione a non investigare a fondo nel proprio gruppo ma a difendersi chiudendosi a riccio. Infatti il tuo stile, detto sinceramente, io l'ho vissuto quando i Legionari e le Miss difendevano a spada tratta il fondatore (e se tutto questo fosse una farsa orchestrata, perché a + di un mese dallo scandalo la presunta signora non è ancora nota?). Allora la difesa ad oltranza (senza se e senza ma per dirla in maniera spiccia) ha portato a questo stato, una virata a 180 gradi, nella difesa del P. Maciel, quindi mi chiedo se quello sia stato l'approccio intellettuale giusto e se lo sia l'analogo odierno.
Termino con il personalizzare il dibattito per giungere alla conclusione che mi preme ribadire. Spero infatti che in RC venga radicalmente sciolto, rifondato e riformato perché tutte quelle tecniche che insegnano, dalla postura allo stile, dal modo di interloquire ai metodi di fare apologetica possono allontanare dal vero sentiero che il cristianesimo dovrebbe seguire (la vicenda di P. Maciel docet, se la vicenda dovesse essere vera) e far sfociare il tutto nel peggior fariseismo. Credo (spero) che la sfida dei visitatori apostolici sia quella di capire dove correggere le smagliature del RC, tutto qui.
Spero di essere stato chiaro stavolta.
Cordialmente
Giovanni

Anonimo ha detto...

Caro Giovanni, se il dito è la verità, la luna non ti serve. E’ solo un autoinganno.
Se ci fossero stati fatti concreti di una certa gravità, sono ben altre le sedi a cui ti saresti già rivolto, senza aspettare una visita apostolica che non potevi prevedere. Invece non si legge un’esigenza di giustizia nei tuoi messaggi, ma tanta voglia di far sapere quanto sono brutti, sporchi e cattivi i legionari, soprattutto quelli con cui ce l’hai su.

La “cathedra Ioannis” funziona in modo molto semplice. E’ un processo logico che nasce da una comune esigenza psicologica, quando si elabora un’esperienza negativa e forse anche traumatica. Quando non si è ancora maturato il necessario e salutare distacco, capita di prendere la propria esperienza personale, particolare e soggettiva e trasformarla in un giudizio universale e oggettivo sulla “controparte”. In quante delusioni sentimentali e fallimenti professionali i protagonisti trovano terapeutico fare della controparte il capro espiatorio della vicenda?

Quando si matura il necessario distacco, si inizia ad accettare che le esperienze negative sono molto spesso la risultante dell’incontro di realtà non compatibili. Si capisce che l’incompatibilità non è dovuta solo alle lacune e mancanze altrui, ma anche alle nostre. Allora si trova il coraggio di guardarsi allo specchio e dirsi quello che inconsciamente già sappiamo ma che prendersela con i legionari, quali che ne siano le "colpe" specifiche, ci aiuta a evitare di dirci.

Questo meccanismo logico-psicologico è inesorabile. Se arriva un Marco qualsiasi ed esprime la felicità per la sua personale esperienza con i legionari, questa esperienza non può essere reale. Smentirebbe il dogma “ex cathedra Ioannis” Quindi Marco deve essere per forza un mercenario in malafede prezzolato dai legionari per difendere la congregazione sul web. E perché mai non concedere a Marco una totale buona fede?

Forse concentrarti sul dito, piuttosto che distrarti con la luna ti sarebbe di miglior aiuto. I legionari vanno e vengono come tante altre cose della vita; i conti con sé stessi, invece, spesso non sono rimandabili. Ci sono persone che non li fanno mai, si cercano continui nuovi transfert. Perché per farli ci vuole molto coraggio e l’aiuto di chi ci vuole veramente bene.

Anonimo ha detto...

Giovanni, decontestualizzare parti del mio messaggio per Marco, centrifugarle
nella "cathedra Ioannis" e servirtene per dire quello che non ho detto, sono tecniche e comportamenti non corretti. Ribadisco che non ho motivo di dubitare della totale buona fede di Marco, della realtà della sua felice esperienza con i legionari e che la sua convinzione che il Regnum Christi sia un cammino di salvezza discenda da un libero percorso di discernimento spirituale.
Ribadisco anche che ho parlato di una parte della congregazione. Ci sono stati legionari e laici del Regnum Christi che sul caso Maciel hanno espresso anche pubblicamente opinioni molto diverse dalla difesa a oltranza che lamenti. Alcune di queste sono su internet. Sempre tramite internet potrai anche sapere perchè la signora ancora non è nota.

Anonimo ha detto...

Anonimo, pensa quel che vuoi. Ciao!
Giovanni

Anonimo ha detto...

sono una mamma disorientata:dopo tanto ho iscritto mia figlia all'università dei legionari ed ora ?