sabato 21 novembre 2009

Effatà, Apriti! L'editoriale di padre Lombardi (Radio Vaticana)


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Effatà, Apriti! L'editoriale di padre Lombardi

Si è conclusa oggi in Vaticano la Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per la Pastorale degli Operatori Sanitari, sul tema “Effatà. La persona sorda nella vita della Chiesa”. Ieri, ricevendo i partecipanti all’incontro, il Papa ha lanciato un accorato appello affinché siano eliminate le ingiustificabili discriminazioni subìte ancora oggi dai non udenti. Ma ha sottolineato anche l’auspicio che l'umanità sia guarita dalla “sordità dello spirito, che alza barriere sempre più alte alla voce di Dio e del prossimo, specialmente al grido di aiuto degli ultimi e dei sofferenti, e rinchiude l’uomo in un profondo e rovinoso egoismo”. Ascoltiamo in proposito l’editoriale di padre Federico Lombardi per Octava Dies, il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano:

Ho visto una giovane coppia di sposi: parlano tra loro continuamente con il linguaggio dei segni: lui è sordo, lei è il suo orecchio e la sua voce per la comunicazione con gli altri. Ci vuole più tempo e pazienza per comunicare, ma certamente non si tratta di una comunicazione così affrettata e superficiale come quella a cui siamo normalmente abituati. E’ una comunicazione che viene dal profondo e passa attraverso uno straordinario impegno di amore. In questi giorni in Vaticano vi è stata una bella conferenza sul tema delle persone sorde nella vita della Chiesa: ci sono religiosi e religiose che dedicano la vita per rendere possibile questa comunicazione; ci sono sacerdoti che si impegnano perché i segni sacramentali superino il muro del silenzio che imprigiona la persona non udente; ci sono medici che lavorano per prevenire o superare questo handicap. Una novantina fra i presenti sono non udenti e parlano la lingua dei gesti. Forse se ne parlerà poco. Altri sono i problemi della vita della Chiesa che mobilitano la curiosità dei media. Ma noi pensiamo che questo sia importante. Non dimenticheremo le preghiere e i canti espressi con il movimento delle mani, il discorso del Papa tradotto con il linguaggio dei gesti. I credenti sanno che nel giudizio finale il Signore – che qui in terra ha aperto le orecchie dei sordi e sciolto la lingua dei muti – li interrogherà: “Ero sordo, mi avete aiutato a sentire? Ero muto, mi avete aiutato a parlare?”. Sono le domande su cui vale la pena riflettere.

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