venerdì 30 ottobre 2009

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)


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Riceviamo e con grande piacere e gratitudine pubblichiamo:

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi

di Bruno Mastroianni

Tempi, 29.10.09

L’apertura agli anglicani per il ritorno alla comunione con la Chiesa cattolica e i colloqui con i lefebvriani iniziati in questi giorni, non sono solo fenomeni di dialogo intercristiano.
Sono eventi che ci parlano di una straordinaria, quanto spesso misconosciuta, attitudine di Benedetto XVI.
Proprio il Papa che doveva essere – secondo alcune dotte previsioni – il più carente nel dialogo, sta assestando un colpo dopo l’altro.
Alcuni avevano interpretato la precisione dottrinale e la fede incrollabile di Ratzinger come una mancanza di carisma. Invece, proprio quelle caratteristiche che facevano presagire il disastro, si stanno dimostrando un punto di forza.
Lo si vede anche con gli ortodossi, con gli ebrei, con i musulmani, e perfino nel confronto con il laicismo che imperversa in occidente: con questi interlocutori Benedetto XVI non si accontenta di stette di mano compiacenti, vuole fare in modo che il dialogo porti da qualche parte.
Il fatto che ci siano reazioni, a volte anche dure, è la conferma: il Papa esprimere idee che hanno l’ambizione di essere valide per tutti.
La cultura dominante ci ha abituato all’idea che il dialogo sia come un tè tra signore cortesi, in cui ci si siede pieni di sorrisi e ci si alza privi di idee forti.
Per Benedetto è il contrario: il dialogo serve a parlare di cose vere.
In un mondo in cui al massimo si può ambire a una vaga indifferenza pacifica, c’è ancora qualcuno che – puntando sulla fiducia nella verità – dimostra di prendere sul serio i suoi interlocutori.

© Copyright Tempi, 29 ottobre 2009 consultabile online anche qui, sul blog di Bruno Mastroianni.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Molto bene.
Inoltre non va dimenticato che il "tradizionalista" è il vero progressista. Perche il concetto di tradizione implica un consegnare ad altri ciò che si ricevuto, come nella corsa a staffetta, in cui chi corre consegna il "testimone" ad un altro perchè lo porti ancora più avanti. Tradizione non implica solo un essere ancorati al passato, ma proiettati verso il futuro con fedeltà al dato ricevuto

Anonimo ha detto...

Quindi il Papa con il suo senso vero della tradizione fa progredire la Chiesa

sam ha detto...

Bel concetto Anonimo. Grazie. Grazie anche a te Raffaella. C'è sempre molto da imparare sul tuo Blog.

Maria ha detto...

FInalmente un parlare chiaro!

Chi scrive troppe baggianate (vedi Kung) lo fa perchè non ha motivi concreti per replicare, sentendosi punto sul vivo, da un impegno che non è solo fatto di parole, ma di fatti concreti!

W il Papa!:)