lunedì 2 novembre 2009

Mistici, fenomeno di massa. Ma la Chiesa detta le sue regole: innanzitutto obbedienza e riservatezza (Tornielli)


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Il retroscena

Mistici, fenomeno di massa Ma la Chiesa detta le sue regole: innanzitutto obbedienza e riservatezza

di Andrea Tornielli

«Io songu nu verme de la terra...», io sono un verme della terra. Questo era solita dire come prima cosa a chi la incontrava, Natuzza Evolo, la mistica di Paravati, madre di famiglia senza istruzione, che viveva quotidianamente immersa nel soprannaturale. C’è, in queste parole, tutta l’umiltà di Natuzza, ma anche il segreto della differenza tra il suo caso e quello di altri mistici o sedicenti tali. Natuzza Evolo, pur avendo le stimmate, pur leggendo nell’anima delle persone che incontrava, pur avendo continue visioni, fenomeni di bilocazione etc. non si è mai voluta mettere in mostra e soprattutto, durante tutta la sua vita, ha sempre obbedito ai suoi vescovi.
Non è facile il compito della Chiesa di fronte all’insorgere di questi fenomeni. Non è sempre immediato distinguere quelli autentici da quelli che non lo sono. L’obbedienza all’autorità ecclesiastica, anche quando il mistico o il carismatico non ne comprende o condivide le indicazioni e in qualche caso le restrizioni, è uno dei criteri considerati fondamentali. Scriveva nel suo libro Illustrissimi l’indimenticabile Albino Luciani, poi Papa Giovanni Paolo I, in una lettera immaginaria a Teresa d’Avila: «Cara Santa Teresa, se veniste oggi!
Il nome «carisma» si spreca; si distribuiscono patenti di «profeta» a tutto spiano... Si pretende di opporre i carismatici ai pastori. Che ne direste voi, che obbedivate ai confessori anche quando i loro consigli risultavano opposti a quelli dativi da Dio nell’orazione».
Padre Pio, il santo di Pietrelcina, oggetto di esami, indagini, restrizioni che talvolta apparivano davvero persecutorie da parte dell’autorità ecclesiastica, ha sempre obbedito, sapendo di essere un mistero a se stesso e non volendo mai mettersi contro i suoi superiori.
In questi tempi di secolarizzazione e di scristianizzazione a vincere spesso non è la razionalità, ma la creduloneria. Trionfa la religiosità fai-da-te e l’attrazione esercitata da certi fenomeni è in crescita.
Lo è, va riconosciuto, anche perché una certa intellighenzia teologica nei decenni del postconcilio ha guardato con sospetto la pietà popolare e il popolo dei fedeli che magari diserta le parrocchie ma riempie i santuari. Una pietà che va purificata, non certo ostacolata o peggio soppressa.
Certo, troppo spesso molte persone, in assoluta buona fede, danno credito ai fenomeni più strani. Troppe sono le statue e i quadri lacrimanti, i veggenti che affermano di parlare con la Madonna o con Gesù, i messaggi apocalittici che s’intersecano tra loro e vengono propagandati come fossero Vangelo... «In questo campo più che mai la pazienza è un elemento fondamentale della nostra Congregazione.
Nessuna apparizione è indispensabile alla fede, la Rivelazione è terminata con Gesù Cristo», affermava nel libro intervista con Vittorio Messori, Rapporto sulla fede, l’allora cardinale Joseph Ratzinger. «Ma non possiamo certo impedire a Dio – continuava – di parlare a questo nostro tempo, attraverso persone semplici e anche per mezzo di segni straordinari che denuncino l’insufficienza delle culture che ci dominano, marchiate di razionalismo e di positivismo».
Ecco, nelle parole dell’attuale Pontefice c’è la giusta chiave di lettura per comprendere l’atteggiamento della Chiesa. Si ha l’impressione che di fronte all’insorgere di questi fenomeni la sacrosanta cautela dei vescovi si trasformi talvolta in preventiva incredulità, quasi che il soprannaturale non potesse irrompere, imprevisto, in modo clamoroso nella vita di qualche «persona semplice».
Il problema di fronte alle folle di pellegrini attratti dai santuari delle apparizioni, affermava ancora nella storica intervista il cardinale Ratzinger, «non è tanto quello della ipercritica moderna (che finisce poi, tra l’altro, in una forma nuova di credulità) ma è quello della valutazione della vitalità e dell’ortodossia della vita religiosa che si sviluppa attorno a questi luoghi».
Un giudizio che si può parzialmente estendere anche alle persone carismatiche e non soltanto ai luoghi e ai santuari. Il vero mistico vive assorbito nel trascendente ed è solitamente desideroso di nascondere i suoi doni che rappresentano spesso l’altra faccia di una vita difficile e dolorosa. Sa che questi doni devono essere usati per il bene del prossimo e non certo per protagonismo o, peggio, per fini di lucro.

© Copyright Il Giornale, 2 novembre 2009 consultabile online anche qui.

Vedi anche:

Lacrime per la veggente: «Natuzza santa subito»

11 commenti:

Parati semper ha detto...

Ferma restando la libertà di Dio di parlare al nostro tempo, mi pare che questi fenomeni trovino terreno fertile sia nella facile credulità di chi non ha più riferimenti, sia nella latitanza di catechesi che parlino del soprannaturale. Una fede che si fonda sulla Resurrezione di Gesù dai morti, non dovrebbe avere nessun timore reverenziale ad affrontare questi temi. La catechesi non è solo teologia da aule accademiche...

Caterina63 ha detto...

Ho sempre creduto a Natuzza per i seguenti motivi:

1) è sempre stata obbediente al vescovo e non ha mai operato senza prima averlo ascoltato....cosa che non avviene per esempio a Medjugorje dove si da molto più risalto in continua disobbedienza ai vescovi del luogo....con la COMPLICITA' DEI GIORNALISTI....

2) Natuzza non si è mai arricchita...non ha mai comprato case... non si è mai spostata dalla sua zona...ha operato, in un certo senso, molto similmente a san Padre Pio...

3) era in sostanza analfabeta non essendo mai andata a scuola, eppure in quelle poche parole che spiega nelle interviste le sue spiegazioni semplici, sono ricchissime di profonda TEOLOGIA pura ed incontaminata....

4) indubbiamente, come disse il vescovo che accompagnò Natuzza nel 1992 dal Papa: "sono qui a testimoniare che Natuzza è una Donna SINCERA, di preghiera e di sofferenza, DI OBBEDIENZA E FEDELTA' ALLA CHIESA, tutto il resto non deve avere alcun peso, non bisogna fermarsi ai fenomeni essi sono strumenti non lo scopo nè la santificazione di una persona, Natuzza è una Donna davvero sincera e di preghiera..."

Anzi, voglio dire da qui un Grazie a Natuzza, che Dio l'abbia in Gloria per il Suo progetto e per il nostro Bene...
;-)

Maria ha detto...

Mi associo a quanto scritto da Caterina, sono calabrese e posso dire che Natuzza è sempre stata molto riservata, non ha mai "sfruttato" la sua vita spirituale e persone a me vicine, che l'hanno conosciuta di persona, ne sono uscite edificate e hanno dato frutto...

Bellissima l'idea di Tornielli di dare risalto alla sua figura, prendendone spunto per una riflessione piu' ampia, sul tema del misticismo e del rapporto Chiesa-mistici.

sam ha detto...

Scusa Caterina, la Madonna non ha bisogno del consenso dell'Ordinario per scegliere dove apparire. E i veggenti di Medjugorje sono obbedientissimi alla Santa Chiesa.
Il 26 maggio 1998 la Congregazione della Dottrina della Fede (Prefetto Ratzinger, Segretario Bertone) ha dichiarato che sulle apparizioni di Medjugorje l'Odinario di Mostar si esprime solo a titolo personale.
Se hai voglia di documentarti, qui trovi tutto: http://www.radiomaria.it/documenti/documenti_interno.php?id=8

Caterina63 ha detto...

sam ha detto...
Scusa Caterina, la Madonna non ha bisogno del consenso dell'Ordinario per scegliere dove apparire. E i veggenti di Medjugorje sono obbedientissimi alla Santa Chiesa.

******************************

Sei in GRAVISSIMO ERRORE....non sono le apparizioni che confermano la Chiesa, ma è esattamente il contrario: è Pietro che DEVE CONFERMARE attraverso i Vescovi che compiono il primo passo di valutazione per l'approvazione o meno....

Non mi interessa ciò che avviene a Medjugorje, non ho bisogno DEL FENOMENO DEL SOLE O DELLE APPARIZIONI....a Fatima la Madonna face il prodigio NON per far parlare di sè, ma su richiesta dei Pastorelli quale segno...dopo di che la Vergina diede indicazioni DA RIFERIRE AL VESCOVO PER FARSI RICONOSCERE....
Idem a Lourdes idem in tutte le apparizioni riconosciute: si avvia uno SCAMBIO fra i veggenti E IL VESCOVO DEL LUOGO...qui a Medjugorje il vescovo sembra esonerato dal suo incarico LASCIAMO DUNQUE CHE PARLI LA CHIESA...

Io non giudico ciò che li avviene e mi auguro che quanto prima la Chiesa stessa dia parere POSITIVO perchè non mi piacciono gli scismi non amo le divisioni, nè le contestazioni...
Ho solo sottolineato di come LA TRASPARENZA DI NATUZZA sia stata molto più semplice, UMILE ed obbediente al suo Vescovo...
il resto son chiacchiere!
;-)

Caterina63 ha detto...

sam ha detto...
Scusa Caterina, la Madonna non ha bisogno del consenso dell'Ordinario per scegliere dove apparire. E i veggenti di Medjugorje sono obbedientissimi alla Santa Chiesa.

******************************

Sei in GRAVISSIMO ERRORE....non sono le apparizioni che confermano la Chiesa, ma è esattamente il contrario: è Pietro che DEVE CONFERMARE attraverso i Vescovi che compiono il primo passo di valutazione per l'approvazione o meno....

Non mi interessa ciò che avviene a Medjugorje, non ho bisogno DEL FENOMENO DEL SOLE O DELLE APPARIZIONI....a Fatima la Madonna face il prodigio NON per far parlare di sè, ma su richiesta dei Pastorelli quale segno...dopo di che la Vergina diede indicazioni DA RIFERIRE AL VESCOVO PER FARSI RICONOSCERE....
Idem a Lourdes idem in tutte le apparizioni riconosciute: si avvia uno SCAMBIO fra i veggenti E IL VESCOVO DEL LUOGO...qui a Medjugorje il vescovo sembra esonerato dal suo incarico LASCIAMO DUNQUE CHE PARLI LA CHIESA...

Io non giudico ciò che li avviene e mi auguro che quanto prima la Chiesa stessa dia parere POSITIVO perchè non mi piacciono gli scismi non amo le divisioni, nè le contestazioni...
Ho solo sottolineato di come LA TRASPARENZA DI NATUZZA sia stata molto più semplice, UMILE ed obbediente al suo Vescovo...
il resto son chiacchiere!
;-)

Anonimo ha detto...

A me questa abitudine di esaltare una figura per denigrarne un'altra non è mai piaciuta.
Cos'è, la partita Natuzza contro Medjugorie?
La Chiesa attende a dare un giudizio , quindi la si smetta di ripetere il ritornello, come si fa da alcune parti, del vescovo di Mostar, anche perchè la questione ormai dipende da Roma; tra l'altro i veggenti sono sparsi nel mondo e, quindi, le autorità religiose interessate sono altre. Il Papa parlerà, o chi per lui, nel frattempo rispetto, preghiera, attesa. D'altra parte, se si vivesse come se si credesse, seguendo i consigli dati dalla Santa Vergine, si diventerebbe senz'altro santi!

sam ha detto...

Appunto... Pietro, non Tommaso.
Chi è in errore lo deciderà la Chiesa di Pietro.

Anonimo ha detto...

Mi permetto di far notare che ai tempi di Fatima e di Lourdes la comunione dei vescovi col Papa era molto più scontata di oggi. Forse è un messaggio anche questo.

Anonimo ha detto...

Non so se i messaggi di Medjugorie siano veri, però io li leggo puntualmente e, se trovo che i suggerimenti mi possono essere utili, ben vengano!
Volevo far notare che, nel caso lì la Santa Vergine appaia veramente, mostra di aver imparato dall'esperienza dei messaggi precedenti a Fatima e in altri luoghi, la lezione sull'inaffidabilità degli uomini:
-i veggenti si sposano, quindi non sono più nascosti fino alla morte in un convento con il divieto di parlare;
-vengono sparsi nel mondo, quindi non c'è più un vescovo che possa mettere a tacere;
-i segreti non si conoscono ancora, ma verranno fatti conoscere solo tre giorni prima del loro avverarsi (credo almeno che sia così, mi si corregga se sbaglio!).
In tal modo la Madonna può contare di far conosere al mondo le sue parole, senza che gli uomini della chiesa (o altri poteri!!!) possano predisporre diversamente.
Probabilmente Ella ha cambiato strategia anche perchè sa che "il fumo di Satana è entrato nella chiesa" e che non tutti i vescovi e i cardinali sono ortodossi...

Il papa è il mio padre spirituale ha detto...

A Caterina 63, io mi permetto di dire di stare attenta a respingere segni o miracoli; Gesù passò sulla terra predicando e facendo miracoli non solo per accontentare le persone che glieli chiedevano, ma anche per confermare nella fede.
Se chi ci ha creato sa che abbiamo bisogno di segni, chi siamo noi per disprezzarli? Suvvia, non facciamo di noi degli esseri coriacei, duri e quasi disumani e accettiamo quanto il Signore vorrà darci.
Se ce li dà è perchè sa che qualche volta ne abbiamo bisogno!
Vogliamo forse insegnare al Signore come deve fare Dio?