lunedì 21 settembre 2009

Cei, card. Bagnasco cita la Costituzione: politici siano sobri (Ansa)


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CEI: BAGNASCO CITA COSTITUZIONE, POLITICI SIANO SOBRI

ROMA - "Chiunque accetta di assumere un mandato politico sia consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda": lo ha sottolineato il presidente dei vescovi italiani, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione che ha aperto oggi il Consiglio permanente della Cei a Roma.
"Come Vescovi di questo amato Paese - ha aggiunto - sottolineiamo anche noi con il Papa 'l'importanza dei valori etici e morali nella politica" ad ogni livello". Nel testo diffuso alla stampa viene citato l'art. 54 della Costituzione.
Dall'altra - ha rilevato il card. Bagnasco in un altro punto della sua relazione - ''bisognera' rilevare che la socialita', e dunque l'etica, non potranno piu' essere, nella mentalita' dei credenti, lasciate in seconda fila rispetto alla politica o all'economia quali optional marginali, ma devono essere coestese all'intera attivita' umana, anche a quella piu' arditamente complessa''.

CHIESA NON SI FA INTIMIDIRE O COARTARE

''La Chiesa e' in questo Paese una presenza costantemente leale e costruttiva che non puo' essere coartata ne' intimidita solo perche' compie il proprio dovere'': lo ha affermato il presidente dei vescovi italiani, card. Angelo Bagnasco, il quale ha ricordato il caso Boffo, in apertura del consiglio permanente della Cei, il cosidetto ''parlamentino'' episcopale che si riunisce da oggi a giovedi' a Roma. Nel rivendicare il diritto di affermare anche ''verita' scomode'', il porporato ha precisato che la Chiesa ''non ha avversari'' e ''resta con chiunque amica'', ne' i vescovi pretendono di fare ''i padroni''.
''E' ancora vivo in noi infatti un passaggio amaro che, in quanto ingiustamente diretto ad una persona impegnata a dar voce pubblica alla nostra comunita', ha finito per colpire un po' tutti noi'', ha esordito l'arcivescovo di Genova nel suo intervento. ''La coerenza tra la fede e la vita e' tensione che attraversa e invera il cristianesimo, ed e' in un certo qual senso la misura della sua sincerita''', ha ricordato il cardinale. ''Su questo davvero non possiamo accettare confusione, tanto meno se condotta con intenti strumentali o per perseguire obiettivi che nulla hanno a che fare con un rinnovamento complessivo della societa' in cui viviamo'', ha ammonito. ''| bene - ha aggiunto il porporato in un altro passaggio del suo intervento - essere consapevoli che la comunita' cristiana mai potra' esimersi dal dire (sulla base di un costume di liberta' che sarebbe ben strano fosse proprio a lei inibito) cio' che davanti a Dio ritiene sia giusto dire''.
''Peraltro - ha osservato - anche quando annuncia una verita' scomoda, la Chiesa resta con chiunque amica. Essa infatti non ha avversari, ma davanti a se' ha solo persone a cui parla in verita', dunque mai con parole che possano essere scambiate o accomunate a quelle legittimamente espresse in nome della politica o del costume''. Il porporato ha quindi rimarcato come nell'agenda della vita socio-politica nazionale vi siano temi,dal testamento biologico all'immigrazione, che coinvolgono direttamente la Chiesa.
''Niente - ha puntualizzato - ci e' piu' estraneo della volonta' di far da padroni: cittadini di questo Paese, conosciamo bene i principi e le regole che reggono una democrazia pluralista, nella quale tuttavia le religioni sono presenze ne' abusive ne' sconvenienti, puntando esse in tutta trasparenza, e fuori da ogni logica mercantile, al colloquio con le coscienze e alla lievitazione della riflessione comune''. In altri termini, ha prosguito, ''la Chiesa pellegrina in Italia non indietreggia, e mai rinuncera', secondo la sua tradizione, ad un atteggiamento di apertura virtuosa collaudato negli anni, e spera che altri si affaccino o continuino ad affacciarsi nell'agora' pubblica con onesta' e passione, amore disinteressato per le sorti comuni, autentica curiosita' intellettuale, in vista, se ci saranno, di alcune convergenti sintonie.

BAGNASCO A PARTITI E ISTITUZIONI,PAESE CHIEDE SERENITA'

I vescovi invitano partiti e istituzioni italiani a ''superare un clima di tensione diffusa e di contrapposizione permanente che fa solo male alla societa'''. ''E' urgente e necessario per tutti e per ciascuno guadagnare in serenita'. Questo oggi il Paese domanda con piu' insistenza'': ha spiegato il card. Angelo Bagnasco, aprendo stasera a Roma i lavori del Consiglio permanente della Cei. ''Questa Italia - ha detto - ci appare ciclicamente attraversata da un malessere tanto tenace quanto misterioso, che non la fa essere talora una nazione serena e del tutto pacificata al proprio interno, perche' attraversata da contrapposizioni radicali e da risentimenti''.

IMMIGRAZIONE:BAGNASCO, LEGALITA' MA SENZA TRASCURARE DIRITTI

Le ''esigenze di legalita' e sicurezza dei cittadini'' non possono essere disgiunte ''dalla garanzia dei diritti umani riconosciuti nell'ordinamento nazionale e internazionale'' agli immigrati, ne' possono ''portare a trascurare stati di necessita' e doveri da sempre radicati nel cuore della nostra gente'': e' quanto ha affermato il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nel discorso di apertura del Consiglio episcopale permanente stasera a Roma.

BIOTESTAMENTO: BAGNASCO, NON SI STRAVOLGA TESTO SENATO

Il lavoro compiuto al Senato sulla legge sul biotestamento ''e' prezioso'' - ha affermato il presidente dei vescovi italiani, card. Angelo Bagnasco, nella relazione di apertura del Consiglio permanente - e la Cei auspica che la Camera non si lasci ''fuorviare da pronunciamenti discutibili''. Accennando al tema del ''fine vita'', il cardinale ha parlato di ''un pronunciamento quanto meno ambiguo'' giunto negli ultimi giorni, riferendosi implicitamente al giudizio espresso la scorsa settimana dal Tar del Lazio sulla direttiva Sacconi. ''Attendiamo una legge - ha affermato Bagnasco - che possa scongiurare nel nostro Paese altre situazioni tragiche come quella di Eluana''. ''Nel rispetto delle prerogative del Parlamento - ha aggiunto - ci limitiamo ad auspicare che un provvedimento, il migliore possibile, possa essere quanto prima varato a protezione e garanzia di una categoria di soggetti tra i piu' deboli della nostra societa', senza lasciarsi fuorviare da pronunciamenti discutibili''. ''In questo senso - ha proseguito il presidente della Cei - il lavoro gia' compiuto al Senato e' prezioso, perche' dice la volonta' di assicurare l'indispensabile nutrimento vitale a chiunque, quale che sia la condizione di consapevolezza soggettiva''. Il Tar del Lazio, pur essendosi pronunciato contro una legge che limiti la volonta' del malato, cosciente o incosciente, non ha accolto il ricorso del Movimento difesa dei Cittadini in questo senso, ma lo ha respinto per difetto di giurisdizione. Dunque, la direttiva di Sacconi che stabilisce l'impossibilita' di sospendere idratazione e alimentazione in strutture ospedaliere non ha perso la sua efficacia.

NICHILISMO PERICOLOSO, COSI' EDUCAZIONE IMPOSSIBILE

I vescovi italiani lanciano un appello ad arginare la deriva del ''nichilismo'', invitando anche i ''non credenti capaci di una loro moralita' forte'' a non ''edulcorare mai questo ospite inquietante del nostro tempo'' che, negando la legittimita' di ogni principio, rischia di minare alle fondamenta qualunque spinta educativa e lasciare i giovani nello ''smarrimento''. Nella sua relazione al Consiglio permanente della Cei , il cardinale presidente, Angelo Bagnasco, interviene su questo tema ''non paragonabile a una qualsiasi posizione filosofica'' che ha impegnato un acceso dibattito sulla stampa durante la scorsa estate. Ricordando un discorso del Papa del 9 agosto scorso da cui il dibattito aveva preso le mosse, nel quale secondo alcuni Benedetto XVI aveva assimilato l'umanesimo ateo al nichilismo, Bagnasco denuncia un ''evidente fraintendimento''. ''Il cristianesimo non esclude cio' che e' il portato di vita di ciascuno, ossia che ci possano essere persone non credenti capaci di una loro moralita' forte, estranee alla tentazione nichilista'' ha affermato il cardinale. ''Ma bisogna fare attenzione - ha aggiunto - per non edulcorare mai questo ospite inquietante del nostro tempo'', ''un avversario terribilmente serio, mai da trattare con dilettantismo''. ''Nonostante gli esiti di estraneazione e smarrimento cui e' pervenuta una parte non irrilevante della nostra societa', in particolare della popolazione giovanile - ha concluso - si ha come l'impressione che siano troppo pochi coloro che accettano di fare effettivamente i conti con questo tarlo inesorabile che polverizza ogni voglia di futuro'', e permette ai cattivi maestri di proporre ai giovani ''un dio sbagliato''

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1 commento:

DANTE PASTORELLI ha detto...

Lo stesso dicasi, ed a maggior ragione, della gerarchia, ad ogni livello.