giovedì 14 maggio 2009

A Nazaret moltissimi giovani attorno al Papa. La voglia di pace tra le nuove generazioni in Terra Santa (Osservatore Romano)


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A Nazaret moltissimi giovani attorno al Papa

La voglia di pace tra le nuove generazioni in Terra Santa

dal nostro inviato Gianluca Biccini

"Peace. Salam. Shalom".
E' impressa su magliette bianche la voglia di pace dei giovani cristiani che vivono in Israele. Le hanno indossate a migliaia nell'anfiteatro naturale nella capitale della Galilea, dove Benedetto XVI ha presieduto, giovedì mattina, la più imponente celebrazione in Terra Santa. Di sicuro il più grande raduno di cattolici in territorio di Israele.
Il gran caldo non ha scoraggiato gli oltre quarantamila fedeli, soprattutto ragazzi e ragazze, giunti da tutta la regione, che si sono raccolti attorno al Successore di Pietro nella nuovissima struttura all'aperto, realizzata al Monte del Precipizio, proprio nel luogo in cui, secondo l'evangelista Luca, la folla tentò di far cadere Gesù dalla rupe.
Per celebrare la conclusione dell'anno della famiglia indetto dagli ordinari di Terra Santa, il Papa è giunto da Gerusalemme in elicottero in questi luoghi, nei quali Cristo visse durante l'infanzia e la giovinezza. Oggi Nazaret è la maggiore città araba di Israele con i suoi 42.000 abitanti, metà dei quali cristiani. All'eliporto è stato accolto dal sindaco Ramiz Jaraisy, dal vescovo Giacinto Boulos Marcuzzo, vicario del Patriarca latino per Israele, e dall'arcivescovo maronita di Haifa, monsignor Nabil Sayyah, incaricato della pastorale per la famiglia nell'assemblea degli ordinari di Terra Santa.
Dopo aver compiuto un giro in papamobile tra l'entusiasmo della folla, ha celebrato la messa di rito latino - con preghiere e canti anche in greco, in arabo e in inglese - cui sono stati aggiunti elementi della liturgia melkita.
A nome dei presenti, l'ordinario greco-melkita per la Galilea, arcivescovo Elias Chacour, vice presidente dell'assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa, ha salutato il Papa.
Con Benedetto XVI hanno concelebrato i cardinali, i vescovi e i prelati del seguito, il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, numerosi vescovi locali.
"Abbiamo tutti bisogno di ritornare a Nazaret" ha detto il Pontefice all'omelia ripetendo le parole di Paolo VI, per riscoprire nella Santa Famiglia il modello autentico di ogni vita familiare cristiana. La famiglia, del resto, è il primo mattone di una società accogliente. E ciò pare particolarmente necessario qui in Galilea, dove negli ultimi anni si sono create tensioni che hanno danneggiato i rapporti fra la comunità cristiana e quella musulmana.
Come aveva fatto durante la messa ad Amman in Giordania, il Papa è tornato a parlare della dignità delle donne, forza vitale di tutto il tessuto sociale, come madri, come lavoratrici o come consacrate. A Nazaret un pensiero lo ha rivolto anche al proprio patrono, san Giuseppe, offerto come un modello anche per i padri di oggi.
Al termine della messa, il Papa ha benedetto tre prime pietre di altrettante nuove realtà destinate a sorgere quali modelli di pacifica convivenza: il parco memoriale intitolato a Giovanni Paolo II; l'università che prenderà il nome di Benedetto XVI; e un Centro per la famiglia. Quest'ultimo nascerà grazie al milione di euro raccolti dai fedeli delle diocesi bavaresi di Monaco, Ratisbona e Passau durante la visita del Pontefice nel settembre 2006. Donati per suo volere al Custode di Terra Santa per la costruzione di un nuovo centro di trentamila metri quadrati vicino alla Basilica dell'Annunciazione, fu il presidente di Cor Unum il 14 dicembre 2006 a rendere nota questa decisione del Papa. In quella circostanza vennero donati anche cinquantamila dollari per la costruzione di una scuola nel villaggio di Mughar. Una realtà educativa nei luoghi dove vissero i genitori di Gesù e dove potranno sedere sugli stessi banchi bambini cristiani, drusi e musulmani.
Il Papa è dunque passato dal luogo della nascita di Gesù a quello della sua infanzia. Nel pomeriggio precedente, infatti, nel corso della sua visita di un giorno nei territori palestinesi, dopo la messa nella piazza della Mangiatoia aveva sostato in preghiera alla Grotta della Natività. È accaduto nel primo pomeriggio, dopo il pranzo con gli ordinari di Terra Santa e con la comunità dei frati minori della "Casa Nova", struttura di accoglienza per i pellegrini praticamente attaccata alla Basilica della Natività.
Passando attraverso la chiesa francescana intitolata a Santa Caterina d'Alessandria, Benedetto XVI è sceso attraverso una delle due scale che consentono l'accesso alla piccola cripta nel luogo in cui, secondo la tradizione, è nato Gesù; il punto esatto è simbolicamente segnato da una stella d'argento in cui è incisa, in latino, la frase "Qui dalla Vergine Maria è nato Cristo Gesù". Il Successore di Pietro ha pregato in silenzio. Tra l'altro ha potuto anche ammirare il presepe e il piccolo altare che ricorda i magi, dove i cattolici celebrano la messa. Com'è noto infatti l'accesso alla Basilica della Natività è regolato da uno status quo che ripartisce proprietà e competenze tra tre Chiese cristiane: greco-ortodossa, armena e cattolica.

(©L'Osservatore Romano - 15 maggio 2009)

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