sabato 31 ottobre 2009

Il Papa a Brescia, Mons. Monari: «Una visita che parla a tutti» (Tedeschi)


Vedi anche:

VISITA DEL SANTO PADRE A BRESCIA (8 NOVEMBRE 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

Il Papa sarà a Brescia nel nome di Paolo VI (Aresi)

Grandi cardinali a un passo dalla pensione (Bevilacqua)

«Avvenire», la lunga maratona per trovare il nuovo direttore (Tornielli)

Benedetto il radicale (Patrick J. Deneen)

Filosofia e poesia nel quarto canto del "Paradiso" di Dante: Beatrice il teologo (Inos Biffi)

Il cardinale Newman, padre invisibile del Concilio (Muolo)

Newman: una ragionevole fede (Angela Ambrogetti)

Cuba-Vaticano, Eduardo Delgado nuovo ambasciatore presso S.Sede (Bandini)

Il Papa all'Iran: «Cooperate» (Vincenzo Faccioli Pintozzi)

Il Primate anglicano incontrerà il Papa il 21 novembre (Asca)

Il Papa: "I grandi scienziati dell'età delle scoperte ci ricordano anche che la conoscenza autentica è sempre rivolta alla sapienza, e, invece di restringere gli occhi della mente, ci invita ad alzare lo sguardo verso un più elevato regno dello spirito" (Discorso)

La «Caritas in veritate» in 10 parole (Mondo e Missione via Missionline)

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)

Il 2 novembre: L'armonia silente. Cosa significa oggi la visita ai cimiteri? (Cristiana Dobner)

Il Parlamento inglese avrà un cappellano cattolico (Bandini)

Il teologo anglicano Milbank: «Dal Papa nessun atto di dominio. Ratzinger ha saputo dimostrare grande immaginazione,è un passo verso l’unità» (Mazza)

Se l’ecumenismo ridà forza alle radici (Carlo Cardia)

Il vero volto degli ecumenisti di professione (Messainlatino)

Paul e Wilma, mano nella mano, coronano il sogno di parlare al Papa (Giansoldati)

Che cosa intende Benedetto XVI quando pensa a una rivoluzione della liturgia (Roberto De Mattei)

COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA GLI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA CHIESA CATTOLICA: LO SPECIALE DEL BLOG

Monari: «Una visita che parla a tutti»

L'ANNUNCIO. Il vescovo ha ricordato l'origine dell'invito al Papa, per il 30esimo della morte di Montini. «Legame speciale fra i due Papi»

«Ratzinger viene per ricordare a sè e a tutti il suo legame con il Concilio e con il Papa del Concilio. Il suo pensiero interpella i contemporanei»

Massimo Tedeschi

Brescia.
La visita di Benedetto XVI a Brescia interpella tutti: la Chiesa bresciana e la comunità civile, i fedeli e i non credenti. Interpella in fondo lo stesso Papa sul suo rapporto con Paolo VI e con il Concilio. Lo ha spiegato - in un intervento come sempre dotto e appassionato - il vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari, presentando ieri la visita del Papa a Brescia l'8 novembre. L'ha fatto nella sala dei vescovi, in curia, presenti sindaco e presidente della Provincia, il presidente del comitato di accoglienza mons. Mascher, il prefetto Brassesco Pace, tante autorità.
Il vescovo ha ricordato la genesi e il significato profondo dell'evento che la città si appresta a vivere. La diocesi «ha invitato il Papa a visitare Brescia per il 30esimo anniversario della morte del suo predecessore» che cadeva nel 2008, L'agenda del Papa gli ha consentito di accogliere l'invito per l'8 novembre. «Il motivo fondamentale della visita - spiega Monari - è la memoria di Paolo VI che per Ratzinger ha un significato enorme: lui è stato fatto vescovo, poi cardinale da Paolo VI».

LA SCELTA di Paolo VI era strategica: «Ratzinger era uno dei teologi del Concilio e Paolo VI ha sempre cercato teologi che rappresentassero il messaggio del Concilio in un modo pieno ed equilibrato, e ne favorissero un'applicazione integrale e precisa».
Il pontificato di Paolo VI è stato vissuto «per celebrare e applicare il Concilio e Ratzinger era un teologo molto aperto e al tempo stesso con radici molto forti nella tradizione». Insomma: «Ratzinger viene per ricordare a se e a noi il suo legame con il Concilio e con il Papa del Concilio: un legame affettivo, pastorale, personale». Un legame più che mai attuale: basti ricordare che l'annuncio della visita a Brescia è maturato nei giorni delle polemiche roventi sull'«apertura» ai lefebvriani dopo lo strappo post-conciliare.
Ma Monari ricorda che c'è un ulteriore, duplice significato della visita per la comunità bresciana. Il primo è squisitamente religioso: «Noi viviamo la nostra cattolicità nella sua pienezza in quanto siamo in comunione con la Chiesa di Roma, con il vescovo che è in Roma». Ed è proprio questa comunione a garantire il legame della Chiesa di Brescia con tutte le altre chiese che vivono la stessa comunione. Monari offre insomma l'immagine della Chiesa non come «piramide gerarchica» ma come «comunione di comunità» che trovano nel Papa la garanzia della propria sintonia, della propria cattolicità.
ACCANTO a questa rilevanza «ecclesiale» della visita di Benedetto XVI, ce n'è però anche una «laica»: «Benedetto XVI - ricorda il vescovo - ha sempre avuto un'attenzione enorme al mondo contemporaneo, alla direzione che sta percorrendo». Perciò la visita «può diventare di stimolo a tutti coloro che hanno a cuore i problemi dell'umanità, e desiderano confrontarsi con un pensiero degno, significativo come quello di Ratzinger. Ratzinger è convinto che il mondo può trovare un orientamento solo se è aperto al trascendente, mentre se Dio viene cancellato, l'equilibrio si altera». Insomma, «per chiunque vale la pena confrontarsi, misurarsi con questo pensiero». Monari ricorda infine la valenza delle due tappe in provincia: quella a Botticino «per un atto di devozione personale a San Tadini nell'anno sacerdotale»; quella a Concesio per l'Istituto che lavora a «ricostruire la grande ricchezza spirituale e di fede di Paolo VI». Anche per questi motivi, conclude Monari, «è un onore, una gioia avere il Papa fra noi per una giornata di brescianità».

© Copyright Brescia Oggi, 31 ottobre 2009 consultabile online anche qui.

Leggo:

Monari offre insomma l'immagine della Chiesa non come «piramide gerarchica» ma come «comunione di comunità» che trovano nel Papa la garanzia della propria sintonia, della propria cattolicità.

Mah...mah...mah!
R.

Il Papa sarà a Brescia nel nome di Paolo VI (Aresi)


Vedi anche:

VISITA DEL SANTO PADRE A BRESCIA (8 NOVEMBRE 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

Grandi cardinali a un passo dalla pensione (Bevilacqua)

«Avvenire», la lunga maratona per trovare il nuovo direttore (Tornielli)

Benedetto il radicale (Patrick J. Deneen)

Filosofia e poesia nel quarto canto del "Paradiso" di Dante: Beatrice il teologo (Inos Biffi)

Il cardinale Newman, padre invisibile del Concilio (Muolo)

Newman: una ragionevole fede (Angela Ambrogetti)

Cuba-Vaticano, Eduardo Delgado nuovo ambasciatore presso S.Sede (Bandini)

Il Papa all'Iran: «Cooperate» (Vincenzo Faccioli Pintozzi)

Il Primate anglicano incontrerà il Papa il 21 novembre (Asca)

Il Papa: "I grandi scienziati dell'età delle scoperte ci ricordano anche che la conoscenza autentica è sempre rivolta alla sapienza, e, invece di restringere gli occhi della mente, ci invita ad alzare lo sguardo verso un più elevato regno dello spirito" (Discorso)

La «Caritas in veritate» in 10 parole (Mondo e Missione via Missionline)

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)

Il 2 novembre: L'armonia silente. Cosa significa oggi la visita ai cimiteri? (Cristiana Dobner)

Il Parlamento inglese avrà un cappellano cattolico (Bandini)

Il teologo anglicano Milbank: «Dal Papa nessun atto di dominio. Ratzinger ha saputo dimostrare grande immaginazione,è un passo verso l’unità» (Mazza)

Se l’ecumenismo ridà forza alle radici (Carlo Cardia)

Il vero volto degli ecumenisti di professione (Messainlatino)

Paul e Wilma, mano nella mano, coronano il sogno di parlare al Papa (Giansoldati)

Che cosa intende Benedetto XVI quando pensa a una rivoluzione della liturgia (Roberto De Mattei)

COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA GLI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA CHIESA CATTOLICA: LO SPECIALE DEL BLOG

Il Papa sarà a Brescia nel nome di Paolo VI

L'8 novembre. Il Pontefice celebrerà la Messa in piazza Duomo dopo essere stato sulla tomba di Sant'Arcangelo Tadini
Nel pomeriggio il trasferimento a Concesio: inaugurerà la nuova sede dell'Istituto dedicato a Giovanni Battista Montini


Paolo Aresi

Eccone uno: «Caro papà, ti scrivo una letterina per il tuo compleanno. Ora guarderò di fare bene a scuola e poi non farò più sgarbi alle donne di servizio, sarò buono con tutti, non risponderò più alla mamma, pregherò Dio che ti faccia andar bene le tue cose e ti faccia star bene. Il tuo Battista». È la lettera di un bambino di 7 anni, scritta il 30 giugno 1904. Una grafia elegante, sicura, su un foglio ingiallito: è uno dei cinquantamila autografi di Papa Montini.
Benedetto XVI, domenica 8, sarà qui: celebrerà la Messa nella grande Piazza del Duomo a Brescia, oggi dedicata a Paolo VI, e nel pomeriggio si recherà alla casa natale del suo predecessore. Il Papa andrà in pellegrinaggio, visiterà la dimora, ma soprattutto inaugurerà la nuova sede dell'Istituto Paolo VI che si trova dietro l'antica casa natale, nel centro di Concesio, alle porte di Brescia. Il moderno e grande Centro studi e la vecchia casa si guardano, comunicano attraverso un grande prato. In comune hanno le architetture sobrie, quasi austere: quella del palazzo rurale di origini seicentesche e quella di una progettazione contemporanea, attenta al rispetto delle forme, dei colori, di quello che già esiste.
Il Papa sbarcherà a Ghedi alle 9.30, quindi farà tappa a Botticino per pregare sulla tomba di Sant'Arcangelo Tadini, sacerdote della seconda metà dell'Ottocento che fu parroco di Botticino Sera e si adoperò per la povera gente fondando la Società di mutuo soccorso, una filanda per dare lavoro alle ragazze del paese e diede vita a una Congregazione religiosa, le Suore operaie della Santa Casa di Nazareth. Sant'Arcangelo Tadini venne canonizzato nell'aprile scorso proprio da Benedetto XVI. Quindi il Papa raggiungerà la città dove nella piazza centrale presiederà la celebrazione della Messa. Nel pomeriggio il trasferimento a Concesio, la visita alla casa natale dove già nel 1982 si recò Papa Giovanni Paolo II. Attorno alle 17 è prevista l'inaugurazione della nuova sede dell'Istituto Paolo VI, che si sviluppa su circa duemila metri quadrati e che ospita un museo di arte sacra contemporanea, una biblioteca di trentamila volumi e un archivio di 500 mila documenti di cui 50 mila riguardanti direttamente Paolo VI, un auditorium capace di 250 posti.
La nuova sede dell'Istituto Paolo VI è stata presentata ieri pomeriggio in una conferenza stampa che si è tenuta nella casa natale di Giovanni Battista Montini, casa di origine quattrocentesca anche se la costruzione attuale è soprattutto seicentesca, una dimora con i soffitti affrescati, i pavimenti in cotto, la cucina con il grande acquaio in pietra. Anche gli arredamenti sono rimasti pressoché gli stessi di quando Giovanni Battista era un bambino. È perfettamente conservata la camera da letto dove il futuro Pontefice venne alla luce il 26 settembre 1897.
Giuseppe Camadini, notaio, imprenditore bresciano, presidente dell'Istituto Paolo VI, ha presentato la nuova realizzazione. Ha detto: «Il nostro Istituto è un Centro internazionale di studi e documentazione promosso dall'Opera per l'educazione cristiana di Brescia ed è stato fondato il 10 aprile del 1979. Decidemmo di presentare questa iniziativa nel palazzo della Loggia, sede del Comune di Brescia, proprio per sottolineare il valore civico di questa iniziativa, accanto a quello religioso».
Camadini ha presentato le diverse attività dell'Istituto e il suo scopo, quello di offrire agli studiosi italiani e stranieri la possibilità di trovare strumenti e documenti idonei per le loro indagini relative alla figura di Paolo VI e del suo periodo storico. E quindi l'Istituto si è subito preoccupato di costituire un archivio che raccogliesse la documentazione edita e inedita relativa al Papa bresciano, quindi la formazione di una biblioteca specializzata sul periodo di Paolo VI che ovviamente conservasse i suoi scritti. Ha detto Camadini: «Abbiamo promosso un'attività editoriale in questi anni con la pubblicazione di sessanta opere e di un notiziario semestrale che finora conta 57 numeri; abbiamo istituito un premio internazionale che quest'anno è arrivato alla sesta edizione, il Premio Paolo VI. In quest'ultima edizione abbiamo privilegiato il mondo dell'educazione, lo abbiamo attribuito alla collana di fonti patristiche "Souces Chrétiennes" edita dalla Casa editrice parigina Cerf. Il premio sarà conferito da Benedetto XVI al direttore della collana, Bernard Meunier, proprio domenica in occasione dell'inaugurazione di questo nuovo centro». Altra attività organizzata dall'Istituto consiste nei Colloqui Internazionali e nelle Giornate di Studio.
L'Istituto per trent'anni ha lavorato nella sede di via Gezio Calini, a Brescia città, ospite del Centro Pastorale Paolo VI. La nuova sede, dietro la casa natale, è sorta su parte dello spazio occupato dal brolo, cioè dallo spazio verde della casa, spazio che poteva essere giardino, frutteto, orto. Una parte del brolo è rimasta e un prato verde collega la casa natale alla nuova sede dell'Istituto (la superficie verde è di ben tremila e cinquecento metri quadrati). Il Centro si sviluppa su tre piani, è costruito in una pietra che si inserisce in maniera elegante nell'ambiente collinare prealpino di questo ultimo lembo di Val Trompia. L'edificio ospita anche un museo di arte sacra contemporanea, su due piani, dove sono esposte duecentocinquanta opere di autori di grande fama: fra gli altri Picasso, Chagall, Manzù, De Chirico, Sassu. Papa Paolo VI aveva una grande passione per le arti - la collezione intera ammonta a ben settemila opere - e il suo pontificato si era distinto proprio per il nuovo impulso dato all'arte religiosa, per la ripresa del colloquio intimo, secolare fra l'arte e l'espressione del sentimento religioso.

© Copyright Eco di Bergamo, 31 ottobre 2009

Grandi cardinali a un passo dalla pensione (Bevilacqua)


Vedi anche:

«Avvenire», la lunga maratona per trovare il nuovo direttore (Tornielli)

Benedetto il radicale (Patrick J. Deneen)

Filosofia e poesia nel quarto canto del "Paradiso" di Dante: Beatrice il teologo (Inos Biffi)

Il cardinale Newman, padre invisibile del Concilio (Muolo)

Newman: una ragionevole fede (Angela Ambrogetti)

Cuba-Vaticano, Eduardo Delgado nuovo ambasciatore presso S.Sede (Bandini)

Il Papa all'Iran: «Cooperate» (Vincenzo Faccioli Pintozzi)

Il Primate anglicano incontrerà il Papa il 21 novembre (Asca)

Il Papa: "I grandi scienziati dell'età delle scoperte ci ricordano anche che la conoscenza autentica è sempre rivolta alla sapienza, e, invece di restringere gli occhi della mente, ci invita ad alzare lo sguardo verso un più elevato regno dello spirito" (Discorso)

La «Caritas in veritate» in 10 parole (Mondo e Missione via Missionline)

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)

Il 2 novembre: L'armonia silente. Cosa significa oggi la visita ai cimiteri? (Cristiana Dobner)

Il Parlamento inglese avrà un cappellano cattolico (Bandini)

Il teologo anglicano Milbank: «Dal Papa nessun atto di dominio. Ratzinger ha saputo dimostrare grande immaginazione,è un passo verso l’unità» (Mazza)

Se l’ecumenismo ridà forza alle radici (Carlo Cardia)

Il vero volto degli ecumenisti di professione (Messainlatino)

Paul e Wilma, mano nella mano, coronano il sogno di parlare al Papa (Giansoldati)

Che cosa intende Benedetto XVI quando pensa a una rivoluzione della liturgia (Roberto De Mattei)

COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA GLI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA CHIESA CATTOLICA: LO SPECIALE DEL BLOG

Grandi cardinali a un passo dalla pensione

PRIMO PIANO
Di Andrea Bevilacqua

VATICANEIDE - Il confronto più difficile per il successore di tettamanzi

Re, capo dei vescovi, si è mangiato anche la proroga dei 76 anni

È il 2010 l'anno in cui importanti cardinali nella curia romana e nelle diocesi italiane saranno chiamati a lasciare. Già, perché, per raggiunti limiti di età, saranno alcuni porporati di gran calibro a dover liberare il posto occupato.
Anzitutto il potente cardinale Giovanni Battista Re. Questi dovrebbe lasciare la carica di prefetto della Congregazione per i vescovi, uno dei punti chiave in quanto a responsabilità e delicatezza del governo centrale della Chiesa. Il 30 gennaio prossimo, infatti, il porporato lombardo compirà 76 anni, e giungerà a scadenza anche l'anno di «proroga», rispetto alla scadenza naturale dei 75 anni, che sovente Benedetto XVI concede ai suoi più stretti collaboratori. Difficile dire chi arriverà al suo posto.
Sembra che sul tavolo vi siano varie ipotesi. Si è detto dell'attuale nunzio in Italia, monsignor Giuseppe Bertello, il diplomatico che dal 19 dicembre del 2006 ricopre il ruolo di nunzio in Italia. Ma vi sono anche altri nomi in lizza. Tutti degni di attenzione. Addirittura vi è chi ipotizza un arrivo dell'attuale presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco ma la cosa pare essere prematura. Di certo c'è una cosa: che il posto ai Vescovi è tra i più strategici della Santa Sede: qui si decide il governo delle varie diocesi del mondo. Insomma, non poca roba. Altro cambio attesissimo è quello del presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani. Il cardinale Walter Kasper, che ha compiuto diciotto mesi di «proroga», dovrebbe essere sostituito da un vescovo tedesco molto stimato da Benedetto XVI. Tra l'altro, pare che il cardinale Kasper non abbia visto di buon occhio i tempi e i modi dell'ingresso nella chiesa cattolica dei dissidenti anglicani, gestita in maniera totalmente autonoma dalla Congregazione per la dottrina della fede. Una scelta mal digerita che potrebbe in qualche modo velocizzare il suo addio.
Poi c'è la diocesi di Torino. A marzo scadono i 76 anni del cardinale arcivescovo Severino Poletto. Il Papa andrà in visita nel capoluogo piemontese il 2 maggio prossimo. L'occasione è quella di venerare la Sindone che sarà esposta pubblicamente. È dopo la visita che Poletto sarà pensionato. Al suo posto varie ipotesi. Tra queste quella del vescovo di Ivrea, monsignor Arrigo Miglio ,e quella del vescovo di Alessandria, monsignor Giuseppe Versaldi.
Infine Milano. Il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi rimarrà in sella per tutto il 2010. Ma non oltre. La scelta del suo successore resta particolarmente delicata. Perché le aspettative sono duplici. Vi sono i «martiniani» che vorrebbero una scelta di continuità con i due ultimi arcivescovi (appunto Martini e Tettamanzi). E coloro che vorrebbero un ritorno all'antico, ai tempi di Colombo, Schuster, Montini.

© Copyright Italia Oggi, 31 ottobre 2009 consultabile online anche qui.

«Avvenire», la lunga maratona per trovare il nuovo direttore (Tornielli)


Vedi anche:

Benedetto il radicale (Patrick J. Deneen)

Filosofia e poesia nel quarto canto del "Paradiso" di Dante: Beatrice il teologo (Inos Biffi)

Il cardinale Newman, padre invisibile del Concilio (Muolo)

Newman: una ragionevole fede (Angela Ambrogetti)

Cuba-Vaticano, Eduardo Delgado nuovo ambasciatore presso S.Sede (Bandini)

Il Papa all'Iran: «Cooperate» (Vincenzo Faccioli Pintozzi)

Il Primate anglicano incontrerà il Papa il 21 novembre (Asca)

Il Papa: "I grandi scienziati dell'età delle scoperte ci ricordano anche che la conoscenza autentica è sempre rivolta alla sapienza, e, invece di restringere gli occhi della mente, ci invita ad alzare lo sguardo verso un più elevato regno dello spirito" (Discorso)

La «Caritas in veritate» in 10 parole (Mondo e Missione via Missionline)

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)

Il 2 novembre: L'armonia silente. Cosa significa oggi la visita ai cimiteri? (Cristiana Dobner)

Il Parlamento inglese avrà un cappellano cattolico (Bandini)

Il teologo anglicano Milbank: «Dal Papa nessun atto di dominio. Ratzinger ha saputo dimostrare grande immaginazione,è un passo verso l’unità» (Mazza)

Se l’ecumenismo ridà forza alle radici (Carlo Cardia)

Il vero volto degli ecumenisti di professione (Messainlatino)

Paul e Wilma, mano nella mano, coronano il sogno di parlare al Papa (Giansoldati)

Che cosa intende Benedetto XVI quando pensa a una rivoluzione della liturgia (Roberto De Mattei)

COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA GLI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA CHIESA CATTOLICA: LO SPECIALE DEL BLOG

«Avvenire», la lunga maratona per trovare il nuovo direttore

di Andrea Tornielli

A quasi due mesi dalle dimissioni del direttore Dino Boffo e a poco più di una settimana dall’inizio dell’assemblea generale della Cei di Assisi, Avvenire, il quotidiano dei cattolici, non ha ancora un direttore. Alcune agenzie di stampa hanno dato ieri per certa la nomina dell’attuale direttore ad interim, Marco Tarquinio, ma da quanto risulta al Giornale nessuna decisione è stata ancora stata presa. E al momento non è nemmeno previsto che venga annunciata in occasione del prossimo cda di Avvenire, che si riunirà a Milano il 6 novembre.
Ieri mattina il presidente della Cei Angelo Bagnasco è stato ricevuto dal Papa: un appuntamento fissato da tempo, durante il quale Bagnasco ha presentato a Ratzinger i contenuti della prolusione che terrà ad Assisi. È quasi certo che nel colloquio si sia accennato pure alla nomina del direttore. Quella del successore di Boffo è una scelta che Bagnasco intende prendere in totale autonomia. Molti nomi sono emersi fino adora e molteplici sono le forze in gioco. Bagnasco ci tiene a rendersi e ad apparire autonomo dal predecessore Camillo Ruini, legatissimo a Boffo, come pure dalla Segreteria di Stato vaticana, che sulla vicenda della direzione del quotidiano cattolico non intende intervenire. Una terza forza in campo è la Curia ambrosiana (il cuore di Avvenire sta a Milano). Tarquinio resta in pole position, anche perché sta dimostrando di saper far bene il giornale. Il suo nome, insieme a quello di Mimmo Delle Foglie, già coordinatore del Family Day e candidato inizialmente voluto da Ruini, rappresenterebbe la continuità.
Un candidato direttore proveniente dal Vaticano, ma per 15 anni giornalista ad Avvenire e suo attuale editorialista è Angelo Scelzo, sottosegretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, già collaboratore del cardinale Crescenzio Sepe durante il Giubileo. Un cambiamento rispetto alla linea ruiniana sarebbe rappresentato dal vaticanista di Famiglia Cristiana Alberto Bobbio, stimato dal cardinale Dionigi Tettamanzi come dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone e dallo stesso Bagnasco.
L’elenco non sarebbe completo senza citare i tre nomi che già più volte segnalati come più in sintonia con l’attuale direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, uomo chiave delle strategie mediatiche vaticane: sono Roberto Righetto, caporedattore della cultura di Avvenire, Giacomo Scanzi, direttore del Giornale di Brescia, e Gianfranco Fabi, vicedirettore del Sole-24 ore.

© Copyright Il Giornale, 31 ottobre 2009 consultabile online anche qui.

Benedetto il radicale (Patrick J. Deneen)

Su segnalazione di Mariateresa e grazie a Teresa Benedetta (http://benedettoxviforum.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8527207&p=39) leggiamo questo interessantissimo articolo di Patrick J. Deneen.
Clicca qui per leggere l'articolo in lingua originale (inglese).
Qui oppure qui troviamo una traduzione automatica
.

Filosofia e poesia nel quarto canto del "Paradiso" di Dante: Beatrice il teologo (Inos Biffi)


Vedi anche:

Il cardinale Newman, padre invisibile del Concilio (Muolo)

Newman: una ragionevole fede (Angela Ambrogetti)

Cuba-Vaticano, Eduardo Delgado nuovo ambasciatore presso S.Sede (Bandini)

Il Papa all'Iran: «Cooperate» (Vincenzo Faccioli Pintozzi)

Il Primate anglicano incontrerà il Papa il 21 novembre (Asca)

Il Papa: "I grandi scienziati dell'età delle scoperte ci ricordano anche che la conoscenza autentica è sempre rivolta alla sapienza, e, invece di restringere gli occhi della mente, ci invita ad alzare lo sguardo verso un più elevato regno dello spirito" (Discorso)

La «Caritas in veritate» in 10 parole (Mondo e Missione via Missionline)

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)

Il 2 novembre: L'armonia silente. Cosa significa oggi la visita ai cimiteri? (Cristiana Dobner)

Il Parlamento inglese avrà un cappellano cattolico (Bandini)

Il teologo anglicano Milbank: «Dal Papa nessun atto di dominio. Ratzinger ha saputo dimostrare grande immaginazione,è un passo verso l’unità» (Mazza)

Se l’ecumenismo ridà forza alle radici (Carlo Cardia)

Il vero volto degli ecumenisti di professione (Messainlatino)

Paul e Wilma, mano nella mano, coronano il sogno di parlare al Papa (Giansoldati)

Che cosa intende Benedetto XVI quando pensa a una rivoluzione della liturgia (Roberto De Mattei)

COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA GLI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA CHIESA CATTOLICA: LO SPECIALE DEL BLOG

Filosofia e poesia nel quarto canto del "Paradiso"

Beatrice il teologo

di Inos Biffi

Dopo l'incanto di fronte alla figura di Piccarda e la dolcezza della lenta melodia dell'"Ave Maria", Dante si ritrova la mente assillata da alcune incalzanti e ardue questioni: tutto il quarto canto del Paradiso è impegnato alla loro esposizione e soluzione, rivelando nel poeta tutta la competenza e la sottigliezza del filosofo e del teologo.
Nel Convito (ii, xii, 7) Dante ricorda di essere andato "là dove (la filosofia) si dimostrava veracemente, cioè ne le scuole de li religiosi e a le disputazioni de li filosofanti", ossia presso i domenicani di Santa Maria Novella, o i francescani a Santa Croce, o gli agostiniani a Santo Spirito.
Si tratta, in questo canto iv del Paradiso, di versi prevalentemente didascalici, "astratti" e non poco ardui, inseriti quasi come un intermezzo dottrinale nel consueto svolgimento narrativo e lirico del poema; anche se l'ispirazione e l'immagine non si spengono e continuano ad animare le distinzioni proprie di una lezione "scolastica".
Il poeta è assalito da due dubbi: non li esprime, ma si possono chiaramente leggere sul suo volto - "'l mio disir dipinto / m'era nel viso" (vv. 10-11) - e intuire dal suo silenzio. Egli non sa decidere quale manifestare per primo. E, per descrivere la propria condizione, in cui aveva la libertà imprigionata, e perciò non meritevole di rimprovero, ricorre a tre esempi.
Anzitutto, si paragona a chi si trovi "intra due cibi", a identica distanza e attraenti allo stesso modo, e quindi destinato a morire di fame per l'impossibilità di scegliere. Con una "figura rovesciata (dal soggetto all'oggetto delle brame)", come sottolinea Chiavacci Leonardi, Dante ricorre a un secondo esempio, equiparandosi a un agnello che, "intra due brame / di fieri lupi" (vv. 4-5), assalito da uno stesso timore, non saprebbe da quale dei due fuggire. A dire la sua irresolutezza nel terzo esempio il poeta si assimila a un cane fermo e indeciso tra due daini: "un cane intra due dame" (v. 6).
Ma ecco intervenire Beatrice a leggere nell'intimo di Dante, a interpretarne i segreti desideri e a scioglierne le questioni inespresse, che con uguale stimolo pulsano in lui e ne angustiano lo spirito. Sarà lei stessa a enunciarli.
Il primo dubbio, dal quale l'animo del poeta - appassionato di giustizia - è tormentato, riguarda la condizione di Costanza: se si mantenne integra e inalterata la sua volontà di consacrazione; "se 'l buon voler dura" (v. 19) - infatti, "non fu dal vel del cor già mai disciolta" (Paradiso, iii, 117) - come mai, per colpa di un altro, la misura del suo merito si trovò ridotta?
Il secondo dubbio attiene alla destinazione delle anime dopo la morte: parrebbe che esse ritornino alle stelle, da cui sono discese sulla terra a incarnarsi, secondo "la sentenza di Platone" della loro preesistenza, che è però in contrasto con la fede cristiana, per la quale le anime non preesistono, ma sono immediatamente create da Dio di volta in volta.
Beatrice incomincia a risolvere il secondo e più insidioso quesito che inquieta Dante. Tutti, essa spiega - dal Serafino che più si immerge in Dio ("s'india", v. 28), ai più grandi santi (siano Mosè, o Samuele, o i due Giovanni e la stessa Vergine), agli spiriti incontrati nel cielo più basso della Luna - hanno per sempre i loro seggi nello stesso cielo, l'Empireo, in un pieno appagamento, anche se differisce la gradazione della loro beatitudine a secondo dell'esperienza che, secondo i loro meriti, essi fanno dello Spirito di amore, che pure tutti li pervade.
Citiamo la terzina che Chiavacci Leonardi definisce dall'"andamento glorioso e disteso": "tutti fanno bello il primo giro, / e differentemente han dolce vita / per sentir più e men l'etterno spiro" (vv. 34-36). Dante, particolarmente, in questo canto sa soffondere di poesia anche le questioni scolastiche e i ragionamenti più sottili, nei quali era perfettamente esperto.
Spiega Beatrice: i beati incontrati appena sopra, in realtà, dimorano, come tutti gli altri, nel "primo giro". Essi appaiono come figure sensibili nel cielo lunare, che, tra tutti i cieli, è il meno elevato, a mostrare che nella sfera spirituale (l'Empireo) essi si trovano nella sfera meno elevata, "che ha men salita" (v. 39). D'altra parte, è proprio della conoscenza umana partire dal mondo sensibile e "raffigurato", per rappresentare e comprendere il mondo invisibile. Il nostro "ingegno", scrive, "solo da sensato apprende / ciò che fa poscia d'intelletto degno" (vv. 41-42). Dante traduce elegantemente in questi versi la sentenza scolastica: "Nulla si trova nell'intelletto, che prima non abbia dimorato nelle realtà sensibili". Del resto, prosegue Beatrice, "avendo inizio dai sensi ogni nostra conoscenza", anche nella Scrittura le realtà divine e spirituali, così come il mondo angelico, vengono raffigurate mediante metafore e immagini corporali.
Ed è la differenza rispetto alla dottrina del dialogo platonico del Timeo: le anime non tornano nel cielo della Luna, dopo esserne discese, e non vi dimorano; soltanto si mostrano in figura, se pure lo stesso pensiero di Platone non vada inteso in modo letterale, ma come un mito. Quel pensiero non mancherebbe di qualche verità - di "alcun vero" (v. 60), - e sarebbe degno di apprezzamento, se intendesse affermare sull'uomo, salvo il suo libero arbitrio, un influsso astrale; solo che, "male inteso" (v. 61), è giunto denominare e a venerare gli astri come divinità.
Il secondo dubbio, che turba Dante, è meno pericoloso e meno compromettente - "ha men veleno" - continua Beatrice. Al poeta non sembra giusto attribuire un minor merito, nel caso in cui una violenza sia subita, come nel caso di Costanza. In realtà, che la giustizia divina, inaccessibile alla comprensione umana, appaia ingiusta al giudizio umano "è argomento / di fede" (vv. 68-69), ed è coerente con la persuasione della Scrittura, secondo quanto afferma Paolo sugli "insondabili" giudizi di Dio e sulla inaccessibilità delle sue vie (Romani, 11, 33). Anzi, la stessa ragione umana è in grado di avvertire che non è ingiusto quel minor merito. E Beatrice lo spiega in una serie di concetti espressi in versi laboriosi, in cui "prorompe il grande inno alla libera volontà dell'uomo" (Chiavacci Leonardi), che, secondo la stessa dottrina di Aristotele, per il quale la libertà di chi subisce rimane intatta, se non concede assolutamente nulla "a quel che forza" (v. 74). "Volontà, se non vuol, non s'ammorza" (v. 76), afferma Beatrice, com'è del fuoco, che, pur compresso, si leva sempre verso l'alto, mentre le anime appena incontrate dal poeta, sia pur con riluttanza, non tornando al chiostro, hanno accondisceso alla violenza e non hanno conservato una volontà intatta, a differenza di san Lorenzo sulla grata o di Muzio Scevola con la mano sul braciere. D'altronde, - riconosce Dante - "così salda voglia è troppo rada" (v. 87).
Ma il poeta è intricato da un'altra difficile questione, inespressa e che da solo non riuscirebbe a sciogliere. Unita "al primo vero", nessun'anima potrebbe dir bugie. Ora, secondo l'affermazione di Piccarda, "l'affezion del vel Costanza tenne" (v. 98), e questo sembra smentire l'affermazione di Beatrice, che la volontà di Costanza non fu perfetta. In realtà, sia Piccarda sia Beatrice dicono il vero. Costanza, infatti, se in senso assoluto non ha accondisceso al male, tuttavia, pur contro la sua volontà - "contra grato" (v. 101) - in senso relativo vi ha aderito, scegliendo il minor male, con la conseguenza di una mescolanza tra costrizione e adesione. In quelle condizioni - afferma Dante - "la forza al voler si mischia" (v. 107). Un consenso, perciò, non è mancato, anche se emesso nel timore che dal rifiuto provenisse un male maggiore: "in quanto teme, / se si ritrae, cadere in più affanno" (vv. 110-111). Ora, mentre Piccarda, parlando del "vel del cor" (Paradiso, iii, 117), si riferiva alla "voglia assoluta" (v. 113), Beatrice si richiama alla volontà condizionata e relativa, che non scusa totalmente dalla colpa, e può concludere che "ver diciamo insieme" (v. 114).
Tutte quelle riflessioni, fluenti copiosamente, come le onde di un "santo rio" (v. 115), dalla fonte di ogni verità - la sapienza di Dio rappresentata da Beatrice - placano la mente e acquietano i desideri del poeta, che riconosce di non poter manifestare adeguatamente la propria gratitudine per le parole di quella donna divina - amata dal primo amore ("amanza del primo amante", v. 118) - che tanto lo riscaldano e lo ravvivano.
Ma ecco riaccendersi in Dante la sete dell'intelletto, che Dio solo, sorgente della verità, può esaurientemente illuminare e appagare. Scrive il poeta: "già mai non si sazia / nostro intelletto, se 'l ver non lo illustra / di fuor dal qual nessuno vero spazia" (vv. 124-126). E quando questo avviene - e può avvenire ("giugner pollo", v. 128), perché sarebbe impensabile che il naturale desiderio umano di verità resti incompiuto - l'intelletto si riposa, simile a una fiera nella tranquillità della sua tana.
Per Dante, come per Tommaso d'Aquino, l'intima aspirazione dell'uomo alla verità non può restare insoddisfatta; altrimenti essa sarebbe, inammissibilmente, vana. Per l'uno e l'altro la persuasione è identica, ed è profondamente teologica: nel suo intimo l'uomo aspira alla Verità - e quindi a Dio, dal quale essa scaturisce - e tale aspirazione non può andar delusa.
Il poeta rende l'incessante desiderio di verità, insito nell'uomo, e il suo progressivo ascendere di tappa in tappa - "di collo in collo" (v. 132) -, con la felice immagine del pollone, che butta e rampolla ai piedi di una pianta: "Nasce (...) a guisa di rampollo, / a pié del vero il dubbio" (vv. 130-131). Per questo egli osa porre con deferenza alla sua guida ancora una domanda su una questione che gli risulta oscura, cioè se sia possibile soddisfare con altri beni un voto inadempiuto.
A questa domanda Beatrice si volge a Dante con uno sguardo così amoroso e così pervaso di luce divina, da non riuscire a sostenerlo e restare smarrito: "con gli occhi pieni / di faville d'amor così divini / che (...) quasi mi perdei con li occhi chini" (vv. 139-142).
È ricorrente nel poema questo smarrimento di fronte all'"eccesso" divino di luce e di amore, che lo investe. E forse si tratta di esperienze vere e singolari, e non soltanto di pure descrizioni letterarie.
Vediamo, in ogni caso, che anche negli articolati ragionamenti e nelle accurate distinzioni filosofiche e teologiche, che si snodano come materia del canto, non cessano gli accenti lirici e il fascino delle immagini, che contrassegnano tutta la poesia di Dante.

(©L'Osservatore Romano - 31 ottobre 2009)

Il cardinale Newman, padre invisibile del Concilio (Muolo)


Vedi anche:

Newman: una ragionevole fede (Angela Ambrogetti)

Cuba-Vaticano, Eduardo Delgado nuovo ambasciatore presso S.Sede (Bandini)

Il Papa all'Iran: «Cooperate» (Vincenzo Faccioli Pintozzi)

Il Primate anglicano incontrerà il Papa il 21 novembre (Asca)

Il Papa: "I grandi scienziati dell'età delle scoperte ci ricordano anche che la conoscenza autentica è sempre rivolta alla sapienza, e, invece di restringere gli occhi della mente, ci invita ad alzare lo sguardo verso un più elevato regno dello spirito" (Discorso)

La «Caritas in veritate» in 10 parole (Mondo e Missione via Missionline)

New media, una sfida per l’evangelizzazione. Benedetto XVI: promuovere il valore della persona (Cardinale)

Nel Parlamento inglese anche un cappellano per i Cattolici. E Roma prega per i «fratelli» dal 1747 (Avvenire)

Il Papa: il metodo di Galileo è valido anche per la scienza di oggi (Apcom)

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)

Il vero progresso non è solo sviluppo economico ma anche morale e spirituale: così il Papa al nuovo ambasciatore di Panama (Radio Vaticana)

Il Papa: la Chiesa non si identifica con nessun programma politico (Asca)

Il Papa alla Specola Vaticana: non ridurre la scienza a mero calcolo ed esperimento, ma scoprire nel Creato l'amore di Dio (R.V.)

Oggi il card. Bagnasco in udienza dal Papa. Il 6/11 CdA per nuovo direttore di Avvenire (Asca)

Il 2 novembre: L'armonia silente. Cosa significa oggi la visita ai cimiteri? (Cristiana Dobner)

Diocesi di Brescia: L'8 novembre la visita di Benedetto XVI (Sir)

Il Parlamento inglese avrà un cappellano cattolico (Bandini)

Il teologo anglicano Milbank: «Dal Papa nessun atto di dominio. Ratzinger ha saputo dimostrare grande immaginazione,è un passo verso l’unità» (Mazza)

Se l’ecumenismo ridà forza alle radici (Carlo Cardia)

Inni anglicani e cattolici. È sempre la stessa musica (Osservatore Romano)

Il Papa: fiducia a Teheran ma garantisca le libertà

Brescia si prepara alla visita del Papa (Ghilardi)

Il vero volto degli ecumenisti di professione (Messainlatino)

Card. Scherer: molti Cattolici sono stati battezzati, ma non evangelizzati (Alexandre Ribeiro)

Paul e Wilma, mano nella mano, coronano il sogno di parlare al Papa (Giansoldati)

Diventa un giallo il complicato parto del testo papale sugli Anglicani (Rodari)

Tutti in convento i mangiapreti (Socci)

Campania, la coraggiosa sfida dei Papaboys alla camorra (Francesco Antonio Grana)

L'amore del Papa per l'unità (José Luis Restán)

Che cosa intende Benedetto XVI quando pensa a una rivoluzione della liturgia (Roberto De Mattei)

COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA GLI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA CHIESA CATTOLICA: LO SPECIALE DEL BLOG

Il cardinale Newman, padre invisibile del Concilio

DA ROMA MIMMO MUOLO

Non basta un solo angolo visuale, per inquadrare opportunamente la grande e poliedrica personalità del cardinale John Henry Newman. Filosofo e teologo, uomo di Chiesa e grande comunicatore, pensatore originale e anticipatore del Concilio Vaticano II, il porporato inglese, oggi ormai vicinissimo alla beatificazione, deve essere studiato da più punti di vista. Proprio come hanno fatto a marzo di quest’anno i promotori del Convegno internazionale svoltosi a Milano presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. E come anche ieri pomeriggio, nella sede romana dell’Ateneo, hanno ribadito il rettore Lorenzo Ornaghi e gli altri intervenuti alla presentazione degli Atti di quel simposio, presente anche il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. A distanza di pochi mesi, infatti, è uscito per i tipi di Vita e Pensiero, il volume curato da Evandro Botto e Hermann Geissler, che raccoglie le risultanze dell’importante appuntamento di marzo. Volume che, a cominciare dal titolo, Una ragionevole fede, Logos e dialogo in John Henry Newman permette di comprendere le diverse direzioni dell’indagine scientifica e storica compiuta intorno alla personalità e al pensiero del cardinale. Come ha ricordato monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e presidente di Avvenire, di questo «titolo suggestivo» i curatori del libro «danno ottima spiegazione quando scrivono che in rapporto all’odierno scenario culturale il modello offerto da Newman è quello di una fede pensata e vissuta, protesa a rendere ragione di se stessa e pure di una ragione in tutto e per tutto aperta e disponibile all’accoglienza, comprensione e condivisione della verità, ovunque essa si manifesti e da qualsiasi parte provenga». Non è chi non veda l’estrema attualità dell’insegnamento del porporato inglese. Il quale ha molto da insegnare, ha aggiunto monsignor Semeraro, anche sotto il profilo dell’ecclesiologia. Non per niente «di lui si dice che è stato uno dei padri invisibili del Vaticano II», data l’influenza che il suo pensiero ha avuto su alcuni passaggi della Lumen Gentium e anche della Dei Verbum , ad esempio in merito alla concezione della tradizione, come «memoria viva che la Chiesa ha del suo Sposo» e al passaggio in cui nella costituzione sulla Parola di Dio (al numero 8) si legge: «La Chiesa nel corso dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verità divina, finché in essa vengano a compimento le parole di Dio».
Il vescovo di Albano, citando i documenti del processo di beatificazione, ha perciò sottolineato «l’elevatezza e la profondità del pensiero teologico» di Newman, «tale da farlo rassomigliare ai più grandi Padri della Chiesa». Giudizio, questo, condiviso anche da Benedetto XVI. Anche perché, ha concluso Semeraro, «movente della sua ricca esistenza fu la fede eroica, la sua pietà profonda, il suo amore verso Dio e verso gli uomini, in una parola la sua santità». Anzi, come ha fatto notare Ornaghi nella sua breve introduzione, è proprio a partire dalla santità che si può comprendere l’opera di Newman. «La sua, infatti, è una testimonianza di fede e di vita cristiana che esce dalle pagine dei libri», per collocarsi sul piano dell’attualità culturale. E proprio su questo piano lo ha inquadrato l’editorialista del Corriere della Sera
Armando Torno. «Anticipatore per eccellenza – ha fatto notare – egli seppe prevedere, già nell’800, il pericolo del relativismo, affermando con forza che una verità esiste e che, al contrario, senza verità tutto si annulla». Newman, ha proseguito Torno, «è completamente attuale» anche per il suo modo di vedere il rapporto tra l’umano e il divino, per la sua sottolineatura dell’importanza delle fonti bibliche e per l’aggancio alla patristica, ma anche per le sue doti di comunicatore. Inoltre, ha concluso il senatore Marcello Pera, lo studio del suo pensiero «costituisce un ulteriore stimolo ad allargare i confini della ragione, non regalandone più il concetto in esclusiva agli scienziati». Proprio come chiede di fare il Papa, che non a caso di Newman è un grande estimatore.

© Copyright Avvenire, 30 ottobre 2009

venerdì 30 ottobre 2009

Newman: una ragionevole fede (Angela Ambrogetti)


Vedi anche:

Cuba-Vaticano, Eduardo Delgado nuovo ambasciatore presso S.Sede (Bandini)

Il Papa all'Iran: «Cooperate» (Vincenzo Faccioli Pintozzi)

Il Primate anglicano incontrerà il Papa il 21 novembre (Asca)

Il Papa: "I grandi scienziati dell'età delle scoperte ci ricordano anche che la conoscenza autentica è sempre rivolta alla sapienza, e, invece di restringere gli occhi della mente, ci invita ad alzare lo sguardo verso un più elevato regno dello spirito" (Discorso)

La «Caritas in veritate» in 10 parole (Mondo e Missione via Missionline)

New media, una sfida per l’evangelizzazione. Benedetto XVI: promuovere il valore della persona (Cardinale)

Nel Parlamento inglese anche un cappellano per i Cattolici. E Roma prega per i «fratelli» dal 1747 (Avvenire)

Il Papa: il metodo di Galileo è valido anche per la scienza di oggi (Apcom)

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)

Il vero progresso non è solo sviluppo economico ma anche morale e spirituale: così il Papa al nuovo ambasciatore di Panama (Radio Vaticana)

Il Papa: la Chiesa non si identifica con nessun programma politico (Asca)

Il Papa alla Specola Vaticana: non ridurre la scienza a mero calcolo ed esperimento, ma scoprire nel Creato l'amore di Dio (R.V.)

Oggi il card. Bagnasco in udienza dal Papa. Il 6/11 CdA per nuovo direttore di Avvenire (Asca)

Il 2 novembre: L'armonia silente. Cosa significa oggi la visita ai cimiteri? (Cristiana Dobner)

Diocesi di Brescia: L'8 novembre la visita di Benedetto XVI (Sir)

Il Parlamento inglese avrà un cappellano cattolico (Bandini)

Il teologo anglicano Milbank: «Dal Papa nessun atto di dominio. Ratzinger ha saputo dimostrare grande immaginazione,è un passo verso l’unità» (Mazza)

Se l’ecumenismo ridà forza alle radici (Carlo Cardia)

Inni anglicani e cattolici. È sempre la stessa musica (Osservatore Romano)

Il Papa: fiducia a Teheran ma garantisca le libertà

Brescia si prepara alla visita del Papa (Ghilardi)

Il vero volto degli ecumenisti di professione (Messainlatino)

Card. Scherer: molti Cattolici sono stati battezzati, ma non evangelizzati (Alexandre Ribeiro)

Paul e Wilma, mano nella mano, coronano il sogno di parlare al Papa (Giansoldati)

Diventa un giallo il complicato parto del testo papale sugli Anglicani (Rodari)

Tutti in convento i mangiapreti (Socci)

Campania, la coraggiosa sfida dei Papaboys alla camorra (Francesco Antonio Grana)

L'amore del Papa per l'unità (José Luis Restán)

Che cosa intende Benedetto XVI quando pensa a una rivoluzione della liturgia (Roberto De Mattei)

COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA GLI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA CHIESA CATTOLICA: LO SPECIALE DEL BLOG

Riceviamo e con grande piacere pubblichiamo:

Newman: una ragionevole fede

Una ragionevole fede. Quella di John Henry Newman, presto beato della Chiesa Cattolica, tra i padri fondatori dei quel "Movimento di Oxford" che vede quasi un compimento nella prossima Costituzione Apostolica che papa Benedetto XVI ha pensato perché gli anglicani possano essere in "piena e visibile comunione" con Roma. Logos e dialogo nel pensiero di un teologo che divenne cattolico anche per la "ragionevolezza della fede".
Mentre si attende la data del viaggio del papa in Inghilterra e quella della beatificazione del cardinale inglese (magari coincideranno?), il mondo della cultura si occupa del suo pensiero. Così la editrice Vita e Pensiero della Università Cattolica del Sacro Cuore presenta gli atti del convegno del marzo scorso che a Milano ha riunito studiosi di ogni parte del mondo. Un convegno preparato "a due mani" tra il Centro Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa della Università Cattolica e L'International Center of Newman Friends diretto dal membri della Famiglia Spirituale l'Opera. Giovedì 29 ottobre nell'aula Moscati della Cattolica di Roma a raccontare come Newman "risolve" il conflitto ancestrale tra fede e ragione c'era Marcello Semeraro, vescovo di Albano e presidente del cda di Avvenire, Armando Torn, giornalista e scrittore e Marcello Pera, professore ben più che senatore della Repubblica. Ad ascoltarli anche il cardinale Angelo Bagnasco, in queste ore è impegnato nella questione della direzione di Avvenire, anche con la consulenza del papa (questione risolta forse con la scelta di Tarquinio come direttore responsabile e Angelo Scelzo, uomo vaticano, come direttore editoriale). Ma torniamo a Newman, alla lezione di Marcello Pera che ha ripercorso la storia del "conflitto" tra fede e ragione alla luce della impostazione galileiana dei due ordini de fide e de facto per leggere e vivere la realtà. Un conflitto che per Pera è sanabile solo con un ritorno al tomismo o, meglio ancora, con la proposta di Benedetto XVI : allargare la ragione. Una tesi che nasce proprio dalla proposta di Newman. Ragione non solo matematica e scientifica, ma ratio del bene e del male, della fede. Una ragione così ampia da comprendere tutto. Insomma un vero logos.
E' solo una delle tante letture possibili, ma è una prova della ricchezza e della vivacità del pensiero di Newman che fa nascere riflessione e pensiero. Una ragionevole fede. Un titolo che sarebbe bello leggere sui giornali ha detto Armando Torno, editorialista del Corriere della Sera. Forse certi titoli si leggevano una volta. Oggi si urlano vacuità sulla carta stampata, nei tg, alla radio. Eppure il dibattito fede - ragione è il tema più forte nella società di oggi. Eppure il rapporto con gli anglicani è un fatto di cronaca, la vicenda di Newman, la sua beatificazione, il suo amore per i Padri della Chiesa e quindi la sua anticipazione di alcuni temi del Concilio Vaticano II sono la base del dibattito nella Chiesa di oggi.
Quanto lontano sembrano oggi quelle parole del cardinale inglese sulla formazione dei laici, e quindi anche dei giornalisti: "Voglio un laicato non arrogante, non precipitoso nel parlare, non litigioso, ma fatto di uomini che conoscono la loro religione, che vi entrano dentro, che sanno benissimo dove si trovano, che sanno quello che possiedono e quello che non possiedono, che conoscono la propria fede così bene che sono in grado di spiegarla, che ne conoscono la storia tanto a fondo da poterla difendere."

http://www.angelambrogetti.org/

Cuba-Vaticano, Eduardo Delgado nuovo ambasciatore presso S.Sede (Bandini)


Vedi anche:

Il Papa all'Iran: «Cooperate» (Vincenzo Faccioli Pintozzi)

Il Primate anglicano incontrerà il Papa il 21 novembre (Asca)

Il Papa: "I grandi scienziati dell'età delle scoperte ci ricordano anche che la conoscenza autentica è sempre rivolta alla sapienza, e, invece di restringere gli occhi della mente, ci invita ad alzare lo sguardo verso un più elevato regno dello spirito" (Discorso)

La «Caritas in veritate» in 10 parole (Mondo e Missione via Missionline)

New media, una sfida per l’evangelizzazione. Benedetto XVI: promuovere il valore della persona (Cardinale)

Nel Parlamento inglese anche un cappellano per i Cattolici. E Roma prega per i «fratelli» dal 1747 (Avvenire)

Il Papa: il metodo di Galileo è valido anche per la scienza di oggi (Apcom)

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)

Il vero progresso non è solo sviluppo economico ma anche morale e spirituale: così il Papa al nuovo ambasciatore di Panama (Radio Vaticana)

Il Papa: la Chiesa non si identifica con nessun programma politico (Asca)

Il Papa alla Specola Vaticana: non ridurre la scienza a mero calcolo ed esperimento, ma scoprire nel Creato l'amore di Dio (R.V.)

Oggi il card. Bagnasco in udienza dal Papa. Il 6/11 CdA per nuovo direttore di Avvenire (Asca)

Il 2 novembre: L'armonia silente. Cosa significa oggi la visita ai cimiteri? (Cristiana Dobner)

Diocesi di Brescia: L'8 novembre la visita di Benedetto XVI (Sir)

Il Parlamento inglese avrà un cappellano cattolico (Bandini)

Il teologo anglicano Milbank: «Dal Papa nessun atto di dominio. Ratzinger ha saputo dimostrare grande immaginazione,è un passo verso l’unità» (Mazza)

Se l’ecumenismo ridà forza alle radici (Carlo Cardia)

Inni anglicani e cattolici. È sempre la stessa musica (Osservatore Romano)

Il Papa: fiducia a Teheran ma garantisca le libertà

Brescia si prepara alla visita del Papa (Ghilardi)

Il vero volto degli ecumenisti di professione (Messainlatino)

Card. Scherer: molti Cattolici sono stati battezzati, ma non evangelizzati (Alexandre Ribeiro)

Paul e Wilma, mano nella mano, coronano il sogno di parlare al Papa (Giansoldati)

Diventa un giallo il complicato parto del testo papale sugli Anglicani (Rodari)

Tutti in convento i mangiapreti (Socci)

Campania, la coraggiosa sfida dei Papaboys alla camorra (Francesco Antonio Grana)

L'amore del Papa per l'unità (José Luis Restán)

Che cosa intende Benedetto XVI quando pensa a una rivoluzione della liturgia (Roberto De Mattei)

COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA GLI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA CHIESA CATTOLICA: LO SPECIALE DEL BLOG

Riceviamo e con grande piacere pubblichiamo:

Cuba-Vaticano, Eduardo Delgado nuovo ambasciatore presso S.Sede

Marinella Bandini

Cuba ha un nuovo ambasciatore presso la Santa Sede. Si tratta di Eduardo Delgado, finora direttore generale del ministero degli Esteri. La nomina è stata resa nota oggi da un comunicato ufficiale, e rientra in un più ampio rinnovamento dell’apparato diplomatico del Paese caraibico.
Delgado - che sarà a Roma già da domani - sostituirà Raul Roa Kourì, ambasciatore presso la Santa Sede da gennaio 2005.
Al momento non è ancora fissata una data per la presentazione delle lettere credenziali. Cuba e il Vaticano intrattengono relazioni diplomatiche dal 1935.
Rimane storico il duplice incontro di Giovanni Paolo II con Fidel Castro. Il 19 novembre 1996, Castro è stato ricevuto in udienza in Vaticano, trovandosi a Roma per un vertice sull’alimentazione della Fao. Papa Wojtyla ha ricambiato la visita nel gennaio 1998. I due si sono nuovamente incontrati nel Palacio de la revolucion il 22 gennaio.
Sotto il pontificato di Benedetto XVI non ci sono stati incontri tra il Papa e il presidente cubano (nel frattempo Fidel ha lasciato la presidenza a favore del fratello Raul). Da registrare, all’inizio del 2008, la visita del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano. Il porporato ha incontrato Raul Castro, solo quattro giorni dopo la sua elezione a presidente. Sempre nel 2008, le offerte (15.956,86 euro) raccolte nel corso della messa del Giovedì santo a San Giovanni in Laterano sono state destinate dal Papa a un progetto sanitario per l’assistenza dei disabili fisici e mentali in fase di realizzazione all’Avana.

© Copyright Il Velino

Il Papa all'Iran: «Cooperate» (Vincenzo Faccioli Pintozzi)


Vedi anche:

Il Primate anglicano incontrerà il Papa il 21 novembre (Asca)

Il Papa: "I grandi scienziati dell'età delle scoperte ci ricordano anche che la conoscenza autentica è sempre rivolta alla sapienza, e, invece di restringere gli occhi della mente, ci invita ad alzare lo sguardo verso un più elevato regno dello spirito" (Discorso)

La «Caritas in veritate» in 10 parole (Mondo e Missione via Missionline)

New media, una sfida per l’evangelizzazione. Benedetto XVI: promuovere il valore della persona (Cardinale)

Nel Parlamento inglese anche un cappellano per i Cattolici. E Roma prega per i «fratelli» dal 1747 (Avvenire)

Il Papa: il metodo di Galileo è valido anche per la scienza di oggi (Apcom)

Il dialogo non è un tè tra signore cortesi (Bruno Mastroianni)

Il vero progresso non è solo sviluppo economico ma anche morale e spirituale: così il Papa al nuovo ambasciatore di Panama (Radio Vaticana)

Il Papa: la Chiesa non si identifica con nessun programma politico (Asca)

Il Papa alla Specola Vaticana: non ridurre la scienza a mero calcolo ed esperimento, ma scoprire nel Creato l'amore di Dio (R.V.)

Oggi il card. Bagnasco in udienza dal Papa. Il 6/11 CdA per nuovo direttore di Avvenire (Asca)

Il 2 novembre: L'armonia silente. Cosa significa oggi la visita ai cimiteri? (Cristiana Dobner)

Diocesi di Brescia: L'8 novembre la visita di Benedetto XVI (Sir)

Il Parlamento inglese avrà un cappellano cattolico (Bandini)

Il teologo anglicano Milbank: «Dal Papa nessun atto di dominio. Ratzinger ha saputo dimostrare grande immaginazione,è un passo verso l’unità» (Mazza)

Se l’ecumenismo ridà forza alle radici (Carlo Cardia)

Inni anglicani e cattolici. È sempre la stessa musica (Osservatore Romano)

Il Papa: fiducia a Teheran ma garantisca le libertà

Brescia si prepara alla visita del Papa (Ghilardi)

Il vero volto degli ecumenisti di professione (Messainlatino)

Card. Scherer: molti Cattolici sono stati battezzati, ma non evangelizzati (Alexandre Ribeiro)

Paul e Wilma, mano nella mano, coronano il sogno di parlare al Papa (Giansoldati)

Diventa un giallo il complicato parto del testo papale sugli Anglicani (Rodari)

Tutti in convento i mangiapreti (Socci)

Campania, la coraggiosa sfida dei Papaboys alla camorra (Francesco Antonio Grana)

L'amore del Papa per l'unità (José Luis Restán)

Che cosa intende Benedetto XVI quando pensa a una rivoluzione della liturgia (Roberto De Mattei)

COSTITUZIONE APOSTOLICA CIRCA GLI ORDINARIATI PERSONALI PER ANGLICANI CHE ENTRANO NELLA CHIESA CATTOLICA: LO SPECIALE DEL BLOG

Ricevendo il nuovo ambasciatore persiano, Benedetto XVI sottolinea la spiritualità del Paese

E il Papa prega: «Cooperate»

Vincenzo Faccioli Pintozzi

CITTÀ DEL VATICANO.

Il mondo intero «deve sperare e sostenere una nuova fase di apertura e collaborazione, che proviene da eminenti tradizioni spirituali.
In questo senso, l’Iran può giocare un ruolo importante».
È il senso del messaggio che Benedetto XVI ha rivolto al nuovo ambasciatore dell’Iran presso la Santa Sede, Ali Akbar Naseri, ricevuto nella mattinata di ieri per la presentazione delle credenziali. La «profonda sensibilità religiosa» degli iraniani è motivo di speranza per una «crescente apertura e una collaborazione fiduciosa con la comunità internazionale» e la fede nell’unico Dio «incita a lavorare insieme per la promozione dei valori umani fondamentali», i principali dei quali sono la libertà religiosa e la libertà di coscienza.
Sono i concetti centrali del discorso, che il Papa ha voluto - sembra - far coincidere con una delle fasi più tese della negoziazione internazionale sul nucleare di Teheran.
Il tema della cooperazione internazionale è stato affrontato da Benedetto XVI a partire dall’evocazione delle eminenti tradizioni spirituali degli iraniani e dalla speranza di apertura e collaborazione che da ciò proviene: «Oggi tutti dobbiamo sperare e sostenere una una nuova fase di cooperazione internazionale, fondata più solidamente su principi umanitari e sull’aiuto concreto a coloro che soffrono, meno dipendente da freddi calcoli di scambi e di benefici tecnici ed economici».
«La fede nell’unico Dio - ha aggiunto poi il Papa – deve avvicinare tutti i credenti e spingerli a lavorare insieme per la difesa e la promozione dei valori umani fondamentali.
Tra i diritti universali, un posto fondamentale occupano la libertà religiosa e la libertà di coscienza, perché esse sono la fonte delle altre libertà.
Oggetto di una reale collaborazione debbono essere anche gli altri diritti che nascono dalla dignità delle persone e dei popoli, in particolare la promozione e la protezione della vita, giustizia e solidarietà».
D’altro canto, ha proseguito, «come ho spesso avuto occasione di sottolineare, lo stabilimento di relazioni cordiali fra i credenti delle diverse religioni è una necessità urgente del nostro tempo, per costruire un mondo più umano e più conforme al progetto di Dio sulla creazione». In tale prospettiva, il Papa ha espresso il proprio sostegno agli incontri tra gli organismi del Vaticano e dell’Iran che «contribuendo a cercare insieme ciò che è giusto e vero, permettono a tutti di progredire nella conoscenza reciproca e di cooperare nella riflessine sulle grandi questioni che toccano la vita dell’umanità». La presenza dei cattolici in Iran, ove sono «dai primi secoli del cristianesimo», è stato l’argomento conclusivo del quale Benedetto XVI ha parlato al diplomatico iraniano: «È una comunità realmente iraniana [smentendo così le voci secondo cui i cattolici non siano fedeli ai Paesi in cui vivono ndrA].
La Santa Sede confida che le autorità iraniane sapranno rinforzare e garantire ai cristiani la libertà di professare la loro fede e assicurare alla comunità cattolica le condizioni essenziale per la sua esistenza, in particolare la possibilità di avere personale religioso sufficiente e facilitazioni per lo spostamento per assicurare il servizio religioso ai fedeli».
Interessante anche il discorso di presentazione del nuovo plenipotenziario, che ha detto al Pontefice: « Al giorno d’oggi l’imperialismo dell’informazione, lo sfruttamento economico di sistemi prevaricatori attraverso l’occupazione e l’ingerenza nelle questioni interne di vari Paesi, l’oppressione dei popoli, il diritto di veto - riconosciuto, senza alcun fondamento logico, giuridico e religioso, a grandi potenze - il terrorismo, in particolare il terrorismo di matrice purtroppo religiosa, alimentato dai complotti di potenze prevaricatrici, il flagello della droga, l’uso strumentale della religione, del ruolo santo della donna, e di mezzi di diffusione culturale, quali le antenne paraboliche e internet nella propagazione dell’immoralità e nella manipolazione della cultura hanno posto l’umanità in una situazione desolante e costituiscono una vera sfida per la sua stessa dignità spirituale».
Invocando una sorta di Santa Alleanza fra i due Stati, il diplomatico ha aggiunto: «La Repubblica Islamica dell’Iran, in forza della legittimità religiosa e dell’adesione popolare di cui gode, è vincolata ai principi della democrazia: dopo ben trenta anni di governo, nonostante i numerosi complotti, ha potuto ascrivere a suo titolo d’onore, in occasione delle recenti elezioni presidenziali, un’epica partecipazione popolare pari all’85 per cento degli aventi diritto al voto». Senza però minimamente accennare alle sanguinose repressioni seguite alle proteste post consultazione. Si tratta, in un certo senso, di un trucco diplomatico: cercare di accreditare, durante un discorso ufficiale, una versione distorta e propagandistica della verità. Ma va comunque sottolineato l’ottimo risultato di un rapporto teso ma che il Vaticano è costretto a tenere.

© Copyright Liberal, 30 ottobre 2009 consultabile online anche qui e qui.