giovedì 22 ottobre 2009

Mons. Fellay: credo che la Fraternità sarà una prelatura personale (Messainlatino)


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Grazie agli amici di Messainlatino.it leggiamo:

Fellay: credo che la Fraternità sarà una prelatura personale

Intervista rilasciata da mons. Fellay il 18 ottobre al periodico cileno El Mercurio

-Quale eredità ha ricevuto la Sua congregazione da parte della Chiesa cattolica?

Abbiamo ricevuto tutto ciò che è cattolico. E per questo noi vogliamo rimanere fedeli alla Chiesa del nostro battesimo.

-Secondo lei, che cosa più vi unisce alla Chiesa cattolica?

Abbiamo tutto ciò che è necessario per essere membri della Chiesa cattolica. Prima di tutto, la fede, che abbiamo ricevuto dalla Chiesa e vogliamo mantenere fino alla morte, perché senza fede è impossibile esser graditi a Dio. La seconda, la grazia, la preghiera e la liturgia che ci vengono dalla Chiesa, come molto ben espresso dal Papa nel Motu Proprio quando afferma che l'antico rituale della massa non è mai stato abolito. E, infine, anche se potrebbe sembrare contraddittorio, lo stesso Papa e la gerarchia della Chiesa. Il capo della Chiesa, il Vicario di Cristo è l'autorità che riconosciamo.

-Questo significa che tra i tradizionalisti e la Chiesa va tutto bene?

No. Ci sono problemi, ma questi problemi non significano che abbiamo perso tale relazione di sottomissione all'autorità del S. Padre.

-Si può dire che avete vissuto separati dalla Chiesa?

Mai. Ci sono lotte, come un certo rifiuto di una parte della Chiesa, ma ciò non significa separazione. Non vi è mai stato una dichiarazione di scisma della Chiesa verso di noi. Si è parlato per un certo tempo della dei vescovi, ma mai di una separazione.

-E' necessario questo tipo di separazione?

Il problema non è nostro. Noi, come gruppo, siamo come il sintomo di un problema all'interno della Chiesa. C'è una separazione reale, sebbene non definitiva, tra quelli che noi chiamiamo «progressisti» e i «conservatori». Noi siamo una specie di termometro della situazione, che rivela che esiste un problema serio nella Chiesa. Lo stesso Papa attuale, Benedetto XVI, ha condannato l'opinione che il Concilio Vaticano II e la riforma che ne è seguita costituiscano una rottura con il passato, e che la Chiesa ha dovuto cambiare".

-Molto si è speculato che la fraternità S. Pio X potrebbe essere elevata a prelatura personale come l'Opus dei. Che cosa c'è di certo in tutto questo?

C'è molto di certo. Credo che il Vaticano stia camminando verso tale soluzione canonica.

- Il vescovo Williamson ha escluso alcuni mesi fa, in un'intervista con una tv svedese, la possibilità che sei milioni di ebrei siano morti per mano dei nazisti durante la seconda guerra mondiale e stimato al massimo "tra 200.000 e 300.000 morti nei campi di concentramento, ma nessuno in camere a gas". Che cosa pensa di tutti questo?

Penso che questo è stato un attacco molto ben pianificato, non contro la Fraternità, ma direttamente contro la persona di Papa Benedetto XVI, per offuscare la sua gestione.
Il Papa Benedetto XVI è molto più aperto di alcuni Vescovi della Chiesa cattolica.

http://blog.messainlatino.it/2009/10/fellay-credo-che-la-fraternita-sara-una.html

Sottoscrivo pienamente l'ultima frase di Mons. Fellay.
Chiedo pero' ai Lefebvriani di rispettare la regola d'oro del silenzio e della discrezione proprio in vista degli imminenti colloqui dottrinali
.
R.

6 commenti:

azzeccagarbugli ha detto...

io sottoscrivo anche la penultima

don luca ha detto...

Santa umiltà... che il Signore ce ne doni a piene mani!

gianniz ha detto...

Dovremmo proprio smetterla, tutti quanti, di guardare avanti come se ci guardassimo nello specchio. Tutti interessati, soprattutto (o solo), a scorgere e ad ammirare l’immagine riflessa dei nostri volti, pieni di rughe, diversi dell'infinita diversità propria delle nostre fattezze. Compiacendocene.
Dovremmo davvero impegnarci, tutti, a guardare oltre, spinti dal solo desiderio di scoprire e ammirare un solo volto, il Suo, una sola volontà, la Sua.
Il resto è storia che passa.... (ivi compresa quella dei "progressisti/conservatori", che, a me sembra proprio aver fatto il suo tempo).
Andiamo oltre (anche Lei mons. Fellay con tutti i suoi) fiduciosi verso lo "zenit"! Chi tiene il timone è ben presente e ci accompagna con mani sapienti!!!

fr. A.R. ha detto...

Però Fellay non può continuare a fare il "negazionista dello scisma"! Se uno non riconosce i suoi peccati nella chiesa cattolica non può essere perdonato. Separazione, a casa mia, in linguaggio ecclesiale si dice SCISMA ed è un PECCATO GRAVE. Il fatto che il Papa tolga la pena (la scomunica) non vuol automaticamente dire che la colpa non era mai esistita. Ma scherziamo? Farsi ordinare vescovo illecitamente e contro la volontà di Giovanni Paolo II, questo per sua Eccellenza era niente di grave? Basta con il revisionismo. Se vogliono tornare la porta è aperta, ma con umiltà e un minimo di pudore nelle parole. Non sono nè il primo, nè l'ultimo gruppo tradizionalista che chiede di essere riconciliato. Il papa è troppo buono, ma non può permettere che venga continuamente calpestata la realtà storica e i fatti gravi commessi "in nome della tradizione".

sam ha detto...

Applauso a Gianniz!

Anonimo ha detto...

Tornano??? non Tornano???

Finora e' Roma a tornare con provvedimenti improntati al buon senso, al suo vero ruolo.

Questo la dice lunga su chi si e' effettivamente allontanato.