lunedì 19 ottobre 2009

Il Papa: E' sempre più passata sotto silenzio l'ispirazione cristiana dei padri fondatori dell’Ue e le sue radici cristiane (Corriere)


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Che strano...all'ultimo minuto anticipato il solenne Pontificale in rito antico in San Pietro

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GLI ECCEZIONALI RISULTATI DEL SONDAGGIO DOXA SULL'INTERESSE DEGLI ITALIANI PER LA MESSA ANTICA (Messainlatino)

Continuiamo a pregare per Caterina Socci. La mia speranza per Caterina

SINODO PER L'AFRICA (4-25 OTTOBRE 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

Il papa riceve il capo della delegazione della Commissione delle Comunità Europee

Ue, l'allarme di Benedetto XVI: "Radici cristiane sempre più ignorate"

«L'Europa difenda il matrimonio tra uomo e donna. Gruppi di pressione rischiano di snaturarne l'identità»

CITTÀ DEL VATICANO - - È «sempre più passata sotto silenzio», nell’Unione europea, una «verità»: la «ispirazione» cristiana dei padri fondatori dell’Ue e le sue radici cristiane tuttora attuali: è l’esortazione rivolta da Benedetto XVI l Papa al capo della delegazione della Commissione delle Comunità Europee, Yves Gazzo, ricevuto in Vaticano per la presentazione delle Lettere Credenziali. Compito dell'Europa di oggi, secondo il Pontefice, è quello di riaffermare la propria eredità umanistica e cristiana in base alle quali deve difendere «la vita umana dal suo concepimento fino alla morte naturale» e «la famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna». L'ambasciatore Gazzo ha svolto un discorso di saluto al Pontefice definendo la realtà dell'Unione europea come «una zona di pace e di stabilità che riunisce 27 Stati con gli stessi valori fondamentali». Il Papa l'ha definita «una felice presentazione», precisando che «è giusto, tuttavia, rilevare che l'Unione europea non è dotata di questi valori, ma che essi sono piuttosto i valori condivisi che l'hanno fatta nascere e che sono stati una specie di forza di gravità che ha attirato verso il nucleo dei Paesi fondatori le diverse nazioni che vi si sono aggiunte nel corso del tempo. Questi valori - ha detto il Papa - sono il frutto di una lunga e sinuosa storia nella quale, nessuno lo negherà, il Cristianesimo ha giocato un ruolo di primo piano».

GRUPPI DI PRESSIONE - Per il Pontefice omettere il «principio originale dei suoi valori che ha rivelato all'uomo la sua eminente dignità e la realtà di una vocazione personale» potrebbe portare a fondare l'Unione europea su «un aggregato anarchico o aleatorio», anziché su «un insieme coerente che si ordina e si articola, storicamente, a partire da una visione antropologica precisa». Il rischio è che tali valori siano strumentalizzati da «individui e gruppi di pressione» desiderosi di far avanzare degli interessi particolari a detrimento di un «progetto collettivo ambizioso che gli europei attendono» volto al bene comune del continente e di tutto il mondo. Questo pericolo, ha denunciato, è già ora «percepito e denunciato da numerosi osservatori» di diversa estrazione. È importante allora, è stata la sua esortazione, che l'Europa non abbandoni il suo modello di civilizzazione. Il suo slancio originale, ha aggiunto, non può essere «soffocato dall'individualismo o dall'utilitarismo».

VITA E FAMIGLIA - «Le immense risorse intellettuali, culturali, economiche del continente - ha detto il Papa - continueranno a dare dei frutti se saranno fecondate dalla visione trascendente della persona umana che costituisce il tesoro più prezioso dell'eredità europea». «Questa tradizione umanistica - ha aggiunto il Pontefice - nella quale si riconoscono correnti di pensiero anche molto differenti fra loro, rende l'Europa capace di affrontare le sfide di domani e di rispondere alle attese della popolazione». «Si tratta principalmente -ha detto ancora il Pontefice- della questione del giusto e delicato equilibrio fra l'efficienza economica e le esigenze sociali, della salvaguardia dell'ambiente e soprattutto dell'indispensabile e necessario sostengo alla vita umana dal suo concepimento fino alla morte naturale e alla famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna».

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