sabato 24 gennaio 2009

Dopo vent'anni cade la scomunica sui Lefebvriani?


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Dopo vent'anni cade la scomunica sui lefebvriani

AL PRIORATO MADONNA DI LORETO: «UN BENE PER I FEDELI»

SCOMUNICA al tramonto. O almeno così pare. Il gelo tra Vaticano e lefebvriani sta per sciogliersi. E anche a Spadarolo, il priorato della Madonna di Loreto segue l'evolversi di quella che definisce una «voce»: quella che parlerebbe della revoca della scomunica, da parte del Papa, nei confronti dei quattro vescovi illegittimi scismatici.
Spiega un sacerdote della Madonna di Loreto, dove celebrano i lefebvriani: «Eravamo un po' perplessi perché siamo dinanzi a queste notizie che non sono verificate. Non è la prima volta». Tuttavia i lefebvriani di Spadarolo insistono sul loro punto.
E replicano: «Noi non ci sentiamo scomunicati. Se la cosiddetta scomunica fosse ritirata, sarebbe un bene per i fedeli».
A Rimini i tradizionalisti lefebvriani hanno un gran seguito.
La città ha dato molto alla fraternità, contribuendo con alcune vocazioni.
Tre sacerdoti della fraternità sono infatti riminesi. «Vedere il nostro rito è molto edificante», spiega uno dei quattro sacerdoti, 31 anni, del priorato della Madonna di Loreto.
A SPADAROLO c'è un priore e con lui quattro sacerdoti, tra i 31 e 45 anni.
C'è poi un sacerdote più anziano che ha 87 anni. Il priorato dei lefebvriani è come una parrocchia. A Rimini ha un seguito di circa un centinaio di fedeli, tra cui molte famiglie e quindi giovani e giovanissimi.
Molti ragazzi fanno comunione e cresima, anche se devono attendere l'arrivo dei vescovi, sparsi per il mondo e in continua attività. Così come i quattro sacerdoti del priorato, impegnatissimi, e non solo a Rimini. Molti giovani sono attratti dalla celebrazione dei tradizionalisti. Nel priorato operano anche tre suore.
La scomunica era scattata nel '98, oltre vent'anni fa, quando il vescovo scismatico Lefebvre aveva ordinato quattro presuli, privilegio che di norma è riservato al Papa. Dopo venti anni di allontanamento dalla Chiesa di Roma, i tradizionalisti lefebvriani potrebbero presto esservi riaccolti: è attesa nei prossimi giorni, forse già entro il fine settimana, la revoca della scomunica da parte del Papa nei confronti dei quattro vescovi illegittimi scismatici.

© Copyright Il Resto del Carlino, 23 gennaio 2009

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Il fatto che "non si sentano scomunicati" è ambivalente: se è nel senso di amore per la chiesa, è positivo, se non si rendono conto che disobbedire al Papa, rompere i legami della disciplina ecclesiale, fare di testa propria accusando confratelli sacerdoti di eresia solo perchè seguono la riforma di Paolo VI, non è per nulla positivo.
Putroppo oggi è molto frequente sentire persone che "non sentono" il peccato (e lo scisma è un peccato tra i più gravi): ma il "non sentire" soggettivamente non significa non peccare oggettivamente. E' proprio il concetto tradizionale di peccato a volere così!

Anonimo ha detto...

E nell'equilibrio e equidistanza di giudizio che lo contraddistingue, fr. A..R. non perde l'occasione per spiegare, da teologo qual è, il concetto di peccato.
E pone un accento che è fondamentale, mai accusare i confratelli.