giovedì 8 gennaio 2009

Il cardinale Renato Martino tira una molotov tra i piedi del Papa (Magister)


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Il cardinale Renato Martino tira una molotov tra i piedi del papa

La boutade del cardinale Renato Martino su Gaza equiparata “a un grande campo di concentramento” sotto comando israeliano ha reso un pessimo servizio a Benedetto XVI. Non solo in sé, ma anche per la tempistica.

L’intervista di Martino a “ilSussidiario.net” – giornale on line dell’area di Comunione e Liberazione – è andata in rete, infatti, il 7 gennaio, cioè proprio alla vigilia dell’incontro che il papa tiene ogni inizio d’anno con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Il risultato è che le parole di Martino hanno rumorosamente soverchiato quelle del papa. Non solo. Hanno convalidato l’idea che, sotto sotto, il vero pensiero del Vaticano non è quello misurato della diplomazia ufficiale, ma quello più brutale “candidamente” formulato dal cardinale.

Nel discorso al corpo diplomatico della mattina di giovedì 8 gennaio Benedetto XVI si è così espresso sul conflitto in Terra Santa:

La nascita di Cristo nella povera grotta di Betlemme ci conduce naturalmente ad evocare la situazione nel Medio-Oriente e, in primo luogo, in Terra Santa, dove, in questi giorni, assistiamo ad una recrudescenza di violenza che provoca danni e immense sofferenze alle popolazioni civili. Questa situazione complica ancora la ricerca di una via d’uscita dal conflitto tra Israeliani e Palestinesi, vivamente desiderata da molti di essi e dal mondo intero. Una volta di più, vorrei ripetere che l’opzione militare non è una soluzione e che la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente. Auspico che, con l’impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella striscia di Gaza sia rimessa in vigore – ciò che è indispensabile per ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione – e che siano rilanciati i negoziati di pace rinunciando all’odio, alle provocazioni e all’uso delle armi. È molto importante che, in occasione delle scadenze elettorali cruciali che interesseranno molti abitanti della regione nei prossimi mesi, emergano dirigenti capaci di far avanzare con determinazione questo processo e di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione. A questa non si potrà giungere senza adottare un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte”.

Sono parole del tutto conforme ai canoni fin qui osservati dalla diplomazia vaticana, su questo terreno. Nelle cose dette e in quelle non dette, come analizzato pochi giorni fa nel servizio di www.chiesa intitolato: A Gaza il Vaticano alza bandiera bianca.

A proposito di questo servizio, “Avvenire” ne ha ripreso e discusso alcune tesi in due editoriali consecutivi, firmati da Andrea Lavazza il 7 e l’8 gennaio, molto utili nel chiarire le reali posizioni della Chiesa sul quadrante israelo-palestinese.

© Copyright Settimo Cielo, il blog di Sandro Magister consultabile qui

Non sono ipocrita e plaudo incondizionatamente alle riflessioni di Sandro Magister.
Al Vaticano dico: DRINNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN!!!
Si pensa di rendere un servizio al Papa comportandosi come ci si sta comportando?
Non e' ora di darci un taglio e di farla finita?

R.

18 commenti:

Luisa ha detto...

Altrimenti finiremo per credere che chi agisce in maniera a mettere regolarmente in difficoltà il Santo Padre o lo fa apposta....e non voglio crederci...o è semplicemente incompetente, privo della dovuta formazione, anche in comunicazione, formazione che mi sembra più che importante ai nostri giorni .
Ci sono i silenzi assordanti quando si dovrebbe parlare, o almeno quando i cattolici si aspettano che i loro pastori parlino, e ci sono le parole non solo superflue ma controproducenti che i pastori regolarmente confidano ai media che non domandano di meglio per creare e nutrire le polemiche .

Poi amici lasciatemelo dire, non poteva pensarci il cardinal Martino che il giorno dopo il Santo Padre riceveva il corpo diplomatico?
Il semplice buon senso non avrebbe dovuto suggerirgli di tacere o esprimersi altrimenti?

Raffaella ha detto...

Cara Luisa, voglio pensare anche io ad un errore di comunicazione commesso in buona fede, ma sinceramente questi scivoloni cominciano ad essere un po' troppi e io non sono disposta a stare in silenzio.
R.

Anonimo ha detto...

scusatemi, ma io non capisco:

le parole incriminate di Martino

"A pagare sono sempre le popolazioni inermi. Guardiamo le condizioni di Gaza: assomiglia sempre più ad un grande campo di concentramento."

sono una "boutade" come dice Magister o denunciano una situazione reale?

Nel secondo caso, se cioè Martino avesse semplicemente descritto come stanno le cose, forse che il Santo Padre avrebbe da temere la verità?

Oppure sono le tinte forti usate da Martino, politicamente scorrette a dare fastidio?

Luigi

Raffaella ha detto...

E' l'inopportunita' unita ad i toni a lasciare perplessi.
Il cardinale non e' ne' il Papa ne' il Segretario di Stato per cui sarebbe auspicabile che ciascuno mantenesse una certa linea di condotta.
Mi sembra di essere ad Itaca: Penelope tesse la tela di giorno per poi disfarla di notte.
R.

SERAPHICUS ha detto...

Cara Luisa, credo che le Sue peggiori preoccupazioni siano molto vicine alla realtà.

Per quanto riguarda questa Eminenza: non è la prima volta che mette in difficoltà il Pontefice. Ha cominciato immediatamente dopo la sua elezione con le sue parole assolutamente inappropriate sulla situazione "tanto migliorata" della Chiesa in Cuba - uno schiaffo ai pastori dell'isola.

E' ora che questo misto tra incompetenza e protagonismo lasci i suoi incarichi. Per fortuna l'anagrafe giuoca a favore della Chiesa. Non vedo l'ora di sentir parlare del "presidente emerito" di questo strano consiglio.

Mi piacerebbe tanto iniziare un discorso sulla "riforma della curia". Personalmente comincerei con la chiusura della quasi totalità dei pontifici consigli. a cominciare con quello per i laici e della salute, e un ripensamento radicale sul senso e non senso di organismi, lo scopo dei quali pare consistere solo nella produzione di carta straccia.

SERAPHICUS

Raffaella ha detto...

Io farei un bel cambio di poltrone, alcune delle quali potrebbero essere date in beneficenza. Aprirei tutte le finestre dei Sacri Palazzi giusto per fare entrare aria nuova e, se possibile, pulita.
Il Papa Penelope sta subendo un po' troppi sgambetti negli ultimi tempi e la cosa, signori cari, non poteva e non puo' passare inosservata.
Avete un po' esagerato, non vi pare?
C'e' comunque una bella differenza fra Benedetto e Penelope: quest'ultima decideva in prima persona di disfare la tela.
Il Papa, al mattino, scopre dalla lettura dei giornali che altri hanno strappato il suo lavoro diurno.
R.

SERAPHICUS ha detto...

Cara Raffaella,
è estremamente difficile fare un "cambio di poltrone" perchè l'andazzo degli ultimi decenni ha impedito la formazione di personale adeguato. Mi piace invece l'idea della beneficenza. ;)

Le cose sono molto intricate; decenni di malcostume e cattiva formazione hanno portato a una situazione che è quasi senza via d'uscita: manca il personale; mancano uomini adeguati al episcopato. E' diventato difficile nominare cardinali. L'intelligenza viene combattuta come pericolo ecc. ecc.

Si pensi solo a ciò che era successo con il Summorum Pontificum. Ma per fortuna possiamo sperare nella presenza dello Spirito Santo - che ci ha donato questo Papa.

Raffaella ha detto...

Nella speranza siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi (Rm 8 ,24)
Benedetto XVI

Confido nello Spirito e nel fatto che, come ci insegna il Papa, e' Lui che guida la Chiesa.
Benedetto e' un grande faro che irradia una gran bella luce, ma vorrei che ci fossero anche altre luci di "contorno" :-)
Purtroppo ne vedo poche...
R.

Luisa ha detto...

Il PCL, pontifico consiglio per i laici, Seraphicus lei gira il coltello nella piaga....

Anche l`allora cardinale Ratzinger, parlava della necessità di una riforma della Curia che soffocava sotto una tonnellata di carta sovente inutile.
Diventato Papa, confrontato alla tonnellata dei suoi impegni, procede lentamente e a colpi di pennello come è nel suo stile.
Noi che guardiamo dall`esterno, vediamo delle cose che non possono non suscitare domande e lasciarci perplessi.
Vediamo correnti d`aria, venticelli vaticani, osserviamo incomprensioni, quando non sono dissensi, subiamo silenzi incomprensibili o parole fuori luogo e fuori tempo.
Ma in realtà non dovrei essere stupita, certi comportamenti sono solo il frutto del protagonismo, individualismo, relativismo che hanno invaso anche il clero, ai quali si aggiunge l`indisciplina che ne è il corollario inevitabile,

roberto b ha detto...

le cose sono due:
o il papa è prigioniero della curia e ha dei poteri limitati che farebbero pensare ad un pontificato debole, oppure il santo padre va più d'accordo coi suoi sottoposti di quello che sembra.
facciamo l'esempio di tettamanzi:
su questo blog viene tartassato in tutti i modi, ma a me non sembra che il papa sia infastidito dal comportamento del vescovo di milano.

mariateresa ha detto...

Credo che il papa, anche da cardinale fosse un corpo estraneo nella Curia, uno non legato a cordate e che non faceva il simpatico per compiacere ai giornalisti. Ricordiamoci che ha accettato per 25 anni un incarico che nessuno sgomitava per ottenere. E' anche per questo, oltre che per il suo cervello , che piaceva a GPII. E' un uomo leale e libero. A volte anche molto solo. Non prigioniero, ma a volte solo.E molti fedeli questo lo avvertono e per questo gli vogliono bene. Non solo perchè è il papa, ma perchè è una bella persona.
Non ha inoltre motivo per mettersi in scontro con Tettamanzi, perchè volere o volare,il cardinale rappresenta una parte della Chiesa italiana e come pastore universale il papa cerca di guidare tutti con spirito di unità e comunione. Magari facessero tutti così, prima di aprire le boccacce e fare i pavoni con i giornali.Per farsi appiccicare le solite etichette di conservatori o progressisti tranne l'unica etichetta che conta, quella di ministri della Chiesa.

Luisa ha detto...

Roberto le sue due ipotesi sono, come dire, reduttrici e semplificatrici all`estremo.
Lei crede veramente che Benedetto XVI rimproverebbe pubblicamente i suoi fratelli nell`episcopato?
Non siamo di certo noi a sapere ciò che realmente si dice e succede all`interno della Curia, non sappiamo come, se e quando il Santo Padre interviene , ciò di cui sono certa e che se lo fa, lo fa con la discrezione e capacità di ascolto e conciliazione che gli sono proprie.
Ciò che noi sappiamo è ciò che gli abituali anonimi con grande coraggio e trasparenza svelano ai media compiacenti, grandi e piccoli scoop, indiscrezioni varie, il più sovente false, ciò che noi vediamo sono silenzi o dichiarazioni incomprensibili , ma ciò che è sicuro è che il tutto è sempre afferrato con rapidità dai media che se ne servono per creare problemi e alla fine tentare di discreditare Benedetto XVI, suscitare polemiche, creare problemi.
La storia recente è piena di esempi. Inutile ricordarli.
Non è certo il ruolo del Papa di intervenire pubblicamente per riprendere vescovi, cardinali indisciplinati o insubordinati o imprudenti, ma lo ripeto non siamo certo noi a sapere se, come e quando interviene .
Benedetto XVI agisce con discrezione ma sa anche far prova di fermezza come in Francia quando si è rivolto ai vescovi francesi.
Forse non è il caso di tirare troppo sulla corda!

roberto b ha detto...

allora se veramente il papa ha tutto sotto controllo, se veramente interviene con discrezione la dove serve(sicuramente è così), allora perchè agitarsi tanto per le dichiarazioni di questo o quel prelato?

cara mariateresa io non credo ad un cardinale ratzinger estraneo e poco simpatico alla curia, solo il fatto che sia stato eletto papa vuol dire che qualche amico ce l'ha.

Raffaella ha detto...

Perche' il protagonismo di pochi rischia di rendere nulla la buona volonta' di molti.
R.

Anonimo ha detto...

Il cardinal Martino ha semplicemente fatto il suo dovere, di fronte ad un genocidio ha levato in alto la voce del Cristo, ha detto la Verità. E non sia mai che magari fra 50 o 60 anni la Chiesa venga accusata di aver taciuto davanti ad una violenta e demoniaca aggressione con armi ultrasofisticate a danno di una popolazione inerme ed affamata, a danno soprattutto di bambini innocenti. Una volta che un membro autorevole della Chiesa non ricorre al "diplomatico" silenzio, lo vogliamo lapidare?

Raffaella ha detto...

Non spetta a Martino prendere decisioni sulla linea diplomatica della Santa Sede.
Esiste una Segreteria di Stato che si occupa di questi temi.
R.

mariateresa ha detto...

certo, Roberto, qualcuno l'ha apprezzato il cardinale Ratzinger se l'ha eletto al Coclave. Dopo 25 anni qualcuna delle sue qualità è probabile che fosse evidente magari in un panorama non proprio di giganti. Ma io non credo che sia ventriloquo di nessuno e molto molto libero. Una cosa è certa, era quello più stimato da GPII.
Ed era uno dei pochi a permettersi di manifestare il suo dissenso pur rimanendo leale.
Tu ne vedi molti oggi di uomini così in Curia? Non fra i collaboratori oscuri , ma fra quelli che finiscono sui media?

Luisa ha detto...

allora se veramente il papa ha tutto sotto controllo, se veramente interviene con discrezione la dove serve(sicuramente è così), allora perchè agitarsi tanto per le dichiarazioni di questo o quel prelato?

Caro Roberto, purtroppo, apparentemente, visto dall`esterno, non sembra che gli eventuali e probabilmente sicuri interventi di Benedetto XVI, abbiano tutto l`effetto voluto.
Non impediscono di certo i suoi fratelli vescovi di regolarmente creare problemi e-o polemiche o ancora confusione con le loro dichiarazioni imprudenti, poco "nuancées", quando non sono contrarie al magistero petrino.
Non impediscono i soliti coraggiosi ignoti di rispondere ai microfoni tesi quando non sono loro a sollecitarli.
Quello che resta poi nell`opinione pubblica è il rumore di chi parla non è il silenzio di chi agisce con dicrezione .
Quello che resta è la confusione, il disorientamento, l`incomprensione dei cattolici che dovrebbero avere una parola forte, chiara e sopratutto armoniosa da parte dei loro pastori .