lunedì 12 gennaio 2009

Pedofilia e riti satanici crescono i reati dei preti (La Rocca)


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Pedofilia e riti satanici crescono i reati dei preti

di ORAZIO LA ROCCA

CITTÀ DEL VATICANO

Rubare ostie consacrate per usarle in riti satanici; violare il segreto della confessione; commettere peccati sessuali da parte di un ecclesiastico o di una religiosa, a partire dalla pedofilia; abortire o rendersi corresponsabile dell'interruzione volontaria della gravidanza; aggredire o offendere la persona del Papa.
Sono i 5 "grandi" peccati per essere assolti dai quali non è sufficiente confessarsi, ma occorre una speciale dispensa papale emanata da un dicastero pontificio ad hoc, la Penitenzieria Apostolica, retta attualmente dal cardinale James Stafford. Peccati, dunque, gravissimi per la Chiesa, in forte crescita, specialmente - spiegano in Vaticano - attraverso l'aborto, la violazione del celibato sacerdotale e la profanazione delle ostie, un delitto, quest'ultimo, in aumento in particolare tra le sette dell'America Latina e in Europa.
Peccati non a caso chiamati "Delitti riservati alla Santa Sede", il cui "ministero" di competenza - il più antico dicastero vaticano fondato nel 1200 da papa Onorio III - ogni giorno è chiamato a far fronte ad un superlavoro per rispondere alle richieste di "assoluzione e perdono" inviate da preti e vescovi di tutto il mondo.
Un lavoro delicato e riservato, svolto da un organismo interno al dicastero chiamato Congresso presieduto dal cardinale Stafford, affiancato dal vescovo Reggente Gianframco Girotti e da dieci membri, abituati da sempre ad operare con discrezione e senza pubblicità per far fronte alle migliaia di richieste avanzate dai sacerdoti che chiedono l'assoluzione papale per i 5 grandi peccati riservati alla S. Sede. "Numeri non ne possiamo fare, ma posso assicurare - ammette monsignor Girotti - che è un lavoro costante e molto rilevante". Ogni pratica viene evasa nel giro di una giornata.
"Anche se ci possono essere casi - aggiunge il Reggente - che richiedono più sedute e doverosi approfondimenti per meglio verificare se il pentimento è autentico, spontaneo e sincero". Facile immaginare che tra questi casi un posto importante è occupato dalle richieste di perdono avanzate per quei sacerdoti che si sono macchiati del delitto di pedofilia, come è avvenuto recentemente negli Usa, e più in generale per la violazione del celibato sacerdotale.
Da domani se ne parlerà nel simposio pubblico di due giorni organizzato per la prima volta dalla Penitenzieria nella sede di piazza della Cancelleria 1, a Roma.
Presenti il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, i vescovi Gianfranco Ravasi e Rino Fisichella, il professore Agostino Borromeo, docente alla facoltà di Scienze politiche all'università La Sapienza di Roma, teologi e moralisti. "È la prima volta che questo nostro dicastero dà vita ad un incontro pubblico", preannuncia monsignor Girotti. "Lo facciamo - sottolinea l'alto prelato - non per metterci in vetrina, ma per dimostrare che non siamo un dicastero burocratico, ma di grazia e di misericordia, che su delega del Santo Padre, dà vita e senso ad uno dei sacramenti più importanti, la confessione".

© Copyright Repubblica, 12 gennaio 2009 consultabile online anche qui.

13 commenti:

Giovanni ha detto...

L'abilità manipolativa di Repubblica si fa sempre più sottile.
Da come viene posta la notizia, sembra che ci siano sempre più sacerdoti che si macchiano di "reati". Addirittura si macchierebbero di riti satanici i sacerdoti stessi.
Invece, sacerdoti e vescovi, sono quelli che non potendo essi assolvere in confessione fanno richiesta al Santo Padre dell'assoluzione richiesta dal fedele.
Ma si sa, detta così, che polemica si potrebbe montare!?

Raffaella ha detto...

Esatto, caro Giovanni, vediamo dove andiamo a parare...
R.

Lapis ha detto...

l'articolo non mi sembra malvagio, è il titolo che è completamente fuorviante! Chi l'ha deciso, il giornalista o la redazione?

ilsanta ha detto...

"...violare il segreto della confessione; commettere peccati sessuali da parte di un ecclesiastico o di una religiosa, a partire dalla pedofilia...."

Mi pare ovvio che questi due peccati non possano essere compiuti da un laico, quindi per questi due "peccati" il titolo è corretto...

don G.Luigi ha detto...

IlSanta perché vuole essere così scorretto da sostenere il titolo in questione. È chiaro che chiunque legga lo interpreta come se i preti fossero ancor più dediti alla pedofilia e addirittura ai riti satanici. Io ho capito questo e ho letto l'articolo credendo di trovarvi episodi di preti alle prese con riti satanici e invece vi trovo il commento illuminato de ilSanta.

La sua affermazione ha solo un nome:
disonestà intellettuale.

elena ha detto...

quel che si capisce dal titolo e' che i preti fanno riti satanici
Elena

Anonimo ha detto...

Il titolo in questione comunque dice una cosa assolutamente sbagliata: associa "tout court" il termine reato a quello di rito satanico. Per la legge italiana il satanismo non è assolutamente un reato ma al contrario un "credo" tutelato dalla costituzione (il reato si profila, ovviamente, soltanto quando una setta o un gruppo, satanico o no, viola le norme penali come nel caso del
compimento di abusi psicologici, fisici o sessuali o finanche della consumazione dell'omicidio). Detto questo non si capisce come si faccia a parlare di crescita dei reati senza portare alcuna cifra. O si scrive a vanvera o i numeri non ci sono (e quindi si parla a vanvera), o i numeri ci sono ma non parlano di aumento (allora si mente), o i numeri ci sono (allora si tace il vero). Comunque sia nei miei confronti questa Testata giornalistica non ha fatto una figura brillante.

Stefano

ilsanta ha detto...

"La sua affermazione ha solo un nome:
disonestà intellettuale."

Leggo ancora l'italiano, e nell'articolo appaiono questi geroglifici "commettere peccati sessuali da parte di un ecclesiastico o di una religiosa, a partire dalla pedofilia"

Visto che nel mondo non sono tutti ecclesiastici o religiose, mi risulta difficile che altri possano commettere QUESTO specifico peccato.
Nemmeno la confessione è materia dei laici o Lei, a meno che non sia sacerdote, va in giro a confessare la gente?
Solo per questi due specifici peccati il titolo dell'articolo è azzeccato, lo ho ribadito anche nel post precedente.
Consiglio di leggere prima di commentare a sproposito ....

Giovanni ha detto...

Caro fratello "ilsanta",
tutti conosciamo l'italiano, ma tutti sappiamo che per montare ad effetto un articolo ci vuole poco.
L'articolo, dal titolo equivoco, comincia elencando le attribuzioni della Penitenzieria Apostolica. Ad un lettore sprovveduto, collegando al titolo le prime righe dell'articolo, potrebbe sembrare che tali peccati (chiamati dal "giornalista" reati) siano commessi dai preti. Passi questo.
Di questi, poi, all'interno dell'articolo ne vengono menzionati in aumento (senza dati) solo tre: aborto, celibato e profanazione di ostie. Noti da solo che solo uno, il celibato, è imputabile esclusivamente a sacerdoti.
Il peccato di pedofilia, inoltre, viene menzionato non virgolettato e con le parole "facile immaginare che...". Con questo già notiamo come si faccia dire al prelato qualcosa che non ha detto.
Insomma, negare che ci sia una volontà manipolativa della notizia mi sembra un'arrampicata sugli specchi.
Verificheremo, comunque, come verrà data la notizia a margine del simposio di domani.
Prevedo che sarà poco approfondito il ruolo della Penitenzieria, e molto amplificato qualche esempio o caso emblematico.
Sperando di essere contraddetto con i fatti,
ti saluto,
Gianni

Anonimo ha detto...

"Pedofilia e riti satanici crescono i reati dei preti (La Rocca)"

"...commettere peccati sessuali da parte di un ecclesiastico o di una religiosa..."

Scusate, mi spiegate quali peccati sessuali sono REATI? La violazione del celibato sacerdotale è un REATO?
Stiamo scherzando?
Federico

ilsanta ha detto...

"Insomma, negare che ci sia una volontà manipolativa della notizia mi sembra un'arrampicata sugli specchi."
Non lo nego, come non si dovrebbe negare che se, sottileneo se, questi peccati sono in aumento vuol dire che parte dei peccatori "aggiuntivi" (40% circa?) sono ecclesiastici ... tutto qui ....

Anonimo ha detto...

Osservo che quanto asserivo nel precedente post, essendo basato su elementi certi ed evidenti, è inattaccabile nel merito (anzi vedo che è anche condivisibile). Consiglio fraternamente a chiunque di non rilasciare patenti di disonestà intellettuale a sproposito perchè ciò potrebbe essere interpretato come prova provata di scarsa onestà intellettuale. Riguardo l'educato invito a leggere prima di commentare penso che chiunque possa valutare personalmente se il mio precedente post deriva o meno da una lettura critica ed accurata dell'articolo in questione.

Saluto cordialmente tutti i blogger e la curatrice Raffaella.

Stefano.

don Marco (penitenziere) ha detto...

Invito "ilsanta" e i redattori di Repubblica a cercarsi prima la brochure con i relativi interventi che avranno luogo, a leggerli in modo approfondito, a capire con esattezza gli argomenti che verranno trattati e poiiiiiiiiiiiiii a redigere articoli e commenti.
Visto che ho qui davanti l'invito, con tutti gli allegati e connessi, se la maestra delle elementari mi ha insegnato bene a leggere e a capire ciò che è scritto, penso che verranno trattate questioni decisamente diverse e opposte da come sono state presentate e commentate.
Ho capito che Repubblica ha bisogno di risalire la china, ma se continua a dire falsità dubito che questa operazione editoriale possa riuscire.