martedì 24 febbraio 2009

La disperazione del povero Kung: La Chiesa rischia di diventare una setta (Le Monde)

La risposta del cardinale Sodano, Decano del Collegio cardinalizio, alle critiche del teologo Hans Küng, apparse su "Le Monde" e "La Stampa" (R.V.)

Chi legge il francese e vuole farsi due risate puo' leggere questa intervista a Hans Küng rilasciata a "Le Monde". La giornalista e' completamente appiattita sul personaggio.
Trovate una traduzione in italiano dell'intervista qui.
Troverete delle risposte interessanti come quella, chiarissima, della ermeneutica della rottura del Concilio Vaticano II.
Caro Küng, si e' mai chiesto come mai ci sia crisi nelle vocazioni?
Se avesse ragione Lei, le chiese tedesche ed austriache sarebbero traboccanti di fedeli visto che i vescovi pendono dalla Sua penna e dalle Sue labbra.
Come mai sono clamorosamente vuote? Che cosa non funziona, Küng, nella Sua visione delle cose?
Mancano i preti? Questa non e' una novita' e ci si dovrebbe chiedere come mai la penuria investe principalmente la Chiesa Cattolica tedesca, austriaca, francese, belga, olandese.
Strano! E' proprio in questi Paesi che si verifica l'esodo dei Cattolici verso altre fedi o verso i Lefebvriani.
Come mai, caro Küng?
Che cosa c'e' che non va?
Quanto al Papa, lo ammetta: ha dimostrato piu' rispetto il Santo Padre per Lei quando l'ha invitata a Castel Gandolfo (io non l'avrei fatto) della Sua persona che sbraita perche' Benedetto XVI non dice e non fa quello che Lei vorrebbe che dicesse e facesse.
E' facile fare l'eroe sui media amici, vero Küng?

Da notare, cari amici: nonostante cio' che dice questo signore, nessuno l'ha mai scomunicato!
Chi sono gli oscurantisti?

R.

16 commenti:

mariateresa ha detto...

mi pare sia stato Balthasar a dire, quando era in vita, s'intende, che ormai Kung era arrivato alla conclusione che Gesù era soltanto un rabbino molto istruito. Lui la mena sulle faccende che eccitano i media. Ma in realtà, c'è dell'altro.
E' incredibile come i media pendano come se fosse la Sibilla di Cuma e i commentatori nei media pensano e scrivono copiaincollati.
Ma è normale una roba così?

Anonimo ha detto...

La cosa divertente è l'autopubblicità alle proprie voluminose opere, che troneggiano sulla scrivania. E che stavolta non parli di quote rosa e che nemmeno la giornalista gliele ricordi. Saluti, Eufemia

veritas ha detto...

in una intervista a la croix del 26 gennaio scorso,lo storico emile poulat diceva a proposito delle vocazioni al sacerdozio:

È il problema dei progressisti cristiani: non hanno posterità. Questo cattolicesimo militante, fondato
sulla promozione del laicato, non si è preoccupato della promozione del clero,si è quindi
condannato a deperire.

FONTE DICI

tempo una generazione e di kung non resterà che un pallido ricordo.

mariateresa ha detto...

eh, caro veritas non mettermi delle illusioni...

Anonimo ha detto...

Hai ragione, Raffaella, mi son fatta più di due risate! :-)

Caterina63 ha detto...

Per il povero Kung la Chiesa era già diventata una sètta con Giovani Paolo II pechè non concesse l'aborto, il divorzio, il matrimonio ai preti e il sacerdozio alle donne....cosucce da nulla ^__^

Benedetto XVI ebbe davvero la santa pazienza di riceverlo appena eletto Papa....uscendo da quell'incontro Kung ammise che anche con Benedetto XVI per la Chiesa come la voleva lui non c'era speranza....e per questo innalzammo già in quella estate 2005 un grande Te Deum Laudamus!
^__^

i tipi come Kung ci confermano che la Chiesa mantiene la giusta rotta...
Grazie per questo Kung! Dio ti sconti la pena!
^__^

Caterina63 ha detto...

veritas ha detto...

in una intervista a la croix del 26 gennaio scorso,lo storico emile poulat diceva a proposito delle vocazioni al sacerdozio:

È il problema dei progressisti cristiani: non hanno posterità. Questo cattolicesimo militante, fondato
sulla promozione del laicato, non si è preoccupato della promozione del clero,si è quindi
condannato a deperire.

************************

A questa importante osservazione suggerisco di leggersi un Documento del 1983 a firma del'allora card. Ratzinger:
SACERDOTIUM MINISTERIALE

LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA
SU ALCUNE QUESTIONI
CONCERNENTI IL MINISTRO DELL’EUCARISTIA
http://www.vatican.edu/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19830806_sacerdotium-ministeriale_it.html

dove si spiega proprio questo problema, ossia, l'aver favorito un certo laicato a dscapito del Sacerdozio...
Vorrei sapere infatti quali e quanti Vescovi abbiano, dal 1983, applicato questo Documento....

sursum corda....

Anonimo ha detto...

L'abate rockettaro di Sant'Anselmo, eletto capo di tutti gli abati, che sarà accanto al Papa nella processione aventiniana, cerca di stemperare le polemiche in una intervista alla SDZ.I tedeschi che vivono a Roma, anche quelli etichettati come progressisti, magari in ritardo, hanno cominciato a ragionare.Saluti, Eufemia
http://www.katholisch.de/Nachricht.aspx?NId=490

gianni ha detto...

"Voi divenite come belve, uno morde l’altro".
"Se vi mordete e vi divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni con gli altri… Camminate secondo lo Spirito".
Nemmeno San Paolo, il grande convertito, può e potrà convertire Kung, purtroppo. “Dove la fede degenera in intellettualismo e l’umiltà viene sostituita dall’arroganza di essere migliori dell’altro” lì inizia “l’assolutizzazione dell’IO” che rende impossibile ogni realizzazione del Sé nella adesione ad una Verità che è altro da sé. Lì nascono le sette (anche se non vengono riconosciute come tali perchè pretendono di stingersi nel grande grembo della Chiesa e pretendono, anzi, di interpretarsi come vera ed unica chiesa)!
Papa Benedetto ha ben visto il pericolo di queste degenerazioni, come al solito, con grande intelligenza!
Le ferite e le cicatrici che hanno lasciato e continuano a lasciare questi intellettualismi settari mi sembano difficilmente rimarginabili. Chissà se il tempo riuscirà a farli scomparire, come alcuni di voi dicono!
Questo peccato di superbia intellettuale (tipico del nostro tempo) distrugge e porta danni diffusi e, come tali, incalcolabili!
Chissà come, quando (e se) ci sarà dato di ricominciare a pensare e a pensarci, come “semplici”, di ricominciare a pensare e a pensarci in un contesto di condivisione e di riconoscimento della pre-valenza di un CREDO che sta sopra e al di fuori delle nostre piccole teste, del nostro piccolo “modo di vedere le cose”. Pieni come siamo delle nostre saccenze, chisà se riusciremo più, noi (semplici credenti) e loro (i Kung, gli abati, gli emeriti...) a riconoscerci, anche, e umilmente in una Guida!
Dopo aver ricevuto le “ceneri”, questa mattina, non riesco ad essere ottimista come alcuni di voi.
Che lo Spirito illumini noi, i semplici, e loro, i "complicati"!

Raffaella ha detto...

Non so se gli strappi arrecati alle veste di Cristo da alcuni (molti) intellettualismi potranno mai essere rammendati, ma preghiamo per il buon "sarto" Benedetto affinche' possa proseguire nel suo delicato compito.

ps La maggiorparte di voi riceveranno o hanno ricevuto le Ceneri oggi.
Nel rito ambrosiamo la Quaresima inizia domenica e, quindi, siamo ancora in pieno Carnevale.
R.

ulderico ha detto...

Chiedo lume su una faccenda:
kung dice che Ratzinger era un conservatore, diventato progressista e poi ritornato conservatore in seguito al trauma del 68.
A me risultava, ma da fonti "giornalistiche", che Ratzinger venne tacciato come "sospetto modernista" gia' all'epoca delle tesi accademiche. Cosa intende per origine conservatrice?
Che faceva il chierichetto o faceva le preghiere?
Insomma non conosco un primo Ratzinger conservatore, almeno a non riferirsi quando faceva il chierichetto...

Raffaella ha detto...

Dici bene Ulderico...
R.

ulderico ha detto...

ho letto in italiano oggi sulla stampa l'intervista a kung.
Io devo imparare ancora molto sul ruolo del papato. Ma forse e' li che si gioca, anche, la chiave in cui "cozza" kung.
L'infallibilita' papale, la figura papale, va accettata. Non tanto il papa (uomo) che al momento la rappresenta.
Una volta lessi "essere cristiani" di kung.
Mi interessava, come al solito, l'escatologia: ma se egli dice che Gesu' si sbaglio' pensando che il regno di Dio fosse vicino, quasi essendo lui stesso un avventista non riesco a capire bene come faccia a dire che il cristianesimo, sui temi ultimi, abbia ancora una possibilita' e non sia fallito del tutto.

ulderico ha detto...

E poi non ci sarebbe niente di male se la chiesa fosse una setta. I primi cristiani non erano una setta?
La cosa importante e' che la chiesa faccia la volonta' divina.
Non mi ricordo bene ma penso che kung "cozzi" contro la figura del papa (qualunque papa).
Non sono tanto le sue idee "progressiste", almeno alcune, l'inciampo. Un domani qualche papa, io penso, potrebbe pure farle sue. Ma se non riconosciamo la figura del papa (magari provvidenzialmente "blindata" da pio IX con l'infallibilita' ex catedra proprio per questi tempi di dispersione..) sfasciamo, forse, uno dei cardini della chiesa cattolica.
ps: mi scuso per la confusione e per le "parole vane".
rips: sono stato per anni un "progressista" e paradossalmente avventista apocalittico, quindi sono "nuovo" nell'approfondire la figura del papa...

ulderico ha detto...

“Dove la fede degenera in intellettualismo e l’umiltà viene sostituita dall’arroganza di essere migliori dell’altro” lì inizia “l’assolutizzazione dell’IO” che rende impossibile ogni realizzazione del Sé nella adesione ad una Verità che è altro da sé.
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parole sante.
Magari ragionare e dialogare non e' un male, ma alla fine ci deve essere una certa virtu' dell'obbedienza.
In quanto all'intellettualismo e' un ismo, quindi estremismo.
La fede non e' solo cultura, ne solo ragione.
Sara' questo che intendeva il papa?
Cordiali saluti a tutti

Anonimo ha detto...

Capitato su questo blog per caso. Direi che questo modo di intervenire televisivo, basato sull'aggressione dell'interlocutore considerato come nemico impedisce qualunque tipo di comprensione reale e di progresso nella riflessione. Esprimersi così può solo servire a sentirsi forti nell'alzare la voce tra compagni di partito, non certo a confrontare il proprio punto di vista con quello altrui per arrivare a comprendere di più.
Saluti, Guido.