venerdì 27 febbraio 2009

Una bellissima testimonianza: don Salvatore Del Ciuco bacchetta Kung e manifesta affetto al Papa


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Del Ciuco bacchetta Kung

Viterbo - 27 febbraio 2009 - ore 19,00

Salvatore Del Ciuco

Come cristiano e come sacerdote sento di dire tutta la mia amarezza per quanto il teologo tedesco Hans Kung ha detto, in questi giorni, intervenendo alla trasmissione di Lucia Annunziata e riportato poi dal quotidiano torinese ‘La Stampa’.
Un attacco infondato pieno di astio contro il Papa e le sue scelte e linee pastorali.
Proprio da un teologo che per tanto tempo ha lavorato in Germania a gomito con Joseph Ratzinger.
Nella sua intervista ha snocciolato una serie di accuse che sono solo disinformazione e pesanti e ingiustificate contestazioni nei confronti del pontefice la cui cultura e preparazione sono universalmente riconosciute.
Il prof. Kung accusa il papa di ‘non lavorare in collegialità con i vescovi’ di ‘voler dividere la chiesa’ di ‘voler frenare e ignorare il Concilio ’ pretendendo di suggerire egli stesso come dovrebbe il papa riconoscere ‘la libertà religiosa, di coscienza,le relazioni con le altre religioni, con l’Islam, con il mondo secolare e quello delle riforme’.
Scusate se è poco ! Il teologo ribelle ci spiega poi perché il papa ha revocato la scomunica ai vescovi Lefrebviani.
Secondo lui, quello del papa è solo il gesto di ‘un papa tedesco che fa passi favorevoli verso un gruppo di antigiudei’.

Accuse troppo ripetitive e scontate, perché si travisa la vera intenzione del papa desideroso solo di riunire nell’unica chiesa di Cristo tutti i credenti compresi quelli più lontani.

E dimenticando che la riabilitazione della Fraternità San Pio X voleva essere un atteggiamento di riconciliazione compiuto dal Papa, condizionato peraltro all’accettazione del Concilio Vaticano II.

Una pessima intervista che il teologo tedesco poteva risparmiarsi. Anche perché le sue critiche, oltre che creare profonda amarezza a me , sacerdote, e penso anche a molti miei concittadini non ha fatto altro che accrescere la vicinanza e l’affetto al papa che è atteso con gioia il 6 settembre prossimo nella nostra città .

© Copyright Tuscia Web, 27 febbraio 2009 consultabile online anche qui.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Almeno Kung è stato allontanato dall'insegnamento nelle università cattoliche. Poi, per non fare altri martiri, sono stati lasciati dei professori molto peggio di lui, che stanno intimorendo quei pochi, come il vescovo Mixa, che hanno tentato di resistere al papicidio.Fintanto che concionavano sul sacerdozio femminile e la pillola si potevano rintuzzare, ma con un' accusa di antisemitismo e imperialismo roman o, hanno gioco facile.Saluti, Eufemia

euge ha detto...

"Una pessima intervista che il teologo tedesco poteva risparmiarsi. Anche perché le sue critiche, oltre che creare profonda amarezza a me , sacerdote, e penso anche a molti miei concittadini non ha fatto altro che accrescere la vicinanza e l’affetto al papa "

Già Kung nella sua intervista ha fatto soltanto un collage di tutte le critiche ormai scontate contro il Pontefice. La sua amarezza è anche la mia.

mariateresa ha detto...

quindi, Kung non è il peggio, dice Eufemia.
Allegria.

Viterbiensis ha detto...

"la riabilitazione della Fraternità San Pio X voleva essere un atteggiamento di riconciliazione compiuto dal Papa, condizionato peraltro all’accettazione del Concilio Vaticano II".

Non si sa che cosa intenda monsignor Del Ciuco per "riabilitazione". Se sta parlando della revoca della scomunica, dovrebbe sapere bene che la stessa non prevedeva nessuna condizione previa. Infatti la scomunica è stata tolta e basta. Se parla delle condizioni stabilite dalla Segreteria dopo lo scatenamento della canea, sulla scia della pressione mediatica ( bella figura!), allora non dovrebbe usare i verbi all'imperfetto, visto che la cosa, per quanto precaria, è ancora in piedi.
Magari il monsignore, invece di cavalcare per protagonismo l'onda mediatica, si potrebbe preoccupare dei mali della sua depressa diocesi, che sono tanti. Invece di chiacchierare di rispetto per il Papa, lui che è tanto influente, perché non inizia facendo pressione per far applicare il Motu Proprio, che dall'ordinario locale - e non solo - è visto come il fumo negli occhi? No, utopia pura, per una Chiesa locale allo sbando riguardo alla liturgia e molto altro. Non si è mai vista celebrare ufficialmente in diocesi una, dico una, Messa secondo il venerando rito tridentino. Per non parlare dello squallore e la piattezza del rito NO, le cui celebrazioni in latino per altro si contavano già sulla punta delle dita fino a trent'anni fa. Attualmente, non ci sono più neanche quelle. Le Messe NO in cattedrale poi durano oggi mezz'ora, e sono celebrate a tirar via. Altro che Hans Kung.