giovedì 26 febbraio 2009

Il retroscena: C’è chi soffia sulle polemiche contro il Pontefice (Tornielli)


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"Paolo dice: "Voi divenite come belve, uno morde l’altro".
Accenna così alle polemiche che nascono dove la fede degenera in intellettualismo e l’umiltà viene sostituita dall’arroganza di essere migliori dell’altro"
(Lectio divina del Santo Padre presso il Seminario Romano Maggiore)

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I problemi che Benedetto XVI si trova a risolvere sono vecchi di decenni. A lui il merito di avere voltato pagina su varie questioni (Di Giacomo...articolo da incorniciare!)

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Il retroscena C’è chi soffia sulle polemiche contro il Pontefice

di Andrea Tornielli

Papa Benedetto è nell’occhio del ciclone.
Prima per il caso del prelato lefebvriano Richard Williamson, le cui dichiarazioni negazioniste sulle camere a gas sono state divulgate da una televisione svedese quasi in coincidenza con la pubblicazione della revoca della scomunica ai quattro vescovi consacrati nel 1988 da monsignor Lefebvre.
Poi per il caso, meno eclatante ma non meno dirompente, del nuovo vescovo ausiliare di Linz, Gerhard Maria Wagner, già dimissionario perché apertamente contestato nella Chiesa austriaca a causa di alcune sue dichiarazioni sul ciclone Katrina che nel 2005 distrusse New Orleans (da lui definito un castigo di Dio), sui romanzi di Harry Potter (da lui bollati come pericolosi e diabolici), sull’omosessualità.
Proprio in seguito a questi due casi la Santa Sede attraversa un momento delicato e difficile. Critiche e attacchi non sono mai mancati ai Papi e a Papa Ratzinger: oggi però queste critiche e questi attacchi non provengono soltanto dai tradizionali pulpiti del dissenso, da teologi come Hans Küng o come Vito Mancuso, ma anche da alcuni esponenti dell’episcopato tradizionalmente più vicini a Benedetto XVI, com’è accaduto in Austria, dove tra i critici verso Roma per la nomina di Wagner quale ausiliare di Linz si ritrova il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn.
Nelle scorse settimane alcuni problemi sono stati ingigantiti, con strumentalizzazioni evidenti: si è voluto far credere che la Chiesa di Papa Ratzinger – Pontefice certamente amico degli ebrei, che da teologo ha riflettuto in modo particolare sul legame che unisce i cristiani al popolo dell’Antica Alleanza – avesse dimenticato se non rinnegato il Concilio Vaticano II, e avesse fatto marcia indietro rispetto alla ferma e inequivocabile condanna dell’antisemitismo.
È certo che Oltretevere, al di là delle strumentalizzazioni, si sono verificati intoppi e problemi, nel processo prima decisionale e quindi comunicativo, in relazione ad alcuni recenti eventi gestiti dai collaboratori di Benedetto XVI.
Tra gli inquilini dei sacri palazzi, dove peraltro non ci si nasconde l’esistenza di intoppi e problemi, c’è però chi è convinto che quella che si sta giocando in queste settimane sia una «battaglia» di dimensioni più vaste e più profonde di quanto appaia all’esterno, e che proprio i recenti episodi abbiano dato forza e riconquistata visibilità a quanti non hanno mai perdonato a Benedetto XVI di essere diventato Papa.
Gli stessi che avevano passato anni a dipingere Joseph Ratzinger come il «panzerkardinal», attribuendogli un ruolo frenante durante il pontificato di Giovanni Paolo II – una caricatura fuori dalla storia, dato che proprio Ratzinger è stato colui che più a lungo ha collaborato con Papa Wojtyla, e quest’ultimo non ha mai voluto accettare la richiesta di potersi ritirare avanzata a più riprese dal porporato – tornano ora ad affibbiargli gli stessi stereotipati cliché.

© Copyright Il Giornale, 26 febbraio 2009 consultabile online anche qui.

Aspetto sempre i colpi di ramazza...finora non ne ho visti!
R.

9 commenti:

mariateresa ha detto...

Buongiorno!
I due artcoli del Giornale sono buoni, ma secondo me si può dire di più. Già le polemiche di questi ultimi tempi hanno tolto un po' di nebbia su chi sono veramente questi personaggi o rematori all'incontrario o avversari storici. Ci sono, a me sembra, livelli diversi di atteggiamento e interessi diversi. Credo che questo non dovremmo mai dimenticarlo. L'arcivescovo di Vienna non parla come Kung anche se per entrambi viene voglia di confezionare la tipica bomboletta puzzolente di carnevale. D'altra parte il caso Wagner non è il caso Williamsonn anche se alcuni sommano tutto per ottenere quel risultato che è già nella loro testa prima di parlare.
E io interpreto l'intervento di Sodano, per quanto composto, in questo senso: va bene fare le rane dalla bocca larga con qualche giornalista, ma a distruggere la Chiesa e il ruolo del papato, non ci stiamo, perchè tra le altre, se non c'è chiesa e papato , noi cardinali chi siamo?Ridursi a editorialisti di Repubblica è un po' poco....
Penso che sia importante che il Giornale attiri l'attenzione su una situazione dove ci sono tanti punti oscuri, ma penso anche che sarà meglio schiarirli ancora questi punti.Che ognuno abbia un nome e un volto.
Quanto ai colpi di ramazza, sarebbe la soluzione più veloce. Ma qualcosa mi dice che non è così semplice.Forse mi sbaglio.

Anonimo ha detto...

Non condivido la sua posizione su il Cardinal Schönborn. Ha avuto ragione, per proteggere il Papa, ha fatto così.
Wagner, buon sacerdote, ha fatto delle dichiarazzione troppo forte, certo strumentalizatte. Ma dobbiamo essere prudenti. Dopo, si potrà nominare un altro, buono, perche son si pottra più riffiutare. Era meglio per Wagner, per la sua salute, perche gli opponenti sono feroci come i luppi. Prudenza et dobbiamo essere agili come i serpenti, sanza perdere la testa...

Raffaella ha detto...

Il cardinale di Vienna e' indifendibile, a mio avviso.
Proteggere il Papa?
Si e' protetto qualcuno, ma non certo Benedetto XVI.
R.

fr. A.R. ha detto...

Ah la ramazza! Meno male che la chiesa non è un partito politico o un governo del mondo: se no ad ogni cambio di idee o ideologie al potere ci sarebbero sai che ramazzate per tutti!
Il papa sa benissimo che c'è bisogno di due cose: VERITA' e RICONCILIAZIONE. La verità non si impone, ma splende e abbaglia chi vuole rimanere al buio e farà di tutto per spegnerla. E qui arriva il bisogno di riconciliazione: guai a dire troppo "lazzaroni, disgraziati, ranocchiacce...". Il papa potrebbe ben sfogarsi. Ma non lo fa. Continua a tendere la mano, perchè tutti rimangano sulla barca di Pietro. Come potrebbe un giorno presentarsi da Gesù e dirgli: "hai visto? li ho buttati tutti a mare!". Non credo che il suo Capo ne sarebbe soddisfatto, lui che è venuto a recuperare ciò che era perduto e riportare a casa la pecorella smarrita.
La medicina della Riconciliazione intraecclesiale, condita con una dose massiccia di Verità luminosa, che vaccina contro la mondana ideologia dell'accomodamento (ben diverso dall'aggiornamento) è la cura che ci vuole. E il papa, medico pazientissimo, sta cercando di prescriverla a tutta la Chiesa.

Anonimo ha detto...

Semplice vittimismo. Poi rimpallo tra giornali di diverse "posizioni.
Credo siano idde del giornalista, senza fondo di certezza.

Anonimo ha detto...

Il commento di fr. A.R. è VERAMENTE MONUMENTALE.
Meditate gente, meditate....

Caterina63 ha detto...

C'è da dire che anche il buon Tornielli dovrebbe farsi un esame di coscienza per come lascia ad uso e consumo il suo blog dopo aver lanciato le notizie scoop sui lefebvriani come avvenne a giugno del 2008 (fu un alta carneficina verbale fra cattolici) e lo scoop della revoca...Lui inserisce, ogni tanto commenta, ma per la libertà di stampa (con la confusione sul senso di libertà) non modera alcun intervento...e chi ci va di mezzo poi è il Papa...
^__^

ad ogni modo:

Anonimo ha detto...

Non condivido la sua posizione su il Cardinal Schönborn. Ha avuto ragione, per proteggere il Papa, ha fatto così.
Wagner, buon sacerdote, ha fatto delle dichiarazzione troppo forte, certo strumentalizatte.

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mi scusi anonimo, e quali sarebbero queste dichiarazioni FORTI del vescovo Wagner?
Si rammenti che lo stesso Ratzinger scrisse all'autrice dell'Herry Potter che tale romanzo è PERICOLOSO per l'educazione dei giovani....^__^

Riguardo agli Uragani incakkiati è ovvio che Dio non gode della morte delle persone..Egli non sta lassù a gettare saette contro bersagli inanimati....di conseguenza l'affermazione del vescovo va interpretata leggendo per esempio il Libro biblico di Giobbe o Gesù quando placa la tempesta...

Ma non sarà forse che non avendo nessuno invocato Dio per placare l'uragano Katrina la conseguenza dell'uragano, che avrebbe riposto ai comandi di Dio placandosi, non potrebbe invece aver seminato morte e devastazione?
La Natura è soggetta al Peccato come l'uomo, la sua instabilità non è solo un problema geofisico e scientifcio è anche di natura MORALE....
Questo lo dice la Bibbia eh!

Lapis ha detto...

grande fr. A.R.! Sono certa che ha sintetizzato e interpretato in maniera superba le intenzioni e lo stato d'animo del nostro amato Papa: verità e riconciliazione, le colonne portanti di questo immenso pontificato, che il Signore ci conceda molto, ma molto lungo.

Caterina63 ha detto...

Tra il commento di A.R. e la sottolineatura di Lapis che parladi colonne, mi avete fatto meditare, grazie!
VERITA' E RICONCILIAZIONE ci rammentano altre due colonne ma sempre della stessa medaglia, quelle del sogno di don Bosco, vi ricordate? la Barca con sopra Pietro era agitata e sbattuta da tutte le onde e tempeste, era attaccata da tutte le parti, ma Pietro andava avanti fino a scorgere DUE IMMENSE COLONNE dalle quali partivano due corde alle quali Pietro potè rassicurare la Barca, san Bosco vide in sima alle due colonne: L'EUCARESTIA E MARIA VERGINE, AUSILIATRICE....
ergo: RICONCILIAZIONE= sta per Maria, LA FIGLIA DI SION che ha riconciliato Israele con il Messia da parte di chi credette...e VERITA'= sta per Eucarestia....
^__^

Fraternamente CaterinaLD