venerdì 27 marzo 2009

Aids, Green (Harvard): io, scienziato laico, sto con il Papa


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AFRICA/ 1. Green (Harvard): io, scienziato laico, sto con il Papa

INT. Edward C. Green lunedì 23 marzo 2009

Il dott. Edward Green è il Direttore dell'AIDS Prevention Research Project della Harvard School of Public Health and Center for Population and Development Studies. Una voce autorevole in campo medico e con una grande esperienza nella lotta all'AIDS nei Paesi in via di sviluppo. Ilsussidiario.net lo ha intervistato in esclusiva.

Le dichiarazioni del Papa su AIDS e uso dei preservativi è al centro di un aspro dibattito e molti, da Kouchner a Zapatero, inclusa la UE, hanno definito la sua posizione come astratta e alla fine anche pericolosa. Qual è la sua opinione?

Io sono un liberal sui temi sociali e per me è difficile ammetterlo, ma il Papa ha davvero ragione. Le prove che abbiamo dimostrano che, in Africa, i preservativi non funzionano come intervento per ridurre il tasso di infezione da HIV. Hanno funzionato, per esempio, in Tailandia e Cambogia che hanno dinamiche epidemiologiche molto diverse.

In una recente intervista a National Review Online, lei ha detto che non vi è alcuna consistente relazione tra l’uso del preservativo e un più basso tasso di infezione da HIV. Può approfondire questa affermazione?

Quello che si riscontra in realtà è una relazione tra un più largo uso di preservativi e un maggiore tasso di infezione. Non conosciamo tutte le cause di questo fenomeno, ma parte di esso è dovuto a ciò che chiamiamo compensazione del rischio. Significa che chi usa i preservativi è convinto che siano più efficaci di quanto realmente sono, finendo così per assumere maggiori rischi sessuali. Un altro fatto che è ampiamente trascurato è che i preservativi sono usati in caso di sesso occasionale o a pagamento, ma non sono usati tra persone sposate o con il partner abituale. Perciò, una conseguenza dell’incremento nell’uso dei preservativi può essere un aumento del sesso occasionale.

Quindi, per quanto sorprendente, è provato che un maggior utilizzo di preservativi è collegato ad un più alto tasso di infezione?

Si è cominciato a notare qualche anno fa che, in Africa, i paesi con maggiore disponibilità di preservativi e tassi superiori di loro utilizzo avevano anche il più alto tasso di infezione da HIV. Questo non prova una relazione causale, ma ci avrebbe dovuto portare qualche anno fa a valutare in modo più critico i programmi relativi all’utilizzo del preservativo.

Oltre il caso dell’Uganda, vi sono altre prove che il modello cosiddetto ABC (Abstinence, Be faithful, Condom) possa funzionare?

Stiamo osservando il declino dell’HIV in almeno 8 o 9 paesi africani. In tutti i casi, la proporzione di uomini e donne che dichiarano rapporti sessuali con molti partner è diminuito qualche anno prima che noi riscontrassimo questo declino. Tuttavia, molti programmi contro l’AIDS mettono l’accento su preservativi, controlli e farmaci: questo ampio cambiamento nel comportamento è quindi avvenuto malgrado questi programmi, che hanno posto l’enfasi su elementi errati (almeno per l’Africa). Sono contento di riferire che i due paesi con il più alto tasso di infezione, Swaziland e Botswana, hanno lanciato campagne mirate a scoraggiare i rapporti sessuali con partner multipli e contemporanei.
L’astinenza tra i ragazzi è un altro fattore, ovviamente. Se le persone cominciano a fare sesso in un’età più adulta avranno meno partner sessuali durante la loro vita, diminuendo così le probabilità di contrarre infezioni da HIV.

Quindi, nella lotta contro l’AIDS la riduzione del numero dei partner sessuali è uno dei fattori più importanti.

Come ho già detto, è la sfida più importante in questa battaglia.

Un’ultima domanda. Nel modello ABC, A e B non sono così economicamente rilevanti come C, che ha alle spalle una forte industria. È improprio dire che non si tratta, quindi, solo di una questione culturale e sanitaria, ma anche economica?

Dipende da cosa intende per aspetti economici. Se consideriamo i programmi ABC, PEPFAR (programma governativo di lotta contro l’AIDS varato nel 2003 da Bush) è l’unico grande donatore che ha immesso reali finanziamenti in A e B e, forse purtroppo, la maggior parte dei soldi, e comunque dell’enfasi, sull’astinenza. Il fattore B è il più importante, con l’astinenza al secondo posto, secondo la mia opinione e in accordo con le evidenze da me riscontrate.
Se invece il punto è se la povertà dà impulso all’AIDS, anche in questo caso l’Africa è diversa dal resto del mondo, perché in Africa il tasso di infezione è più alto presso i ceti più agiati e più istruiti. Perciò il miglioramento della situazione economica dei paesi africani non porterà una diminuzione delle infezioni. Questa evidentemente non è una buona ragione per abbandonare a se stesse le economie africane.

© Copyright Il Sussidiario, 23 marzo 2009

8 commenti:

Anonimo ha detto...

si però se diamo parola solo agli scieziati pro papa....

Raffaella ha detto...

Qui si fa controinformazione...
E poi qual e' il titolo del blog?
R.

quirinus ha detto...

Anonimo ha detto:

"si però se diamo parola solo agli scienziati pro papa...."

perchè, ti sembra che in giro ci sia poco spazio per gli scienziati anti-papa? Che non si sentano 24 ore al giorno 7 giorni a settimana le frescacce degli "scienziati" sui preservativi??

I preservativi - e l'abuso della sessualità che incoraggiano - sono il principale fattore di aumento geometrico dell'infezione, per una ragione banalmente stastistica.

Su quanti giornaloni, stazioni radio, TV, hai sentito spiegare questa ragione statistica? O i fatti che dimostrano la pericolosità culturale e medica del preservativo? Dobbiamo leggerle pure qua le fesserie omicide dei relativisti che fanno gli interessi delle grandi multinazionali della contracezione e odiano la sessualità creata da Dio?

elena ha detto...

Non e' questione di essere pro o contro
Ci sono dei dati oggettivi che portano a certe conclusioni, se poi queste sono coerenti con cio' che ha detto il Papa (perche' probabilmente si e' informato) cosa ci possiamo fare..

gemma ha detto...

ci pensa l'autorevole Lancet a quelli anti papa
e repubblica et al . Almeno qua, ci sia concesso di spezzarlo il pensiero unico

Anonimo ha detto...

si spezza un pensiero unico con un altro pensiero unico

Raffaella ha detto...

Ma di che cosa ti lamenti?
Vai su Repubblica e tutti gli altri giornali per trovare tutte le frecciate antipapa che desideri.
R.

il cancelliere di Efeso ha detto...

Se il tasso di cattolici praticanti affetto da AIDS è elevato il Papa ha torto, se è molto basso, il Papa ha ragione.
D'altra parte se dopo vent'anni di distribuzione di preservativi il contaggio aumenta è evidente che qualcosa non funziona. In più una cosa è l'efficacia del preservativo in laboratorio (che comunque lascia sempre un margine del 10/20% di rischio) un'altra è l'uso abituale in condizioni che tutti possiamo immaginare.