venerdì 27 marzo 2009

Giuliano Ferrara: Vogliono abbattere Papa Ratzinger (Panorama)


Vedi anche:

La testimonianza di due missionari italiani a Yaoundé: Qui nessuno si è perso una sola delle parole del Papa (Casadei)

Il Papa in Terra Santa «pellegrino di pace» (Rosoli)

No al doppiopesismo mondiale sui diritti umani. Il Papa viene attaccato per le parole sull'Aids, ma nessuno dice nulla sulla pena di morte in Cina

Il segreto della popolarità di Benedetto XVI. Nonostante tutto (Magister)

Una nuova tempesta mediatica contro il Papa (Messainlatino)

Jean Paul Kayihura: gli Africani indignati per gli attacchi al Papa (Zenit)

Casavola: occorreva conoscere il sistema di idee di Benedetto XVI prima di dialettizzarsi con lui...

Socci sulle ultime polemiche contro il Papa: una testimonianza che vince l'ipocrisia di certe posizioni (Sussidiario)

Galileo Galilei e il Vaticano (Ravasi). Il «tubo ottico» e la nuova faccia della Luna (Galluzzi)

Il nesso tra fede e ragione in John Henry Newman. «Diecimila difficoltà non fanno un solo dubbio» (Osservatore Romano)

Aids, Green (Harvard): io, scienziato laico, sto con il Papa

Mons. Sarah: L'Africa deve pensare agli africani e non cedere ai potenti di turno (Osservatore Romano)

Denso di significati il programma del viaggio del Papa in Terra Santa (AsiaNews)

Il Camerun è con il Papa. E contro le strumentalizzazioni (Osservatore Romano)

I volontari in servizio civile saranno ricevuti sabato dal Santo Padre. Diretta su Telepace alle 11

IN LIBRERIA NUOVI TESTI DI BENEDETTO XVI

Don Nicola Bux e don Salvatore Vitiello: Il Papa in Africa: perché e come fare l’evangelizzazione (Fides)

L'arcivescovo Eterovic sull'incontro del Papa con il Consiglio speciale per la prossima assemblea continentale (Osservatore Romano)

Pubblicato il programma del viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa. Intervista a padre Pizzaballa (Radio Vaticana)

Ecco perché il Papa preferisce l'Asia (Verrazzo)

Il patriarca Fouad Twal: Dal Papa in Terra Santa «rinnovamento e grazia» (Bernardelli)

PELLEGRINAGGIO DI BENEDETTO XVI IN TERRA SANTA (8 - 15 MAGGIO 2009) - PROGRAMMA UFFICIALE

Il cardinale Tauran: precisare la nozione di reciprocità per salvaguardare i diritti dei Cattolici nei Paesi musulmani (Radio Vaticana)

Domenica in San Pietro manifestazione di solidarietà al Papa da parte degli studenti africani (Radio Vaticana). Iniziativa ignorata dai giornaloni!

Giampaolo Pansa su Papa Benedetto XVI: onore a un uomo che parla con franchezza, e dà fastidio ai falsi laici (Salini)

I prossimi appuntamenti con il Santo Padre (la Santa Messa di domenica sarà trasmessa anche da Rete4)

Il card. Arinze commenta in modo delizioso il viaggio del Papa in Camerun e Angola: Una visita di fede amore e incoraggiamento (Osservatore Romano)

Pretendo il mea culpa da chi diceva che Benedetto XVI non è amico degli ebrei (Giorgio Israel)

VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE IN CAMERUN E ANGOLA (17-23 MARZO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG (discorsi, omelie, raccolta di notizie, commenti, articoli ed interviste)

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DEL SANTO PADRE AI VESCOVI CATTOLICI SULLA REMISSIONE DELLA SCOMUNICA AI QUATTRO VESCOVI "LEFEBVRIANI"

Ferrara: Vogliono abbattere Papa Ratzinger

Giuliano Ferrara

Per capire di dove arrivi l’assedio ostile a Benedetto XVI, lasciato solo o aggredito per aver detto cose molto ragionevoli sull’Islam a Ratisbona o sul preservativo in viaggio per l’Africa, basta un po’ di storia.
Giovanni XXIII fu percepito dal mondo, a cavallo tra la fine degli anni 50 e l’inizio dei 60, come una rottura e una crescita spirituale, e lo era. La Chiesa dei papi Pii, fino a Pio XII morto nel 1958, aveva pur fatto grandi cose e moderne, dalla Radio vaticana inaugurata da Pio XI all’enciclica scritta da Agostino Bea (sotto il successore) con cui fu accettato il metodo storico critico nella lettura della Bibbia; ma per l’essenziale la Chiesa si era consapevolmente e comprensibilmente intrappolata nella crisi modernista di fine Ottocento e degli inizi del secolo Ventesimo, quel che emergeva alla luce era il suo conflitto con il mondo dell’esperienza, della storia, del dinamismo sociale e culturale scagliato contro i dogmi e certe idee perenni custodite nel patrimonio di fede (la tradizione).
Giovanni, Papa buono, fu dunque accettato con tratti di mito e di lirismo leggendario, e la sua scelta di convocare un concilio di aggiornamento e di chiusura di certi vecchi conti tra Chiesa e umanità, con la luna sentimentale che rispondeva al Papa e lo induceva a mandare una carezza ai bambini, con l’apertura alle ansie e all’agenda del tempo moderno, fu salutata come un atto profetico che incuteva rispetto a tutti.
Ma da Paolo VI in avanti tutti i papi sono stati combattuti con veemenza, con acrimoniosità, con una tendenza al rassemblement conformistico sotto le bandiere di un’ideologia secolarista sempre vigile contro i progetti di restaurazione.
Con differenze di contesto storico decisive. Giovanni Battista Montini ebbe qualche momento di tregua perché era un papa conciliare, era l’erede di Giovanni, era il Papa dell’apertura a sinistra, un seguace teologico dell’umanesimo di Jacques Maritain, innovatore del pensiero cristiano del Novecento. Ma poi, a concilio chiuso e nella grande ventata di anarchia che percorse il «popolo di Dio», Paolo VI si azzardò a scomunicare la pillola e la contraccezione, si mise contro lo spirito di banalizzazione libertina del sesso e dell’eros che si era aperto un varco nella secolarizzazione, e furono anni tormentati di isolamento e di durezze, fino alla morte nel 1978.
Il successore Giovanni Paolo II, eletto dopo il breve regno di Albino Luciani, fu accolto come «meritava» e dunque male, malissimo: da polacco, da anticomunista, da conservatore teologico e filosofico quale era. Però tre anni dopo l’elezione un turco armato dai comunisti bulgari e sovietici tentò di ammazzarlo scatenando emozione universale, il Papa fu identificato con la grande rivoluzione di libertà degli anni Ottanta, contro il comunismo da Danzica a Mosca, al Muro di Berlino, e quella sua forza profetica, insieme con la salute del corpo, la capacità apostolica in ogni itinerario del mondo, la lontananza assoluta dai giochi di curia, fino all’abbandono a se stessi dei vecchi apparati, tutto questo diede a Giovanni Paolo II un lasciapassare speciale, una forza d’urto cui nulla poteva resistere. La malattia, il calvario simbolico che dovette affrontare, sacralizzarono la sua grande popolarità e la trasversalità del suo magistero.
Contro Joseph Ratzinger, naturale prolungamento e anima teologica di Giovanni Paolo II, gioca un fondale della storia assai diverso e, quasi per contrappasso e ritorsione verso un quarto di secolo in cui il mondo ha subito il Papa, la grande voglia di far subire al Papa la dittatura ideale del mondo postmoderno e del suo relativismo etico.

© Copyright Panorama, 27 marzo 2009 consultabile online anche qui.

Mah...Papa Benedetto non viene criticato, vilipeso, strattonato perche' e' la naturale prosecuzione di Giovanni Paolo II, ma per la trasparenza e la chiarezza con cui afferma la Verita'.
E' questo che fa paura: il suo non essere politicamente e mediaticamente corretto.
Se fosse stato eletto un altro cardinale, magari piu' "piegato" ai media, sicuramente il trattamento sarebbe stato molto diverso.
Ma e' Joseph Ratzinger il Vicario di Cristo a dimostrazione che lo Spirito Santo sa benissimo dove "planare"
:-)
R.

12 commenti:

mariateresa ha detto...

in senso generale c'è del vero in questo articolo. In un certo senso è bene che quello che covava emerga chiaramente. Vuol dire tempi difficili ma anche chiarezza.
Credo che lo Spirito Santo voglia farci capire che di chiarezza ce n'è bisogno. I "lupi" di cui ha parlato Benedetto sono costretti a farsi aavnti e a decidere se essere solo cani (è sempre una metafora naturalmente) un po' nervosi ,ma sempre fedeli oppure delle belve vere e proprie.
Questo è il nocciolo del contendere e non tutte le bubbole più o meno pretestuose che ci tocca leggere compresa quella che il papa pranza da solo e questo è un problema.

Raffaella ha detto...

Si', carissima, e credo che la Annunziata abbia ragione: forse non c'e' mai stato tanto livore nei confronti di un Papa, ma e' anche vero che non c'e' mai stata tanta trasparenza...
R.

Carla ha detto...

L'alta concezione di Papa Benedetto che ha Giuliano Ferrara mi porterebbe ad escludere che lo consideri un semplice "prolungamento" del precedente pontificato. Anzi, proprio quell'espressione "anima teologica" del pontificato di Giovanni Paolo fa trasparire la forza, l'autonomia, l'originalità, del pensiero di Joseph Ratzinger secondo Ferrara , pensiero tanto contestato dai propugnatori del c.d. "relativismo etico".

massimo ha detto...

ma !!! in questi giorni penso spesso alle parole del signore,parole profetiche,sulle sofferenze che gli apostoli devono affrontare,la pietra di scandalo,non sò forse sono un pò ingenuo ma io credo che siano segni dei tempi.

Giovanni ha detto...

Ma ricordo solo io le critiche a Giovanni Paolo II che, malato, non voleva abbandonare la sede di Pietro per non lasciare il "potere"? Sempre criticato per essere l'immagine di un papa "innovatore" ma arroccato su posizioni retrograde? La mia impressione è che per i media tutti i papi diventano buoni dopo la morte in modo da contrapporli al vivente.

Mefistofele ha detto...

Fprse il vero problema e che non esisteraà mai almeno me lo auguro per i fedeli e per la chiesa, un Papa conforme ai desideri di certa stampa e di certi critici e pensatori che pubblicizzano la libertà di espressione e di pensiero liberi da qualsiasi ingerenza ecclesiastica ma, poi si dimostrano più retrogradi dei retrogradi veri.

gemma ha detto...

è solo una mia impressione o questa ipersuscettibilità , soprattutto da parte politica, nei confronti del Papa è un frutto dell'Europa Unita? Ai tempi di Giovanni Paolo II poi erano altre le battaglie da condurre per la Chiesa. Allora il nemico pareva essere il comunismo dittatoriale, peraltro prossimo al naturale declino storico. Non mi pare siano mancate anche allora polemiche sulla Polonia, su Solidarnosc o su ipotizzati legami con la Cia per spodestare il comunismo. Oggi la lotta più grande della Chiesa invece si gioca tutta sui temi etici all'esterno e forse sulla progressiva perdita della fede da parte di gran parte del clero all'interno. Da parte di alcuni sacerdoti c'è sicuramente adesione ai temi sociali del Cristianesimo, un pò meno a tutto il resto. Di fatto non si fa più catechesi e la dottrina viene spesso ridicolizzata. Dalla ridicolizzazione della dottrina da parte dei pastori all'irrisione del Papa da parte del mondo laico il passo è breve. E non serve prendersela solo con la stampa

chiara ha detto...

la colpa infatti non è solo della stampa ma anche di vescovi e cardinali che fanno a gara ad essere coccolati dai media.
facciano ma ricordino che non sempre chi è amato dai media è amato anche dai semplici fedeli.

Anonimo ha detto...

Quanto ai vescovi coccolati dai media, mi viene in mente solo una frase non mia: "hanno già ricevuto la loro ricompensa". Quanto ad abbattere il Papa, ormai è da duemila anni che ci provano con un tale Gesù di Nazareth e con tutti i suoi seguaci più fedeli e coerenti, ovviamente senza riuscirci, che l'accanirsi contro il Papa è la prova che Benedetto XVI agisce secondo verità e per questo ne hanno paura. Non praevalebunt. Maria Pia

gianniz ha detto...

Più che abbattere Papa Ratzinger, i soliti noti vogliono abbattere, con Ratzinger, il Papato. Una volta per tutte. Senza Papato poi. anche la Chiesa sarebbe ridotta ad un arcipelago di isolette. Belle magari, ma senza alcuna forza e sostanza.

sam ha detto...

Mi fa piacere che Giulianone, partendo dall'apprezzamento personale del carisma e del pensiero di Joseph Ratzinger, sembri aver approfondito notevolmente - come il nostro grande Papa vuole - la storia della Chiesa e del Papato, arrivando ad una rivalutazione complessiva degli eventi e dei giudizi storici a riguardo.
La lotta dell'"omicida e menzognero sin dal principio" contro la Verità=Cristo, nei Suoi Vicari, è costante da duemila anni. Le ultime generazioni si sono piano piano bevute, più o meno acriticamente, le fesserie che la cultura massonica dominante ci propinava come vere, dalla scuola, alla cultura, ai media.
Credo che oggi siamo fortunati proprio perchè lo scontro sta venendo allo scoperto consentendo a molti in buona fede di aprire gli occhi.
Sono d'accordo con Raffaella che Papa Benedetto XVI brilla di una forza speciale nella cooperazione alla Verità - non a caso questo è il suo motto ufficiale - e perciò gli attacchi sono furibondi, proporzionalmente a questa forza, ma concordo anche con quegli interventi che in vario modo sottolineano che il Papato va ben oltre la contingenza della persona del singolo Papa.
Riconosco in me stessa la tentazione di ragionare come se le categorie presenti fossero assolute e devo sempre ricordare a me stessa che noi siamo piccoli, temporanei, contingenti, meno di un soffio, mentre per Dio mille anni sono come un turno di veglia nella notte ed è a Lui che ci si deve affidare totalmente. Per esempio la Croce in termini statici è disfatta, in termini dinamici è vittoria e gloria.
Siamo dunque chiamati a vincere le tentazioni del giudizio presente con la fede e questa ci fa credere che lo Spirito opera in termini dinamici e sceglie ogni volta il Papa più giusto per quel momento, all'interno di un disegno altissimo ed eterno di cui solo Dio conosce tutte le sfumature e implicazioni. Per questo i confronti tra Papi sono assurdi. Ciascun Papa, forte o debole che sia, è l'anello giusto nella catena perfetta del progetto di redenzione di Dio, di cui Lui solo conosce la combinazione.
Un passo prelude a quello successivo e quello successivo è legato a quello precedente. Così Giovanni Paolo II ha portato l'attenzione di molti alla Chiesa; ora Papa Benedetto sta spiegando loro che cos'è. BXVI non avrebbe potuto essere e fare ciò che è e fa ora, senza ciò che è stato e ha fatto GPII prima di lui.
Il santo e umilissimo Benedetto XVI sta immolando se stesso per purificare, far conoscere e far amare la Chiesa nella Sua vera essenza. Non interviene mai per promuovere o difendere se stesso, ma il Papa e la Chiesa come istituzioni di Cristo, per la missione che Gesù stesso ha attribuito loro.
Credo che non gli faremmo buon servizio se non facessimo anche noi lo stesso, anche se il nostro cuore batte proprio per QUESTO Papa.
Scusate la lunghezza, mi è scappata la mano :-I

euge ha detto...

Condivido i vostri post gemma e chiara. Credo che la deriva della fede all'interno della chisa provocata anche dalla smania di carriera e dalla smania di farsi posto sui giornali da parte di vescovi e cardinali sia più difficile da contrastare che non l'abbattimento di una ideologia che come gemma ha giustamente detto, era vicina alla sua fine naturale.