mercoledì 10 giugno 2009

I.Media: la Congregazione per la dottrina della fede prepara il dialogo dottrinale con la Fraternità San Pio X


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LEFEBVRIANI: EX-SANT'UFFIZIO PREPARA DIALOGO 'DOTTRINALE' VOLUTO DA PAPA

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 10 giu

La Congregazione vaticana per la dottrina della fede ha discusso questa mattina su come dare avvio al dialogo ''dottrinale'' con la lefebvriana Fraternita' Sacerdotale San Pio X, ai cui quattro vescovi - tra cui il negazionista mons. Richard Williamson - papa Benedetto XVI ha revocato in febbraio la scomunica.
Secondo quanto riferisce l'agenzia francofona I.Media, i cardinali dell'ex-Sant'Uffizio - a cui papa Ratzinger ha affidato il dialogo con i lefebvriani in vista di un loro eventuale reinserimento, in futuro, nella struttura della Chiesa - hanno discusso di un testo ''volto a precisato il quadro del dialogo dottrinale con la Fraternita'''.
Questo dialogo dovrebbe partire dalla necessita' ''dell'accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero dei papi'' successivo al Concilio Vaticano II.
Secondo I.Media, il superiore dei lefebvriani, mons. Bernard Fellay, e' stato ricevuto dalla Congregazione per la dottrina della fede lo scorso cinque giugno e, anche se non sono ancora stati definiti i 'team' che, dalle due parti, condurranno effettivamente il dialogo, e' probabile che facciano parte delle delegazioni il domenicano svizzero p. Charles Morerod, neo-segretario della Commissione teologica internazionale e, per la parte lefebvriana, l'abate Gregoire Celier, co-autore di un recente libro di Benedetto XVI.
Intanto, mentre il dialogo ''dottrinale'' con il Vaticano muove i suoi primissimi passi, i lefebvriani hanno deciso di sfidare nuovamente l'autorita' del papa, annunciando l'ordinazione nelle prossime settimane di almeno 21 nuovi preti in tre diverse parti del mondo.

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Evidentemente molto di parte questa agenzia che pero' ci da' una notizia fondamentale: finalmente si muove qualcosa :-))
R.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai notato il cambio di strategia post lettera papale? Solo i fini non cambiano ...
Alessia

Anonimo ha detto...

Sui media tedeschi è ricominciata la guerra al papa accusato di voler condurre la Chiesa ai margini della "storia". Speriamo che Fellay riesca a chiudere presto. Saluti, Eufemia

Anonimo ha detto...

Purtroppo, non dipende solo da Fellay. Quanto alla guerra al Papa, questa non è mai cessata e non solo dal suo paese natale
Alessia

SERAPHICUS ha detto...

Mi dispiace dover contraddire: la guerra non è cominciata nei media, e non è originata dai media (come è successo spesso in altri casi). I media riflettono una situazione e portano avanti il loro discorso (che piaccia o no, e sinceramente detto non mi interessa molto questo aspetto).

La vera "guerra" parte dai vescovi che usano ogni strumento per mettere Roma e il Papa in una situazione difficile, sfruttando pienamente il potenziale polemico che questa storia contiene. Purtroppo, la FSSPX facilita questo "operato" dei vescovi con le sue azioni e le sue irrispettose intransigenze.

Somiglia alla vicenda austriaca di Wagner dove i vescovi hanno usato una situazione per creare un nuovo status quo (sarà di fatto impossibile nominare un vescovo senza previo consenso del episcopato. In Austria si giocò un poker molto ardito; Roma l'ha perso).

Il vero problema: Roma non dice nulla, assiste in silenzio, non da direttive, non si muove, non ha una strategia.

Ora si vede per esempio concretizzarsi il pericolo che la revoca della scomunica SENZA un preciso quadro canonico ha da sempre presentato. Una grande mancanza, un grande errore.

Non c'è dubbio alcuno che queste ordinazioni, in queste condizioni, senza una precisazione canonica, non sono corrette. All' epoca per ordinazioni del genere Lefebvre è stato sospeso.

Stiamo in una situazione veramente brutta. Roma e il Papa si trovano ora, anche per la strategia e tattica dei vescovi (ma non solo: anche per le inadempienze in loco) in una "loose-loose-position": qualunque cosa farà: sarà più che difficile e sempre compromettente.

Purtroppo, in questo mondo le persone "di buona volontà" sono la minoranza.

Comunque sia: dalla FSSPX mi sarei aspettato altro. Mi hanno deluso, di nuovo.

Raffaella ha detto...

Temo che Seraphicus abbia assolutamente ragione: nessuna strategia da Roma e, quindi, un enorme pasticcio...e non e' la prima volta.
Il caso austriaco e' legato a doppio filo al mio dito (infatti non sopporto che nemmeno si nomini un certo cardinale...), ma ormai non c'e' piu' nulla da fare.
Bisognava muoversi e reagire con la risolutezza necessaria.
Ora e' tutto piu' difficile e tutto piu' ingarbugliato.
Ai vescovi pero' un consiglio: non pensino di avere dai fedeli lo stesso appoggio incondizionato che sembrano avere dai mass media.
Ai Lefebvriani invece consiglio piu' prudenza ed un gesto di buona volonta'.
R.

Anonimo ha detto...

E noi come facciamo a sapere che non vi è alcuna strategia da Roma? Il fatto che non se ne abbia notizia non significa che il Papa non si sia mosso o non abbia dato precise indicazioni su come procedere.
Alessia

Anonimo ha detto...

SERAPHICUS, sembra che i vescovi della fraternità siano già nella condizione di "sospesi a divinis".
Non ne farei però più un problema solamente canonico, ma di opportunità in tutti i sensi. Se ci saranno le ordinazioni, i vescovi tedeschi e svizzeri che a quanto sembra non vedono di buon occhio tale gesto probabilmente a ragione, potranno compiere molti "atti".
Sempre che non faccia parte della strategia della fraternità ciò, ovvero vescovi contro la fraternità, nel momento in cui ci sono i dialoghi dottrinali.
In un modo o nell'altro, un putiferio e la Chiesa non ne uscirebbe con nessun vantaggio, ma con perdite su tutti i fronti, specie su quello dell'unita, che più dovrebbe stare a cuore a tutti.

Raffaella ha detto...

Se i vescovi ponessero in essere degli "atti" sarebbero essi stessi a mettersi fuori dalla Chiesa ed a minarne l'unita'.
L'obbedienza al Papa e' dovere di ogni cattolico, soprattutto dei vescovi.
Mi aspetto chiarezza, incisivita' e risolutezza da Roma.
R.

Anonimo ha detto...

Certo che senza l'appoggio o l'acquiescenza dei vescovi i media germanofoni non sarebbero così antipapisti. Ma se a Roma non fossero così "buoni" i vescovi abbasserebbero la cresta. Ci vorrebbe un Ruini per trovare il bandolo della matassa. Saluti, Eufemia

Raffaella ha detto...

"Buoni" fra virgolette e' il termine giusto, cara Eufemia :-)
Ovviamente non ci riferiamo al Santo Padre ma a chi dovrebbe occuparsi di certi problemi dottrinali e di comunicazione...
R.

Anonimo ha detto...

"Se i vescovi ponessero in essere degli "atti" sarebbero essi stessi a mettersi fuori dalla Chiesa ed a minarne l'unita'."

Infatti era questo il senso.
Non vorrei fosse strategia della fraternità fare esporre i vescovi.
Sembrava chiaro il periodo, la frase che si legge nel mio intervento.

Anonimo ha detto...

Probabilmente Eufemia confonde la bontà con l'arrendevolezza o l'asservimento???
Non è cosi!
Buoni è buoni. Nullaltro..

mic ha detto...

non capisco cosa c'è di 'sfida' nelle ordinazioni, che se non sbaglio a giugno ci sono sempre state e che nessuno ha detto loro di sospendere e non si vede perché dovrebbero farlo

gianniz ha detto...

Sarebbe veramente grave se la Fraternità giocasse a "rompere" la Chiesa! Spero che questa non sia la loro "taciuta" strategia. Sarebbe ancor più grave se i "vescovi" si facessero "giocare".

Non riesco comunque a credere che il Santo Padre, con i suoi uffici, non abbia già tracciato le linee e pensato a come trattare questa faccenda. E' impossibile che non lo abbia già fatto!
Purtroppo i giocatori sono tanti! Tra questi ci sono "attori che vorrebbero fare gli spettatori" e "spettatori che vorrebbero fare gli attori", dentro e fuori i confini della Chiesa, alla luce del sole qualcuno, acquattato al buio qualcun altro.
Si presenta come una faccenda tremendamente infida!

Nonostante questo non riesco a non essere fiducioso. Mi dico continuamente "Qualcuno che può" veglia!

mariateresa ha detto...

Concordo con l'impressione di gianniz. Noi cosa conosciamo veramente? Un tubo, o quasi. Come si fa a esprmere un giudizio fondato?Che senso ha, a volte mi chiedo, esprimere adesione a questa o altra posizione? Le informazioni non circolano chiaramente e forse è questo il problema. Ma forse non circolano proprio per non alimentare un generalizzato scannarsi.
Insomma, qui mi taccio.
Voglio sperare per il meglio e per la Chiesa e per papa Benedetto.

Per Alessia: ho letto la risposta di De Carli. Posso solo commentare sospirando.La trasmissione non l'ho vista ma escludo che abbiate avuto le traveggole. Ma non è affatto escluso che lui non si sia accorto delle gaffes.L'uomo è disarmante.Mah.

Anonimo ha detto...

La faccenda e' complessa, ma non solo a causa dei lefevriani.
Interessante e' la pubblicazione di Mons. Gherardini di questi giorni. Mi sembra dica sul Concilio bisogna fare chiarezza e se davvero vi e' continuita' dimostratelo. Il problema o l'ambiguita' e' li'.
La FSPX? credo che se la Chiesa in questi ultimi 40 anni, avesse usato piu' prudenza, in campi delicati quali dottrina e liturgia, essa nemmeno sarebbe esistita. La FSSPX non e' un problema e' l'effetto di scelte dubbie che sono state fatte a "monte"...

Comunque sia, personalmente gli sono grato, perche' hanno avuto il coraggio di portare avanti DA SOLI una battaglia giusta, dico questo pur non essendo un loro fedele.

Anonimo ha detto...

"Buoni" virgolettato non è buoni da solo. Penso che i progressisti, specie in Germania e Austria, sperano che, tergiversando, si arrivverà a un nuovo papa, magari meno preparato e più mediatico, da usare come paravento. Levada e Bertone sono stati scelti solo perchè fidati ma per il sacco di Roma non bastano le guardie svizzere. Saluti, Eufemia