lunedì 9 febbraio 2009

Williamson: E' evidente che i cattolici di sinistra non hanno ancora perdonato a Ratzinger il fatto di essere diventato Papa


Ci sentiamo di sposare senza alcuna esitazione questa considerazione di Mons. Richard Williamson.
R.

L'ultima domanda rivolta dal giornalista dello Spiegel a Mons. Williamson (mia traduzione):

Lei è sorpreso per la violenza degli attacchi nei Suoi confronti?

Una sola intervista per la televisione svedese è diventata, ormai da due settimane, la notizia principale di attualità in Germania. Sì, certo che sono sorpreso. E' così in Germania per ogni violazione della legge? Ovviamente no.
No, io non sono che uno strumento utilizzato per attaccare la Fraternità San Pio X ed il Papa. E' evidente che i cattolici di sinistra non hanno ancora perdonato a Ratzinger il fatto di essere diventato Papa.

:-)))
R.

7 commenti:

Carla ha detto...

A mio sommesso avviso la condizione per essere d'accordo con tale frase è quella di estrapolarla dal contesto e non tenere conto di chi l'ha pronunciata. Sul fatto che lui sia stato "strumento" per gli attacchi a Papa Benedetto, beh di tali attacchi c'è un solo responsabile, Williamson stesso e le sue scellerate dichiarazioni (e ancora parla?).

Alberto ha detto...

Voglio affermare che Williamson dovrebbe tacere su questo punto: ha cercato in tuttii modidi dimostrare negli anni passati che Joseph Ratzinger aveva contradetto la Qus Primas di Pio XI, poi la Pascendi di San Pio X, poi il Dogma della Redenzione...insomma adesso che viene riammsso accusa i cattolici di sinistra, prima accusava il Papa di essere eresiarca...insomma è un homo polemicus che si compiace di quello che dice (sia che Ratzinger è eretico, sia che gli ebrei non sono stati ammazzati)E' una banderuola che gioca con la buonafede altrui...
Sono sicuro delle maldicenze di molta stampa (e la tesi complottistica della Venner potrebbe essere fondata)....ma qui c'è effettivamente qualcno che è attratto morbosamente dai microfoni...poi penso che se ha detto quel che ha detto sul Papa dovrebbe o cnsiderarlo ancora eretico oppure ammettere con grande rammarico di avere sbagliato, erché quelle accuse non erano livorosi attacchi a Benedetto XVI, ma dibattiti sulla Fede della più grandeimportanza, quindi anche se il Papa lo ha riammesso con misericordia all'ovile...o sta riceendo l misericordia da un eretico o si saglia di grossisimo e dovrebbe dirlo, invece di essere giudice di Joseph Ratzinger, di 6 milioni di morti e di chiunque gli passi per la testa di criticare...

Anonimo ha detto...

mi sta simpatico questo williamson.

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Alberto, le “cose” non sempre sono come appaiono…
In questi casi, ci vuole prudenza…
Tanta, ma tanta prudenza!...

sagmarius ha detto...

«Chi nega il fatto della Shoah non sa nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo». Federico Lombardi.
Pensate che questa frase sia corretta dal punto di vista teologico?
Perché Padre Lombardi non ha detto semplicemente: chi nega la Shoa, fino a prova contraria, è un ignorante?
Il concetto popperiano di falsificazione vale forse per tutto tranne che per la Shoa?
E poi non vi sembra pericoloso introdurre la corretta comprensione di un fatto storico come discriminate per la comprensione del mistero di Dio (Trinità) e del sacrificio della Croce?
Forse chi ammette la Shoa , solo per questo, ha accesso alla rivelazione che Dio ha fatto di sé tramite Gesù Cristo e lo Spirito Santo?
Forse la Shoa aggiunge qualcosa al sacrificio redentivo di Cristo?
Per gli ebrei che negano Cristo, e quindi la Trinità, la tentazione di innalzare un terribile fatto da storico, e come tale liberamente indagabile, ad articolo di fede metafisico può risultare comprensibile, ma per i cattolici, accettare questa visione, secondo me, è una pericolosa leggerezza, a un passo dall'idolatria. E qui faccio uso della categoria della moderazione.

Syriacus ha detto...

Mah, penso che gli ecumenisti-permanenti-effettivi tedeschi abbiano già fatto un lavoro analogo a quello degli ebrei con la Shoah, con...la Guerra dei 30 anni.

Anonimo ha detto...

Le affermazioni di Williamson mi vedono concorde. E' palese l'uso strumentale della sue esternazioni come pretesto per dare il via alla contestazione al Papa, i cui prodromi datano l'inizio del pontificato. Una contestazione a lungo preparata e meticolosamente studiata che attendeva solo l'innesco giusto. Sono convinta che anche senza la famosa "intervista", alla notizia della revoca della scomunica i progressisti avrebbero comunque riesumato le ampiamente note posizioni di Williamson o trovato altri appigli.
Alessia