mercoledì 25 marzo 2009

Spinelli bocciata in latino Prosperi attacca la Chiesa, sbaglia e non chiede scusa (Socci)


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Spinelli bocciata in latino Prosperi attacca la Chiesa, sbaglia e non chiede scusa

Maccheronico

Ogni domenica Barbara Spinelli tiene la sua omelia sulla prima pagina della Stampa, che il 15 marzo si apriva con il titolo altisonante del suo editoriale: “Habeas vultus”. Voleva essere l’evocazione colta dell’“Habeas corpus” medievale. Solo che - ha fatto notare Gianni Gennari su Avvenire (17/3) - avrebbe dovuto essere “vultum”. L’errore non è del titolista, ma risale alla Spinelli stessa che lo scrive nell’articolo, insieme all’“Habeas facies” (che sarebbe “faciem”).

Nell’omelia del 22 marzo, la dotta Spinelli c’informa che «Papa Roncalli annunciò il Concilio il 25 gennaio ‘58». Data in cui Roncalli era ancora patriarca di Venezia e il papa vivente si chiamava Pio XII. Infine, la stessa erudita editorialista sentenzia che il problema dell’Africa è «il controllo delle nascite» per sconfiggere «il flagello della sovrappopolazione». In realtà l’Africa è uno dei continenti meno popolati. Infatti ha il 20,2 per cento delle terre emerse del pianeta, ma è abitata solo dal 14,5 per cento della popolazione mondiale: una densità di popolazione di circa 30 abitanti per chilometro quadrato, mentre in Asia è di 84 e in Europa (fino al fiume Ural) è di 69. In Italia la densità di popolazione è di 199,3 per chilometro quadrato, in Gran Bretagna di 239 e in Olanda di 380.
Per esempio, uno dei paesi africani più vasti, il Sudan, misura 2,5 milioni di chilometri quadrati, ovvero è cinque volte la Francia, ma ha 33 milioni di abitanti, mentre la Francia ne ha 60. Storicamente proprio l’aumento della popolazione è stato un motore dello sviluppo. Contrariamente a quanto fa credere il luogocomunismo.

Fatti e parole

Riassumiamo. Il caso è quello della bambina brasiliana di 9 anni, violentata, rimasta incinta e fatta abortire. Il 18 marzo sulla prima pagina di Repubblica esce un infuocato editoriale dello storico Adriano Prosperi che bombarda a tappeto la Chiesa. L’intellettuale denuncia la «durezza atroce, disumana della condanna ecclesiastica che ha colpito con la scomunica la bambina brasiliana», aggiunge che «il corpo della donna resta per questa Chiesa un contenitore passivo di seme maschile, un condotto di nascite obbligatorie» e conclude che, per questa Chiesa scomunicante, «l’anima di una bambina brasiliana è meno importante di quella di un vescovo antisemita e negazionista».
L’indomani su Libero faccio notare che mai quella bambina è stata scomunicata come Prosperi avrebbe facilmente appreso se solo avesse sfogliato qualsiasi giornale, compresa la Repubblica. In base a una bufala, Prosperi ha messo al rogo la Chiesa, facendola passare per un’organizzazione disumana che infierisce con la scomunica su una bambina già vittima di violenza. Il 20 marzo, stavolta a pagina 34, nascoste fra le lettere, poche righe di Prosperi il quale fa sapere ai lettori di Repubblica che - come dice Socci - «la scomunica ecclesiastica, di cui avevo scritto nel commento su Repubblica di mercoledì, non aveva colpito la bimba brasiliana che è stata fatta abortire». E conclude: «È così. Lo ringrazio per la correzione”.

Caro professore, non deve ringraziare me per la «correzione», ma chiedersi se si può declassare tutto questo a marginale «correzione».
Lei ha costruito una requisitoria pesantissima su un fatto non vero, senza neanche fare la minima verifica. Cosa induce uno storico di rango a comportarsi così contro la Chiesa? Gli intellettuali di sinistra come lei non devono mai chiedere scusa?

Infine mi permetta una domanda: immagino che lei, che proclama con tale fervore la dignità di quella bambina, si sia fatto in quattro per i bambini poveri del Brasile com’è questa fanciulla. Potremmo conoscere le sue opere? Ovviamente sono pronto a elencare anche ciò che fa per loro la Chiesa, che lei accusa di disumanità. E l’elenco è lunghissimo. Ma sarà interessante il confronto, così da giudicare ciascuno in base ai fatti.

© Copyright Libero, 24 marzo 2009 consultabile online anche qui.

Che figura, Spinelli!
Ancora peggiore quella di Prosperi...
Bene Socci! E' cosi' che si deve rispondere
!
R.

6 commenti:

Carla ha detto...

Buon giorno, a proposito di "bocciature" Repubblica on line spara questo delizioso titolone. Preservativo e biotestamento, gli italiani bocciano il papa". Non c'è limite alla meschinità, ma come si staglia tanto più grande, ogni giorno che passa, la figura del nostro pontefice, a paragone di questi sedicenti professonisti dell'informazione.In un certo senso ci aiutano a comprendere sempre meglio la straordinaria forza morale di Papa Benedetto.

Anonimo ha detto...

Ieri Prosperi ha trovato asilo (in tutti i sensi) presso il Manifesto. Ecco il compitino, facile facile, svolto. Saluti, Eufemia
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=L63AD

Anonimo ha detto...

Cara Carla onestamente di tutti questi titoloni ne ho le scatole piene ........! Una volta si diceva : le cose ripetute giovano. Io dico le cose ripetute stufano!

Personalmente, me li hanno fatti a peperini!

Bastardlurker ha detto...

1)L'Africa rappresenta il 20,2 per cento delle terre emerse del pianeta, ma il 60% è formato da deserti e altri terreni aridi quindi inadatto all'agricoltura.

Un altro 25% ha un potenziale agricolo medio-basso, in cui l'attività agricola è possibile grazie alla deforestazione o solo grazie a tecniche sofisticate.

Solo il 10% del continente africano ha le caratteristiche ideali per le agricoltura.

United Nations Environment Programme

AFRICA Atlas of Our Changing Environment

http://www.unep.org/dewa/Africa/AfricaAtlas/PDF/en/Chapter1.pdf


2)Socci dovrebbe ricordare che solo con il Codice di Diritto Canonico del 1983 fino al compimento dei 16 anni si ha una circostanza esimente della responsabilità penale.

Raffaella ha detto...

A maggior ragione Prosperi ha sbagliato e dovrebbe scusarsi. Dovrebbe...
R.

Bastardlurker ha detto...

Giustissimo correggere gli errori altrui, ma la correzione di Socci rappresenta in modo parziale l'atteggiamento della Chiesa nei confronti dei minori.

Fino al 1983 una bambina di nove anni era soggetta e punibile ai sensi del diritto canonico.