martedì 17 febbraio 2009

Benedetto XVI in Israele. Fallita l’imboscata contro il Papa della riconciliazione coi tradizionalisti (Tempi)


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Benedetto XVI in Israele

Fallita l’imboscata contro il Papa della riconciliazione coi tradizionalisti

di Tempi

Chi è abituato a leggere i giornali e ad ascoltare i notiziari domenica scorsa deve aver pensato a un 1° di aprile anticipato: com’era possibile che il premier israeliano Olmert confermasse che nel maggio prossimo Benedetto XVI avrebbe visitato Israele su suo invito? Non è Benedetto XVI il Papa che ha riabilitato un vescovo scismatico negazionista dell’Olocausto?
Il Papa di Germania rinnegato dal suo stesso popolo, secondo il settimanale Spiegel, per aver fatto di nuovo aleggiare sui tedeschi il sospetto che non abbiano rinnegato l’antisemitismo? Il Papa che avrebbe causato una rottura irreparabile con gli ebrei, come dimostrato dall’intervento del rabbino di Venezia sul mensile gesuita Popoli nel quale si scriveva di «50 anni di dialogo cancellati» e dalla richiesta di un deputato dello Shas (partito religioso israeliano) al suo governo di «rompere completamente i rapporti» con la Santa Sede?
Il lettore di gazzette ha tutte le ragioni di sentirsi disorientato, ma la spiegazione dell’apparente ribaltamento della scena non è complicata.

Chi nutre un feroce dissenso nei riguardi dell’iniziativa del Papa di ricondurre dentro al gregge cattolico gli scismatici tradizionalisti di Econe ha teso le sue trappole per far fallire la riconciliazione, ma l’imboscata non ha avuto i risultati sperati.

Il popolo ebraico e i suoi rappresentanti istituzionali politici e religiosi all’interno dello Stato nazione dove esso ha tradotto in esperienza storica il proprio anelito alla libertà politica e religiosa attribuiscono grande valore all’amicizia fra il romano pontefice e Israele. E non intendono rinunciarvi a causa di malintesi manipolati da chi non ama né questo Papa, né lo Stato di Israele.

© Copyright Tempi, 17 febbraio 2009

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