sabato 13 dicembre 2008

Il Papa: la finanza del breve termine è pericolosa per tutti (Marroni)


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Il Papa: la finanza del breve termine è pericolosa per tutti

Carlo Marroni

ROMA

La funzione della finanza è quella di «ponte tra presente futuro, a sostegno della creazione di nuove opportunità di produzione e di lavoro di lungo periodo».
Al contrario, una finanza autoreferenziale, «appiattita sul breve e brevissimo termine diviene pericolosa per tutti, anche per chi riesce a beneficiarne durante le fasi di euforia».
Parole che pesano quelle contenute nel messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2009, presentato ieri in Vaticano.
Un messaggio che mette in guardia dalle degenerazioni della globalizzazione e condanna quelle politiche di lotta alla povertà, specie di alcune Ong, che generano «lo sterminio di milioni di bambini non nati» (45 milioni all'anno,è la cifra emersa).
Il messaggio è stato presentato dal cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, e dal segretario dello stesso Consiglio, l'arcivescovo Giampaolo Crepaldi. Il capitolo sulla finanza – per la prima volta affrontata i questi termini – conferma il forte interesse del Papa, d'intesa con il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, per queste tematiche, come emerso già in avvio del Sinodo, quando a sorpresa parlò della vacuità del denaro facile (la scorsa settimana ha chiesto alle banche di «essere solidali con i deboli»).
A Martino è stato chiesto se sui capitoli dedicati ai temi finanziari – sia del messaggio che dell'ormai prossima enciclica sulla globalizzazione, di cui il messaggio rappresenta un «assaggio» come ha detto il cardinale – ci sia stato in qualche modo il contributo del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che il 21 novembre scorso alla Cattolica di Milano citò uno scritto del 1985 dell'allora cardinale Ratzinger sui limiti del mercato. Martino, che è stato a lungo diplomatico all'Onu e quindi sintonizzato sul linguaggio di comunicazione anglosassone – dopo una rapida consultazione con il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi – ha semplicemente risposto «no comment».
Il testo si caratterizza in continuità con il magistero papale: dalla diffusione delle pandemie (con richiesta a Big Pharma di medicine a basso costo nei Paesi poveri) alla condizione dei bambini, dal disarmo alla crisi alimentare, che nasce non tanto dal poco cibo quanto da «fenomeni speculativi» e da «carenza di un assetto di istituzioni » capaci di fronteggiare le necessità e le emergenze ». In mattinata, nel corso di un convegno all'Università europea di Roma Martino – che ha incontrato nell'occasione il rabbino di New York, Arthur Schneier, che aveva incontrato il Papa alla Park East Synagogue - ha affermato che il diritto alla vita, e a quanto è a essa necessario, viene prima di tutto, anche del diritto di proprietà.
Nel corso della conferenza, padre Lombardi è tornato sulle posizioni assunte dalla Santa sede all'Onu, specie dopo l'intervista del nunzio Celestino Migliore. La Chiesa, ha detto Lombardi, «è sempre stata per la depenalizzazione dell'omosessualità, visto che è contro qualsiasi discriminazione e proclama la dignità delle persone. E questo sta scritto nel catechismo».
Ma la Chiesa resta contraria all'equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio eterosessuale «e non per questo può essere tacciata di essere contro i diritti umani. Né per questo può essere accusata di essere contro l'Onu, visto anche il suo convinto appoggio, da sempre, al multilateralismo».

© Copyright Il Sole 24 Ore, 12 dicembre 2008

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