lunedì 2 febbraio 2009

Fellay: “Gli Ebrei sono i “nostri fratelli maggiori”. “Non c’è posto fra noi per l’antisemitismo” (traduzioni in italiano)


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Ecco la traduzione dei due interventi di Mons. Fellay.
Grazie di cuore a Paolo per il grande lavoro
:-)
R.

Fellay: “Gli Ebrei sono i “nostri fratelli maggiori”.

Non c’è posto fra noi per l’antisemitismo”.

Questo è il testo di una dichiarazione rilasciata ieri a “Famille Chrétienne”, settimanale cattolico francese, apparsa domenica scorsa su “La Croix”.

Il 31 gennaio, il vescovo Bernard Fellay è stato intervistato da “Famille Chrétienne” , settimanale cattolico francese, nella Casa Generalizia di Metzingen, in Svizzera. In particolare, ha risposto alle accuse di antisemitismo rivolte alla Fraternità San Pio X.

“ Noi condanniamo fermamente ogni gesto assassino nei confronti di un innocente. E’ un crimine che grida vendetta verso il cielo! Soprattutto quando è rivolto a un intero popolo. Noi rigettiamo ogni accusa di antisemitismo. In maniera totale e assoluta. Rigettiamo qualunque forma di approvazione di ciò che è accaduto sotto Hitler. E’un qualcosa di abominevole. Il Cristianesimo mette la carità al di sopra di tutto. San Paolo, parlando degli Ebrei, proclama: “Desidero io stesso essere separato da Cristo a favore dei miei fratelli! (Rom. 9,3). Gli Ebrei sono i “nostri fratelli maggiori”, nel senso che abbiamo un qualcosa in commune, cioè l’antica Alleanza. E' vero che il riconoscimento della venuta del Messia ci separa”.

“E’ molto interessante notare che la Chiesa non ha atteso il Concilio per stabilire una linea d’azione riguardo agli Ebrei. Fin dagli anni ’30, e anche durante la guerra, diversi documenti della Chiesa di Roma hanno stabilito una posizione assai giusta: gli abomini del regime hitleriano devono essere condannati!. Pio XI aveva detto “siamo spiritualmente tutti semiti”. E’ una verità che scaturisce direttamente dalle Sacre Scritture. Come afferma anche san Paolo, “ siamo figli di Abramo”

Inoltre, in un messaggio email inviato domenica scorsa al Reverendo Alcuin Reid (inoltrato successivamente a diversi blog), si legge:

Dichiarazione del dr.Alcuin Reid:

Venerdì scorso la BBC Radio mi ha chiesto di parlare dei fatti recenti riguardanti la FSSPX durante il programma “Sunday Programme” di stamani. A seguito di questa richiesta ho chiesto alla FSSPX di commentare gli argomenti che sarebbero stati oggetto della discussione. Sfortunatamente la risposta del vescovo Fellay è arrivata solo dopo la messa in onda del programma. In questa risposta, scritta per essere resa pubblica, si afferma:

“La posizione del vescovo Williamson chiaramente non è la stessa della nostra Fraternità. Non cè posto tra noi per l’antisemitismo. Noi seguiamo integralmente i comandamenti divini sulla giustizia e la carità e l’insegnamento di sempre della Chiesa. L’antisemitismo è stato condannato dalla Chiesa e, di conseguenza, anche noi lo condanniamo.

Concordo pienamente con le dichiarazioni di padre Schmidberger riguardanti le parole del vescovo Williamson (www.fsspx.info).

Dio la benedica.


+Bernard Fellay

3 commenti:

Cindy ha detto...

Mi sembrano dichiarazioni sincere e dette davvero con il cuore!
Voi che ne pensate?

sasso ha detto...

Sicuramente l'antisemitismo è da condannare,ma è altrettanto da condannare il paragone tra negazionismo e antisemitismo.
se difendere l'antisemitismo è un atteggiamento razzista da condannare,paragonare la ricerca storica ad un atteggiamento ideologico come l'antisemitismo è da stolti.
è una trappola in cui nessuno deve cadere.

Anonimo ha detto...

Ma sì è del tutto evidente che sono sincere. Ed è del tutto evidente che tutta la bufera si fonda sul nulla alevato all'infinito.
Il motivo per cui il nulla si propaga sotto mentite spoglie è che rappresenta il pretesto con cui gli ultraprogressisti nella Chiesa, con l'appoggio di tutte le loro potentissime alleanze extraecclesiali, sperano di poter far fuori questo Papa e la Santa Chiesa Cattolica, Una nel tempo e nello spazio, a favore di una "loro" chiesa nata solo qualche anno fa nel sole dell'avvenire.