mercoledì 18 marzo 2009

La risposta completa del Santo Padre alla domanda sull'aids. Perchè non si è provveduto prima alla trascrizione?


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VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE IN CAMERUN E ANGOLA (17-23 MARZO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

DISCORSI ED OMELIE DEL SANTO PADRE IN CAMERUN ED ANGOLA

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Alcuni giornalisti hanno omesso alcune parti della risposta del Santo Padre.
Non commento...ciascuno e' responsabile di cio' che fa o non fa!
Cio' che mi fa veramente arrabbiare e' la solita lentezza della Santa Sede! Se il testo fosse stato diffuso ieri, sarebbe stato meglio.
Abbiamo dovuto aspettare oggi (alle 14!) per avere una trascrizione ufficiale
.
R.

Riportiamo la risposta completa del Santo Padre:

P. Lombardi: E ora, diamo di nuovo la parola ad una voce francese: è il nostro collega Philippe Visseyrias di France 2:

Domanda: Santità, tra i molti mali che travagliano l’Africa, vi è anche e in particolare quello della diffusione dell’Aids. La posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso viene spesso considerata non realistica e non efficace. Lei affronterà questo tema, durante il viaggio? Très Saint Père, Vous serait-il possible de répondre en français à cette question?

Papa: Io direi il contrario: penso che la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l’Aids sia proprio la Chiesa cattolica, con i suoi movimenti, con le sue diverse realtà. Penso alla Comunità di Sant’Egidio che fa tanto, visibilmente e anche invisibilmente, per la lotta contro l’Aids, ai Camilliani, a tutte le Suore che sono a disposizione dei malati …

Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema. La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti.

E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Perciò, direi questa nostra duplice forza di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova. Mi sembra che questa sia la giusta risposta, e la Chiesa fa questo e così offre un contributo grandissimo ed importante. Ringraziamo tutti coloro che lo fanno.

ATTENZIONE! IL PAPA NON HA DETTO PROFILATTICI MA PRESERVATIVI!
Chi ha corretto il testo?

4 commenti:

mariateresa ha detto...

credo che la diffusione tempestiva sarebbe stata senz'altro utile, ma , posso essere sincera? Pensate che il ministro degli esteri francese si sia basato solo sulle agenzie? Se è così, è un cammello. ma non è sicuramente così. Voleva intervenire, il ministro, in ogni caso.E il perchè lo sa lui.

Anonimo ha detto...

Kouchner aveva appoggiato la Royal e Sarkozy lo ha nominato ministro degli esteri proprio perchè "di sinistra". La Francia non ha smesso di sentirsi la mamma delle sue ex colonie e Msf una sua emanazione. Uno come Kouchner è la sintesi perfetta di questo neocolonialismo buono e lungimirante. Altrochè la Chiesa e i suoi papi.Saluti, Eufemia

Alessandro VI ha detto...

lo credo anch'io mariateresa ma, mi domando è così difficile far capire a chi è responsabile della comunicazione in Vaticano che è necessaria di questi tempi la tempestività e la precisione?

sam ha detto...

Ragazze, ma a me ieri mi era parso di vedere e sentire l'intervista al Santo Padre in un TG e che la parola fosse preservativi non profilattici... e mi pare che non siano le uniche parole cambiate. Spero di sbagliarmi.

Io in Africa ci vado in missione e a me la risposta del Papa al TG è piaciuta tantissimo. In altro post Matz ha inserito due articoli interessanti di approfondimento sul tema della lotta all'AIDS e spero che in molti li abbiano letti perchè mi pare che l'idea per cui distribuire preservativi in Africa non serve ed anzi è controproducente, suoni ancora troppo scandalosa o strana a molti. Però è vera, benchè così distante dalla falsa propaganda del mondo. Distribuire i preservativi (che tra l'altro vengono anche riutilizzati più volte)a masse di africani, spesso analfabeti, non solo non aiuta a prevenire (anche le indagini scientifiche hanno dimostrato le casistiche di trasmissione con il preservativo), ma addirittura peggiora la situazione - come dice giustamente il Santo Padre - poichè promuove una sessualità più disordinata nel momento in cui la disgiunge, in una mentalità come quella africana, dalla finalità procreativa.
Spiace dirlo, ma nei paesi musulmani c'è un po' meno diffusione dell'Aids, che in quelli animisti o cristiani, specie in quelli di matrice protestante dove più vengono diffuse e sperimentate, sulla pelle degli Africani, le false panacee ideologiche dei falsi profeti occidentali (preservativi, sterilizzazioni, aborti...)
E' vero che l'Islam tende a demonizzare l'Aids - colpevolizzando i malati che vengono per lo più abbandonati a se stessi (ma grazie a Dio ci sono i Cattolici che non rifiutano a nessuno amore, cura e assistenza) -e a nascondere e rimuovere il fenomeno, ma non si può negare che la rigidità dei costumi sociali islamici contribuiscano ad una minor diffusione.
Si sa che la legge dell'amore e della libertà insegnata da Cristo e dagli apostoli è molto più alta, bella, profonda ed esigente di quella similveterotestamentaria proposta dall'Islam, ma tra i cristiani si insiste troppo poco, ad eccezione che nella Chiesa Cattolica più ispirata, sulla vera morale cristiana, che è poco predicata, professata e di conseguenza praticata. Sappiamo che il virus letale della secolarizzazione ha contagiato più dell'Aids e che persino tra i consacrati si è un po' persa la percezione della bellezza dell'autentico messaggio cristiano in tema di castità. Di fatto il comportamente sessuale prevalente in molte società "cristiane" non è quello indicato dal Catechismo della Chiesa Cattolica, ma oscilla tra le antiche forme di promiscuità autoctone e quella dell'Occidente postmoderno.
Aggiungiamo l'estremizzazione che in certi ambienti è stata fatta del principio dell'"inculturazione", per cui alcuni missionari non si azzardano nemmeno più ad insegnare ai bambini le minime norme igieniche a tavola... per non parlare di chi si rifiuta persino di battezzare
:-((
Ma in generale si può dire solo gran bene della Santa Chiesa in Africa, l'unica istituzione che ama e aiuta disinteressatamente gli Africani facendo levitare poco a poco la pasta, laddove gli altri si preoccupano solo di metterci sopra le mani.
Soltanto ci vuole più coraggio di evangelizzazione vera e autentica, lasciando da parte le vie mediocri e tanti luoghi comuni. Ed è questo coraggio che il grande Papa Benedetto è andato a portare.
La terra in Africa è fertile per il seme buono.
W il Papa!