domenica 22 febbraio 2009

Il Papa, la revoca della scomunica ai Lefebvriani ed il terrore dei cattoprogressisti


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Riportiamo per intero un post della redazione di "Messainlatino.it".
R.

I cattoprogressisti iniziano ad essere terrorizzati

E questo spiega le loro esagitate reazioni dell'ultimo mese.
Dalla rivista dei Gesuiti d’oltreoceano America (caratterizzata da un notevole progressismo) traduciamo quasi per intero di un articolo di P. James Martin S.J., il quale riporta i commenti di Robert Mickens, corrispondente a Roma del periodico inglese The Tablet (anch’esso cattoprogressista).

[..] Non pensate che si faranno smuovere, i lefebvriani. Il Vaticano è intento a trovare una formula che essi possano firmare senza ritrattare alcuna delle loro posizioni.
Un giovane professore dell’Università dei Legionari di Cristo a Roma, don Mauro Gagliardi, ha dato un’indicazione di cosa aspettarsi. “La Fraternità di S. Pio X può offrire alla Chiesa un importante contributo nell’applicazione della ‘ermeneutica della continuità’ che deve applicarsi ai documenti del Vaticano II”, ha detto [v. qui].
L’apparente riferimento all’ermeneutica di Papa Benedetto per interpretare il Concilio è imprecisa, come P. Joseph Komonchak e altri hanno chiaramente indicato, ma non è del tutto erronea. E don Gagliardi non è solo un professore qualunque in Roma. E’ stato recentemente nominato consultore dell’ufficio delle cerimonie liturgiche papali e si muove nei circoli che godono al momento del favore in Vaticano.
Ha detto “I ‘lefebvriani’ hanno una spiritualità ed un carisma che può essere una ricchezza per la vita dell’intera Chiesa”. Questa è certo l’opinione del card. Castrillòn e probabilmente riflette, almeno in qualche misura, pure il pensiero del Papa.

Non c’è dubbio che Papa Benedetto rivoglia la FSSPX nella Chiesa. Fino ad ora ha fatto di tutto per venire incontro alle loro richieste. Lo farà anche sull’interpretazione del Concilio. I due documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede del 2007 (sulla natura della Chiesa il 29 giugno e sull’evangelizzazione il 3 dicembre) hanno già cominciato a preparare la strada per questo.
I lefebvriani argomenteranno, e il Papa concorderà, che, in sostanza, noi abbiamo dopo il Vaticano II la stessa dottrina che avevamo prima. Tutti i ‘cambiamenti’ furono meramente stilistici od operativi, ma non teologici; ossia, nessuno dei cambiamenti era essenziale, per cui nessuno deve essere adottato. Il Vaticano e la Fraternità diranno anche, insieme, che molto del Concilio fu fortemente mal interpretato da teologi e vescovi nel periodo postconciliare, ed essi citeranno perfino la lunga lista di teologi che la Congregazione per il culto divino ha condannato, per provare che Roma non è mai franata. Nonostante tutto sia contrario (cioè il fatto che la FSSPX non accetta realmente né vive il Vaticano II) troveranno un sistema insieme per limare una formula che li aiuti a professare “vera fedeltà e vero riconoscimento” del Concilio (alla luce della costante Tradizione) ma consenta loro di continuare a vivere come se il Vaticano II non fosse mai esistito. Ci sono già un numero di comunità Ecclesia Dei in comunione con Roma (derivazioni della FSSPX come la Fraternità sacerdotale S. Pietro) che fanno questo correntemente. La formula prodotta sarà falsa come l’inventato nonsenso delle “due forme dell’unico rito romano”.


Voi state probabilmente dicendo che questo scenario è un’esagerazione e che questo non potrebbe mai accadere. Molti l’hanno detto prima. Non poche persone mi hanno definito stridulo, isterico e peggio nel 2005 quando cominciai a dire che il Papa era intento a preparare un indulto universale per l’uso della Messa tridentina.
Il motu proprio alla fine arrivò nel luglio 2007 e allora la maggior parte delle persone cercò di minimizzarlo, dicendo che non avrebbe avuto effetto pratico nelle nostre parrocchie, ecc.

Di nuovo io dissi che gli effetti ci sarebbero stati. Sono solo passati 18 mesi (!) e i cambiamenti stanno cominciando a verificarsi, specialmente nei seminari.

Tutto questo dovrebbe essere causa di grande allarme per quelli di noi che ancora credono che qualcosa di monumentale è avvenuto al Vaticano II, che ci furono sviluppi, riforme e – sì – punti di rottura col passato (nonostante i contrari argomenti del Papa che non convincono).
Joseph Ratzinger sta completando, come papa, il lavoro che ha cominciato più di venticinque anni fa come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Niente di meno che la intera reinterpretazione del Concilio Vaticano Secondo. E nessuno sembra volerlo o poterlo fermare.

Robert Mickens - James Martin, SJ

Siamo lieti di aver offerto ai nostri lettori una lettura così riconfortante. Una vera ventata di ottimismo, ovviamente involontario, che ci ripaga di tante amarezze di queste settimane.
Segnaliamo inoltre che i commenti lasciati a questo articolo sul sito di America sono, curiosamente, per circa quattro quinti a favore del Papa e contrari alla visione dell’articolista
.

Da Messainlatino.it

Wao!!! Senza volerlo, Robert Mickens ed i Gesuiti ci hanno danno bellissime notizie soprattutto per quanto riguarda i seminari.
Finalmente si muove qualcosa!
Non mi sorprende affatto che per quattro quinti dei commenti all'articolo siano di appoggio al Papa.
Questo dovrebbe suggerire qualcosa ad articolisti, prelati, vescovi e cardinali...

Sarebbe bellissimo se "tradizionalisti" e "progressisti" potessero lavorare insieme invece di combattersi come le belve di cui ci parla San Paolo.
R.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Antonio

mariateresa ha detto...

"E nessuno sembra volerlo o poterlo fermare"

Questa frase è significativa. Conoscevo questo articolo di Mickens. E'una chiamata alla moblitazione.
E come si è visto nei giorni scorsi c'è chi ha raccolto l'invito.Damian Thompson sul suo blog ironozzava su questi intendimenti. Ma c'è poco da ridere.
Bisogna fermarlo, dice l'articolo.
Proprio dei bei cattolici.
Eppure, in fondo in fondo , è meglio così, secondo me. Le cose sono più chiare e certe cosmesi a opinioni personali sono cadute.
Fin dove si è disposti ad arrivare per la propria idea di Chiesa ritenuta più giusta e più vicina alla modernità? Fino a mancare di rispetto umano e di lealtà verso il papa? Sottolineo il rispetto umano, per me molto importante.
Fino a demonizzare altri fratelli nella fede trattandoli come lebbrosi?

Anonimo ha detto...

Da questo articolo un'ovvietà:
Johannes Paulus II + Benedictus XVI:
la mano di Maria Mater Ecclesiae nel ricucire la storia cristiana e guidare la Chiesa nel terzo millennio. Christus vincit.
Mazzarino.

sam ha detto...

"Joseph Ratzinger sta completando, come papa, il lavoro che ha cominciato più di venticinque anni fa come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Niente di meno che la intera reinterpretazione del Concilio Vaticano Secondo. E nessuno sembra volerlo o poterlo fermare".
A parte il papa minuscolo, che non so se è un refuso, questa frase puzza del peccato più grave e imperdonabile, quello contro lo Spirito Santo, alle Cui scelte evidentemente il Gesuita non crede (e forse nemmeno nello Spirito Santo) anteponendo le proprie ideologie a tutto compreso al suo voto di speciale obbedienza al Papa "perinde ac cadaver".
Sembra che il mistero di iniquità abbia una particolare predilezione per la Compagnia di Gesù per diffondere eresia, apostasia, infedeltà e tradimento.
Preghiamo tutti insieme il soldato Sant'Ignazio di Loyola di intervenire dal Cielo con correzione severa, a tutela del proprio nome e del Nome Santo di Gesù.
L'ultima frase "E nessuno sembra volerlo o poterlo fermare" mi riempie di ansia: cosa starà facendo l'Emerito Gesuita di Gerusalemme?

Anonimo ha detto...

"I lefebvriani argomenteranno, e il Papa concorderà, che, in sostanza, noi abbiamo dopo il Vaticano II la stessa dottrina che avevamo prima".

che la dottrina fosse la stessa io l'avevo sempre creduto, cosa ne devo dedurre? che anch'io ero scomunicata fino al mese scorso senza saperlo?

gianni ha detto...

Certo! Sarebbe meglio che la Chiesa non avesse spaccature al proprio interno. Come ha detto Benedetto così si rischia di presentare al mondo la "caricatura" della Chiesa (la matrigna) invece che la Chiesa (la madre).
Ricordo una storiella che sicuramente sapete già: due asini, legati tra loro tramite una corda, avevano fame. Uno tirava da una parte verso un mucchio di fieno, l'altro dall'altra verso un secondo mucchio. Così facendo non riuscivano ad arrivare al fieno nè l'uno nè l'altro.
Sono restati a digiuno a lungo, tirando e tirando... fino a che non hanno deciso di andare tutti e due, insieme, prima da una parte e poi dall'altra. Unendo le loro forze, scegliendo di collaborare tra loro hanno raggiunto i loro obiettivi.

Raffaella ha detto...

Grazie, Gianni, erano anni che non sentivo la metafora dei due asini.
Mi sembra particolarmente calzante :-)
R.

psico ha detto...

Sono lieto che Raffaella e Gianni parlino delle necessità di andare d'accordo anche tra cosiddetti 'conservatori' e 'progressisti'. Commentare un articolo come questo con uguale e contrario fondamentalismo, fino a giungere ad insultare la Compagnia di Gesù, mi pare poco edificante. Da una parte e dall'altra si fa solo ideologia e il Vangelo va a farsi friggere.

sam ha detto...

Caro Psico, mi spiace leggere e rispondere solo ora. Io non insulto affatto la Compagnia di Gesù, alla quale il nostro Signore ha assegnato niente meno che la diffusione della devozione al Sacro Cuore e ai cui grandi Santi, quali Ignazio, Francesco Saverio, Claudio De La Colombiere, mi sento particolarmente legata.
Suggerisco anzi a tutti a Roma di anadre a visitare la splendida Chiesa del Gesù, con la cappella del Sacro Cuore del Batoni e le Stanze di Sant'Ignazio, dove la santità si respira a pieni polmoni.
Credo che la predilezione del diavolo vada sempre all'attacco delle opere predilette da Dio.
Chiedo scusa se il mio tono severo può aver dato adito ad un equivoco.
Purtroppo in questi decenni ci sono fatti che dimostrano quanta eresia (quante dottrine condannate dalla Santa Sede) e quanta disobbedienza si sia diffusa nelle fila dei Gesuiti. Me ne dispiace tantissimo, ma non sono di quelli che chiudono gli occhi di fronte alle cose che non piacciono. Non è mistero che all'ultimo capitolo generale i Gesuiti siano stati richiamati fortemente all'obbedienza, ma le risposte alla Santa Sede furono molto tiepide e in alcuni casi persino irriverenti.
E' proprio perchè amo la Compagnia di Gesù, il suo Nome, il suo carisma iniziale, i suoi santi, i molti buoni missionari che lavorno Ad Maiorem Dei Gloriam in molte parti del mondo ed anche alti esponenti illuminati dallo Spirito (invece che dai media!) come il Card.Spidlik, che sogno di vedere un qualche movimento di protesta, reazione e ripulitura interno alla Congregazione.
Faccio notare che qui non si tratta dell'intervista di un esponente gesuita a qualche rivista laica, ma di un intervento pubblicato su una rivista ufficiale dei Gesuiti, "America", mentre poco tempo fa un altro furioso attacco contro il Papa era stato sferrato sulla rivista gesuita "Popoli" pubblicando un tremendo editoriale del Rabbino di Venezia. E purtroppo non mi risulta che la Congregazione abbia preso ufficialmente le distanze da questi attacchi.
Visto che dentro la Congregazione non sembra scuotersi nulla, mi permetto di pregare ed invocare un intervento dall'alto.
Lei, Pisco, può anche considerarlo un fondamentalismo uguale e contrario, ma a me sembra che ci sia una certa differenza tra l'attaccare ufficialmente il Papa - dicasi il Santo Pontefice, Successore di Pietro e Vicario di Cristo - sulla rivista di una Congregazione Cattolica e l'appellarsi alla preghiera per la medesima Congregazione su un Blog.
Anch'io vorrei che non ci fossero nella Chiesa fazioni opposte e ideologie tradizionaliste o progressiste (personalmente non mi riconosco in alcuna di esse) e prego e spero che anche da posizioni diverse tutti gli uomini di buona volontà possano con l'aiuto dello Spirito Santo viaggiare nella medesima direzione dell'unità che è Cristo Signore.
Il Signore ci insegna infatti che tutti coloro che non sono ostili alla Chiesa rappresentano una ricchezza per l'unità "Chi non è contro di noi è per noi" Mc 9,40.
Ma lo stesso Signore ci dice che esistono anche degli Aut Aut imprescindibili: o con Dio o con Mammona, o con Lui o contro di Lui.
"Chi non è con me è contro di me" Mt 12,30/Lc 11,23
Qui non c'è spazio per il compromesso, qui la chiarezza deve essere piena, altrimenti la Verità è tradita.
Dunque si può essere cattolici più o meno conservatori o progressisti, ma non si può essere Cattolici e contro il Papa.
Ancor meno si può essere Gesuiti e contro il Papa.
Se lo si è, si sono traditi il proprio carisma e i propri voti e non si può più pretendere il rispetto ad essi dovuto.

Anonimo ha detto...

Era ora. Non mi permetto di giudicare il Concilio, ma ne osservo alcuni risultati. Dopo di esso, abbiamo perso la nostra identita', ancorata anche (anche) all'abito di Don Camillo ed alla lingua ad esso correlata, abbiamo tollerato, in nome di una fumosa e ipocrita liberta' di pensiero, le peggiori bestemmie a Dio ed alla Madonna, abbiamo permesso che rappresentanti di altre religioni dettassero i criteri per la selezione dei nostri Santi e ridicolizzassero i nostri Dogmi fino ad imporcene altri a loro piu' graditi. Abbiamo lasciato, per quieto vivere, che si portassero micidiali offensive alle famiglie e che si sgretolasse l'armonico equilibrio che si era ottenuto, dopo decenni di scontri, tra il nostro Stato e la Chiesa di Roma.
E le Chiese si sono svuotate. Per fortuna, quelle della Fraternita' non soffrono la nostra crisi ed e' un bene che ci se ne sia accorti e si corra ai ripari. Grazie a Dio abbiamo questo Papa.

Anonimo ha detto...

Passo le mie "vacanze" nell'Asia Centrale. Ieri sera, alla TV satellitare (c'e' anche qui) ho assistito ad una Messa celebrata in Iraq, o Iran, o Siria, chissa'. In una incomprensibile lingua che credo fosse siriaca. Di una bellezza, di una semplicita' e di una solennita' commoventi. La lingua non la capivo, ma il Sacramento si. Benissimo.
Invidio quiello che loro sonmo riusciti a rimanere