lunedì 8 dicembre 2008

Benedetto XVI all’Angelus: in Maria Immacolata contempliamo il riflesso della Bellezza che salva il mondo (Radio Vaticana)


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Benedetto XVI all’Angelus: in Maria Immacolata contempliamo il riflesso della Bellezza che salva il mondo. Nel pomeriggio, il tradizionale omaggio in Piazza di Spagna

La vittoria di Cristo sul peccato originale risplende in modo sublime nella Vergine Maria: è la riflessione offerta da Benedetto XVI all’Angelus nella Solennità dell’Immacolata Concezione.
Alle migliaia di fedeli che hanno gremito Piazza San Pietro, in una giornata quasi primaverile, il Papa ha ricordato che in Maria, la “piena di grazia”, contempliamo il riflesso della bellezza di Dio che risplende sul volto di Cristo. Quindi, ha salutato i pellegrini raccolti a Lourdes per la fine delle celebrazioni del 150.mo delle Apparizioni mariane e, per oggi pomeriggio, ha dato appuntamento ai fedeli romani per il tradizionale omaggio all’Immacolata in Piazza di Spagna. Il servizio di Alessandro Gisotti:


Il mistero dell’Immacolata Concezione, ha affermato il Papa, ci ricorda due verità fondamentali della nostra fede: il peccato originale e poi “la vittoria su di esso della grazia di Cristo, vittoria che risplende in modo sublime in Maria”:

“L’esistenza di quello che la Chiesa chiama “peccato originale” è purtroppo di un’evidenza schiacciante, se solo guardiamo intorno a noi e prima di tutto dentro di noi. L’esperienza del male è infatti così consistente, da imporsi da sé e da suscitare in noi la domanda: da dove proviene?”

Specialmente per un credente, ha aggiunto Benedetto XVI, “l’interrogativo è ancora più profondo: se Dio, che è Bontà assoluta, ha creato tutto, da dove viene il male?”. Le prime pagine della Bibbia, ha sottolineato, rispondono proprio a questa domanda fondamentale con il racconto della creazione e della caduta dei progenitori:

“Dio ha creato tutto per l’esistenza, in particolare ha creato l’essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo (cfr Sap 1,13-14; 2,23-24) il quale, ribellatosi a Dio, ha attirato nell’inganno anche gli uomini, inducendoli alla ribellione. E’ il dramma della libertà, che Dio accetta fino in fondo per amore, promettendo però che ci sarà un figlio di donna che schiaccerà la testa all’antico serpente (Gn 3,15)”.

Questa Donna, fin dal principio, è dunque predestinata a diventare madre del Redentore, madre di Colui che si è umiliato fino all’estremo per ricondurci alla nostra originaria dignità. Agli occhi di Dio, ha detto il Papa, questa Donna “ha da sempre un volto e un nome: piena di grazia”. Come ci ricorda Sant’Andrea di Creta, Maria è “il comune rifugio di tutti i cristiani”, “la prima ad essere liberata dalla primitiva caduta dei nostri progenitori”:
“Carissimi, in Maria Immacolata, noi contempliamo il riflesso della Bellezza che salva il mondo: la bellezza di Dio che risplende sul volto di Cristo. In Maria questa bellezza è totalmente pura, umile, libera da ogni superbia e presunzione. Così la Vergine si è mostrata a santa Bernadette, 150 anni or sono, a Lourdes, e così è venerata in tanti santuari. Oggi pomeriggio, secondo la tradizione, anch’io Le renderò omaggio presso il monumento a Lei dedicato in Piazza di Spagna”.

Dopo l’Angelus, parlando in lingua francese, il Santo Padre ha rivolto un saluto particolare ai pellegrini che si sono radunati a Lourdes per la chiusura dell’Anno giubilare delle Apparizioni mariane. Un pensiero speciale anche ai fedeli che sono riuniti ad Ars per l’apertura dell’Anno giubilare per San Giovanni Maria Vianney, in occasione del 150.mo anniversario della morte del Curato d’Ars. In italiano, il Papa ha rivolto un saluto alla Pontificia accademia dell’Immacolata e al suo presidente, il cardinale Deskur. Infine, un augurio particolare ai soci dell’Azione Cattolica italiana:

Sostenuti dalla materna protezione di Maria Santissima, possano esprimere al meglio il loro servizio ecclesiale e specialmente l’impegno educativo, per il quale l’Azione Cattolica può contare su una lunga e consolidata tradizione. Il Papa, dunque, si recherà oggi pomeriggio, alle ore 16.15, in Piazza di Spagna per il tradizionale omaggio alla statua dell’Immacolata. Lungo il percorso, il Pontefice sosterà brevemente davanti alla Chiesa della Santissima Trinità, per l’omaggio dell’Associazione dei Commercianti di Via Condotti. L'evento sarà seguito dalla nostra emittente in radiocronaca diretta in lingua italiana. In più occasioni, il Santo Padre ha sottolineato come virtù della Beata Vergine una fede intrepida, una speranza incrollabile e un amore umile e sconfinato.

Ma cosa significa, per la donna contemporanea, il dogma dell'Immacolata Concezione. Isabella Piro lo ha chiesto a suor Paola Satta, appartenente alla Congregazione delle Religiose di Maria Immacolata:

R. – Prima di tutto ricordare che è la Madre di Dio, la madre di tutte le creature della terra a cui ci rivolgiamo sia nei momenti gioiosi, sia nei momenti di sofferenza. Sembra che il mondo sia superficiale, ma Maria è importante per ogni cristiano; anche se il mondo è superficiale, anche se sembra che tutti i valori si siano persi, credo che Maria è veramente una certezza per ogni creatura, Maria è l’immagine dell’animo dell’umanità. E' un punto di riferimento molto forte.

D. – Per voi religiose, in particolare, che valore ha la figura dell’Immacolata?

R. – E' modello per la nostra vita di consacrata, perché Maria è una donna forte, Maria è donna di fede, è donna di ascolto; Maria ha ascoltato la Parola, l’ha messa in pratica, per cui è una donna accogliente, una donna che veramente ci dimostra l’amore. Lei è stata scelta dal Padre per amare l’umanità e per la Salvezza dell’umanità.

D. – Quali sono, a suo parere, i caratteri più connotativi della Vergine Immacolata?

R. – La Sua semplicità, la Sua purezza, l’umiltà.

D. – Come trasmettere, oggi, questi principi?

R. – Parlando di Maria, insegnando a rivolgerci a Maria attraverso il Rosario, attraverso la sua immagine e la preghiera, si dice: “Per Maria, Gesù”, che poi è “Gesù per Maria” perché se noi ci rivolgiamo a Maria e preghiamo Maria, consociamo Maria e conosciamo Gesù. Se noi ci rivolgiamo a Gesù, Gesù crocifisso, Gesù risorto, senz’altro c’è anche Maria; c’è Maria sotto la croce, c’è Maria quando Gesù si è manifestato dopo che è risorto. Quindi c’è un rapporto molto forte tra Madre e Figlio.

D. – Le Religiose di Maria Immacolata in quali attività si prodigano, principalmente?

R. – In modo particolare per le giovani più bisognose. Oggi, per esempio, ci dedichiamo molto all’immigrazione. Seguiamo la spiritualità mariana e sempre promuoviamo la devozione a Maria, per farla conoscere, per amarla e per vivere i suoi valori: in modo particolare la sua purezza, la sua dedizione di amore e di Salvezza per tutta l’umanità.

D. – Come trasmettete alle giovani immigrate questi principi?

R. – Innanzitutto, quando loro vengono nelle nostre case, le portiamo a conoscere l’immagine di Maria, incominciando ad insegnar loro l’Ave Maria, l’Angelus ed anche il Rosario e poi le parliamo di chi è Maria per noi, chi è Maria per ogni creatura.

D. – Suor Paola, qual è il suo auspicio per questa Solennità dell’8 dicembre?

R. – Amare sempre Maria, questo è l’auspicio: di conoscere sempre Maria, di non rimanere in relazione con questa figura importantissima nella nostra vita di consacrate.

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